Che differenze ci sono tra congedo parentale (madre o padre) e aspettativa retribuita o non retribuita per leggi e CCNL 2021

Non solo i beneficiari, ma anche le ragioni per cui è possibile richiedere il congedo parentale o l'aspettativa retribuita o non cambiano profondamente.

Che differenze ci sono tra congedo paren

Quali sono le differenze tra congedo parentale e aspettativa?

Le differenze tra congedo parentale e aspettativa sono numerose e riguardano sia i beneficiari e sia i motivi per cui richiedere l'assenza dal lavoro.

In comune il congedo parentale per la madre o il padre e l'aspettativa retribuita e non hanno la possibilità per il dipendente di assentarsi per un periodo più o meno lungo con la conservazione del posto di lavoro. Ma accanto ai punti in comune ci sono anche le differenze:

  • A chi spettano congedo parentale e aspettativa retribuita o non
  • Motivi congedo parentale e aspettativa retribuita o non

  • Casi particolari di congedo parentale e aspettativa retribuita o non

A chi spettano congedo parentale e aspettativa retribuita o non

Il primo aspetto di cui tenere conto è il campo di applicazione del congedo parentale. A differenza dell'aspettativa retribuiti o meno che spetta a tutti i dipendenti nel rispetto del Contratto collettivo nazionale di lavoro di riferimento, possono fruire del congedo parentale solo la madre lavoratrice, trascorso il periodo di congedo di maternità per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi.

Oppure il padre lavoratore, dalla nascita del figlio, per un periodo continuativo o frazionato non superiore a sei mesi. Se un solo genitore per un periodo continuativo o frazionato non superiore a dieci mesi.

Motivi congedo parentale e aspettativa retribuita o non

Non solo i beneficiari, ma anche le ragioni per cui è possibile richiedere il congedo parentale o l'aspettativa retribuita o non cambiano profondamente. Nel primo caso il via libera è per il decesso di uno dei genitori, l'abbandono del figlio da parte di uno dei genitori, l'affidamento esclusivo del bambino a uno solo dei genitori, il non riconoscimento del figlio da parte di uno dei genitori, la grave infermità di un genitore.

Ben più ampia è la possibilità di accesso all'aspettativa retribuita che comprende il lutto o la malattia di un familiare, i gravi motivi familiari. I lavoratori possono richiedere l'aspettativa non retribuita nel caso di familiari residenti all'estero, per avviare un'attività imprenditoriale, per motivi di studio, nel caso di elezione al parlamento (nazionale o europeo) o di assemblee regionali o che comunque per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive.

Ecco quindi l'aspettativa per le attività formative, di pianificazione e di simulazione delle emergenze. E quella per attività di soccorso e assistenza in catastrofi e calamità.

Casi particolari di congedo parentale e aspettativa retribuita o non

Possono beneficiare del congedo straordinario retribuito per assistere un familiare in condizione di grave disabilità sia il coniuge convivente e sia i genitori naturali, adottivi o affidatari in caso di mancanza, decesso, o patologie invalidanti del coniuge convivente.

La stessa possibilità è concessa per il figlio convivente con il genitore disabile, qualora il coniuge convivente o i genitori non possano provvedere perché mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti e i fratelli e le sorelle, anche adottivi, conviventi con il disabile, qualora siano mancanti, deceduti o affetti da patologie invalidanti il coniuge convivente, i genitori o i figli della persona da assistere.

Come spiegato dalla Corte di Cassazione, la cura dei familiari gravemente malati è diritto/dovere etico e un pilastro della tutela della famiglia. Il congedo straordinario è, dunque, espressione dello Stato sociale che si realizza, piuttosto che con i più noti strumenti dell'erogazione diretta di prestazioni assistenziali o di benefici economici, tramite facilitazioni e incentivi alle manifestazioni di solidarietà fra congiunti.

Per quanto riguarda l'aspettativa, ricordiamo invece la concessione per lo svolgimento di cariche pubbliche i lavoratori statali che sono eletti membri del parlamento europeo, del parlamento nazionale, delle assemblee regionali, sindaci di comuni, presidenti di province, presidenti di consigli comunali e provinciali, presidenti di consigli circoscrizionali nelle città con più di 500.000 abitanti, presidenti delle comunità montane e delle unioni di comuni, membri delle giunte comunali e provinciali ovvero assessori, consiglieri comunali, provinciali, di comunità montane e unioni di comuni. Ma anche la contemporanea sussistenza del divieto di negarla da parte del datore di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il