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Che cos'è un avviso bonario dell'Agenzia delle Entrate, come si riconosce e cosa fare se si riceve

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L'analisi effettuata dall'ente fiscale che conduce all'avviso bonario si basa sui dati fiscali forniti dal contribuente attraverso dichiarazioni e comunicazioni.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
Che cos'è un avviso bonario dell'Agenzia delle Entrate, come si riconosce e cosa

L'arrivo di una comunicazione dall'Agenzia delle entrate è spesso motivo di preoccupazione anche per i contribuenti più diligenti e trasparenti nelle loro dichiarazioni fiscali. In circostanze in cui si riceve tale notifica, è fondamentale non lasciarsi sopraffare dall'apprensione, ma affrontare proattivamente la situazione.

Il primo passo è analizzare accuratamente la natura del documento ricevuto, che sia un avviso, una lettera o una comunicazione via Pec, per identificarne il contenuto specifico e l'oggetto. Poi bisogna capire le possibili implicazioni e definire una strategia adeguata per rispondere in modo informato e tempestivo all'Agenzia delle entrate, assicurando la conformità con le normative fiscali vigenti. Vediamo allora:

  • Avviso bonario dell'Agenzia delle entrate, che cosa è

  • Cosa fare se si riceve un avviso bonario

Avviso bonario dell'Agenzia delle entrate, che cosa è

L'avviso bonario è una comunicazione che l'Agenzia delle entrate inoltra al contribuente quando, attraverso analisi automatizzate dei dati fiscali, identifica discrepanze, errori o mancati pagamenti. In risposta a tale avviso, il contribuente dispone di un termine di 30 giorni, estensibili a 90 giorni per le comunicazioni telematiche, per presentare contestazioni o per regolarizzare la propria posizione effettuando il versamento dell'imposta dovuta, oltre agli interessi e alle sanzioni applicabili.

L'analisi effettuata si basa sui dati fiscali forniti dal contribuente attraverso varie dichiarazioni e comunicazioni annuali, come il monitoraggio delle spese o la dichiarazione dei redditi. Questi controlli sono categorizzati principalmente in controlli automatizzati e formali.

I primo sono condotti sfruttando i database dell'ente per verificare l'aderenza ai requisiti dichiarativi e di pagamento, come la puntualità nei versamenti o l'utilizzo corretto di crediti d'imposta. I secondi confrontano le dichiarazioni fiscali con i dati in possesso dell'ente per assicurare la coerenza, come nel caso di dichiarazione di spese mediche rispetto ai documenti forniti. In caso di mancato riscontro o pagamento entro i termini stabiliti, l'Agenzia delle entrate procederà all'iscrizione a ruolo dell'importo dovuto, che sarà incrementato di una sanzione del 30% e interessi annuali del 4%. Di conseguenza, il contribuente riceverà una cartella esattoriale per il recupero del debito da parte dell'Agenzia delle entrate.

È possibile per il contribuente richiedere un piano di rateizzazione del debito iscritto a ruolo, al fine di gestire in modo più flessibile il pagamento del dovuto.

Cosa fare se si riceve un avviso bonario

Qualora un contribuente riceva un avviso bonario e non si ritrovi nelle constatazioni riportate dal fisco, ha l'obbligo di sollecitare una correzione. Ci sono situazioni, ad esempio, in cui i versamenti eseguiti attraverso il ravvedimento operoso potrebbero non essere stati adeguatamente registrati, o si potrebbero verificare pagamenti tramite modello F24 utilizzando un codice tributo non corretto.

La procedura per contestare l'avviso bonario deve essere iniziata entro 30 giorni dalla sua ricezione, estendibili a 90 giorni per le notifiche digitali, e può essere eseguita anche in via telematica mediante il servizio Civis, via Pec o recandosi personalmente presso un ufficio dell'Agenzia delle Entrate per presentare una richiesta di autotutela, al fine di evidenziare le discrepanze individuate.

Se l'Agenzia delle entrate accetta le argomentazioni del contribuente, rettificando l'errore identificato, verrà annullata la precedente comunicazione di irregolarità; nel caso di un accoglimento parziale delle contestazioni, verrà emesso un nuovo avviso bonario, dando al contribuente altri 30 giorni per saldare l'eventuale debito, anche mediante rateizzazione.

Nel caso in cui il contribuente riconosca la validità dell'avviso bonario e desideri regolarizzare la propria situazione, dovrà effettuare il pagamento entro 30 giorni dalla notifica, termine estendibile a 90 giorni per gli avvisi digitali. L'ammontare della sanzione applicata dipende dalla natura del controllo effettuato dall'ente fiscale.

Per le comunicazioni derivate da controlli automatizzati, il pagamento deve avvenire entro 30 giorni dalla prima notifica o dall'emissione di un nuovo avviso in caso di rettifica parziale, con una sanzione ridotta a un terzo dell'importo standard (10% anziché 30%). Per le irregolarità riscontrate a seguito di controlli formali, il saldo deve essere eseguito entro 30 giorni dalla notifica, con una sanzione ridotta ai due terzi del normale (20% invece di 30%).

Relativamente ai redditi soggetti a tassazione separata, non sono previsti né interessi né sanzioni se il pagamento viene effettuato entro 30 giorni dall'avviso o da una sua eventuale rettifica. In caso di ritardo o omissione, la sanzione prevista è del 30%.