Che cos'è un contratto di convivenza. Spiegazione e significato

Cosa significa stipulare un contratto di convivenza e come si fa perché sia valido e corretto: cosa c’è da sapere, spiegazioni e chiarimenti

Che cos'è un contratto di convivenza. Sp

Cos’è un contratto di convivenza?

Il contratto di convivenza è un accordo formale che può essere stipulato da due persone legate da un vincolo affettivo che decidono di vivere stabilmente insieme in una convivenza per regolamentare i rapporti patrimoniali della convivenza, compresi gli effetti e le conseguenze patrimoniali che potrebbero derivare dalla cessazione della convivenza stessa. 
 

Quando due persone decidono di iniziare una convivenza possono liberamente farlo decidendo semplicemente di vivere insieme ma mantenendo la loro vita ‘libera’ o di formalizzare la propria unione con la convivenza di fatto presso il proprio Comune di residenza. Alle coppie che decidono di formalizzare la loro convivenza di fatto, il Comune rilascia i certificati di residenza e di stato di famiglia che dimostrano l’effettivo sussistere della convivenza.

Le convivenze di fatto che si formalizzano al registro anagrafe del proprio Comune di residenza valgono per le coppie che decidono di ufficializzare il loro legame ma senza sposarsi. E per le stesse coppie vale la possibilità di fare un contratto di convivenza. Vediamo in questo pezzo di dare una spiegazione completa al significato di contratto di convivenza.

  • Contratto di convivenza cos’è
  • Contratto di convivenza cosa deve riportare
  • Contratto di convivenza e risoluzione

Contratto di convivenza cos’è

Il contratto di convivenza è un accordo formale che può essere stipulato da due persone legate da un vincolo affettivo che decidono di vivere stabilmente insieme in una convivenza e non legate da vincolo matrimoniale, e permette alla coppia di regolamentare i rapporti patrimoniali della convivenza, compresi gli effetti e le conseguenze patrimoniali che potrebbero derivare dalla cessazione della convivenza stessa. Il contratto di convivenza può essere fatto dalle coppie che si formalizzano la loro unione in Comune ma anche dalle coppie che convivono senza alcuna formalizzazione dell’unione in Comune. 

Il contratto di convivenza per essere valido deve essere fatto in forma scritta con atto pubblico tramite notaio o con una scrittura privata autenticata da un notaio o da un avvocato. Stesso discorso vale per ogni eventuale modifica che nel corso del tempo può avvenire o essere decisa in relazione allo stesso contratto. Se il contratto di convivenza non viene redatto in forma scritta risulta del tutto nullo. 

Il contratto di convivenza permette di disciplinare diversi aspetti della coppia convivente come:

  • modalità di partecipazione alle spese comuni e obblighi di contribuzione reciproca nelle spese comuni o nell'attività lavorativa domestica ed extradomestica;
  • modalità di uso della casa adibita a residenza comune, sia che si tratti di casa di proprietà e sia che si tratti di casa in affitto;
  • attribuzione della proprietà dei beni acquistati nel corso della convivenza;
  • assistenza reciproca nei casi di malattia fisica o psichica;
  • definizione dei rapporti patrimoniali in caso di cessazione della convivenza per evitare controversie e problemi all’eventuale termine della convivenza.

Contratto di convivenza cosa deve riportare

Il contratto di convivenza tra conviventi per essere corretto e ben fatto deve riportare i seguenti dati e le seguenti informazioni:

  • l’indicazione della residenza delle due parti interessate dal contratto;
  • modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in base alle possibilità di ognuno e alla capacità di lavoro professionale o casalingo;
  • regime patrimoniale di gestione dei beni, se in comunione o meno con facoltà di modifica in merito in ogni momento;
  • eventuale indicazione del convivente come futuro tutore, curatore o amministratore di sostegno, in casi di relative necessità;
  • indicazione del convivente come proprio rappresentante, con poteri pieni o limitati, in caso di malattia che comporti incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in materia di salute, e, in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, modalità di trattamento del corpo e funerale.
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Contratto di convivenza e risoluzione

Il contratto di convivenza una volta formalizzato tra due persone che decidono di convivere può sia essere modificato nel tempo e sia risolversi. Generalmente, stando a quanto previsto dalle norme in vigore, il contratto di convivenza si risolve per le seguenti motivazioni:

  • recesso unilaterale;
  • accordo delle parti;
  • decisione di unirsi matrimonio o unione civile;
  • decesso di uno dei contraenti.

Se il contratto di convivenza prevede il regime patrimoniale della comunione dei beni, la sua risoluzione implica lo scioglimento della comunione dei beni tra i conviventi.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il