Che cos'è un trust familiare. Spiegazione completa e significato 2021

Le figure centrali di questo istituto sono il trustee e il disponente. Il primo deve avere la piena amministrazione e gestione dei beni, oltre al potere di decidere l'attribuzione.

Che cos'è un trust familiare. Spiegazion

Trust familiare, che cos'è?

Il trust familiare è un istituto giuridico con cui separare dal patrimonio di un soggetto per il perseguimento di specifici interessi a favore di beneficiari o per il raggiungimento di una determinata finalità, attraverso il loro affidamento.

Il trust familiare è un istituito giuridico con cui il disponente può tutelare i beni personali o dell'azienda a favore di familiari o parenti. Può così evitare che soggetti estranei alla famiglia possano pretendere una parte del patrimonio ma anche dare assistenza ai componenti della famiglia che sono più in difficoltà dal punto di vista economico. Il trust familiare è considerato anche un buon modo per prevenire dispute tra i familiari. Vediamo meglio:

  • Trust familiare, che cos'è: la spiegazione
  • Spiegazione del patto di famiglia nel trust familiare

Trust familiare, che cos'è: la spiegazione

Possono entrare in un trust i beni che fanno parte di un patrimonio familiare o aziendale o parti di essi. Pensiamo ad esempio a conti bancari e somme di denaro, titoli di credito, immobili, preziosi e opere d'arte, azioni, quote di società immobiliari, azioni quotate in Italia o all'estero.

Dal punto di vista procedurale, il disponente crea il trust e individua i beneficiari, sceglie il fiduciario e i beni da tutelare, trasferisce la titolarità dei beni del trust con un atto con un testamento. Il fiduciario diventa titolare dei beni e dei diritti previsti dal disponente e li amministra a favore dei beneficiari oppure per il raggiungimento dello scopo indicato. Infine, il beneficiario gode degli interessi derivanti dal trust. Da segnalare anche l'esistenza del guardiano che controlla l'operato del fiduciario, si accerta che venga rispettata la volontà del disponente, nomina i beneficiari e conserva il potere di agire a tutela del trust.

Le figure centrali di questo istituto sono il trustee e il disponente. Il primo deve avere la piena amministrazione e gestione dei beni, oltre al potere di decidere l'attribuzione del reddito. Se il trustee ha il potere di decidere l'attribuzione del reddito significa che egli ha un potere su quel reddito, potere che gli deriva dal possesso del reddito stesso. Il reddito è quindi imputato al trust e non al beneficiario.

Il disponente non può essere anche trustee poiché non si verificherebbe un reale spossessamento dei beni. Normativa alla mano, i cosiddetti trust auto-dichiarati, nei quali la figura del trustee coincide con quella del settlor, non possono essere considerati autonomi ai fini delle imposte sui redditi.

Dal punto di vista fiscale, il trust può essere soggetto alla sola imposta di registro se si tratta di atto pubblico o scrittura privata con la volontà di creare un trust senza contenuto patrimoniale. Oppure all'imposta di registro e all'imposta di donazione o di successione se il trasferimento dei beni avviene senza costi. Infine a imposta di registro e imposte ipotecaria e catastale nella misura ordinaria nel caso di trasferimento di beni immobili e diritti reali immobiliari.

Nel caso di trust familiare va infatti considerato che si tratta di una liberalità ovvero di una donazione indiretta in favore dei beneficiari finali e di conseguenza è prevista l'applicazione dell'imposta di donazione.

Spiegazione del patto di famiglia nel trust familiare

Norme alla mano, viene considerato patto di famiglia il contratto con cui, compatibilmente con le disposizioni in materia di impresa familiare e nel rispetto delle differenti tipologie societarie, l'imprenditore trasferisce, in tutto o in parte, l'azienda, e il titolare di partecipazioni societarie trasferisce, in tutto o in parte, le proprie quote, a uno o più discendenti.

Il patto di famiglia è caratterizzato dalla definitività in quanto può essere sciolto o modificato dalle stesse persone che hanno concluso il patto di famiglia mediante diverso contratto, con le medesime caratteristiche e i medesimi presupposti o mediante recesso, se espressamente previsto nel contratto stesso e attraverso dichiarazione agli altri contraenti certificata da un notaio.

Gli assegnatari dell'azienda o delle partecipazioni societarie devono liquidare gli altri partecipanti al contratto, se questi non rinunciano in tutto o in parte, con il pagamento di una somma corrispondente al valore delle quote previste.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il