Boom di autocertificazioni, ma chi le controlla e come avviene accertamento dati nel 2022

Sempre più numerose sono le autocertificazioni in tutti gli ambiti, ma chi e come effettua i controlli e cosa si rischia secondo leggi 2022

Boom di autocertificazioni, ma chi le co

Chi controlla una autocertificazione?

I controlli relativi alle autocertificazioni vengono effettuati dalla Pubblica Amministrazione procedente tramite documenti e informazioni presenti negli archivi dell’amministrazione certificante e chiedendo alla stessa conferma di quanto dichiarato dal singolo soggetto e se il funzionario competente riceve documentazione non conforme a quanto dichiarato nell’autocertificazione, allora ha il dovere di contattare l’interessato perchè provveda alla regolarizzazione della dichiarazione.
 

Chi controlla una autocertificazione? L’autocertificazione è un documento che può sostituire certificati amministrativi ufficiali relativi a fatti, stati e qualità risultanti da registri pubblici e usata spesso per dichiarare il possesso di determinati titoli e requisiti.

L’autocertificazione permette di sostituire a tutti gli effetti i certificati anagrafici e di Stato Civile e non richiede alcuna autenticazione da parte di pubblici ufficiali. Ma se un’autocertificazione permette a chiunque di fare dichiarazioni per diversi scopi anche pubblici, chi controlla che ciò che vi sia riportato sia veritiero?

  • Autocertificazioni chi le controlla e come avvengono accertamenti
  • Cosa succede in caso di autodichiarazioni false 
  • Quando fare autocertificazione nel 2022 e casi possibili

Autocertificazioni chi le controlla e come avvengono accertamenti

Quando un soggetto presenta un’autodichiarazione spetta alla pubblica amministrazione competente, a seconda del motivo per cui viene presentata l’autocertificazione, effettuare i dovuti controlli sulle autocertificazioni rese a soggetti pubblici o privati.

I controlli relativi alle autodichiarazioni vengono, dunque, effettuati dalla Pubblica Amministrazione procedente tramite documenti e informazioni presenti negli archivi dell’amministrazione certificante e chiedendo alla stessa conferma di quanto  dichiarato dal singolo soggetto e se il funzionario competente riceve documentazione non conforme a quanto dichiarato nell’autocertificazione, allora ha il dovere di contattare l’interessato perchè provveda alla regolarizzazione della dichiarazione.

Per agevolare controlli e acquisizione di informazioni e dati relativi a stati, qualità personali e fatti, contenuti in albi, elenchi o pubblici registri, le amministrazioni certificanti devono sempre permettere alle amministrazioni procedenti di consultare i loro archivi informatici, nel rispetto della riservatezza dei dati personali e senza richiedere alcun onere.

Cosa succede in caso di autodichiarazioni false 

Se dagli accertamenti sulle autocertificazioni emergono irregolarità o omissioni, non costituenti falsità, il funzionario di competenza comunica all’interessato l’irregolarità per permettergli di modificare e regolarizzare la dichiarazione, ma in caso di autodichiarazioni false, l’autocertificazione perde di valore e il cittadino decade dai benefici eventuali derivanti dalla dichiarazione. 

Inoltre, lo stesso soggetto viene denunciato all’autorità giudiziaria e rischia sanzioni pecuniarie o anche penali fino alla reclusione a seconda della gravità della falsa autodichiarazione resa.

Quando fare autocertificazione nel 2022 e casi possibili

Assodato che tutto ciò che viene riportato e dichiarato in un’autocertificazione, a qualsiasi fine sia fatta, deve essere corrispondente a verità, precisiamo che i casi possibili 2022 in cui è possibile presentare un’autocertificazione al posto del certificato originale sono quelli per attestare i seguenti stati e qualità personali:

  • data e luogo di nascita;
  • residenza e cittadinanza;
  • stato di famiglia e stato di celibe, coniugato, vedovo o stato libero;
  • titoli di studio conseguiti ed esami sostenuti;
  • godimento dei diritti civili e politici;
  • nascita del figlio; 
  • decesso di coniuge, o ascendente o discendente;
  • situazione reddituale o economica;
  • possesso e numero del codice fiscale;
  • possesso e numero di partita Iva e di qualsiasi altro dato presente nell’archivio dell’anagrafe tributaria;
  • qualità di studente;
  • qualità di lavoratore o stato di disoccupazione;
  • qualità di pensionato e categoria di pensione;
  • qualifica professionale posseduta, titolo di specializzazione, di abilitazione, di formazione, di aggiornamento e di qualificazione tecnica;
  • iscrizione in albi, in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni e appartenenza a ordini professionali;
  • iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
  • assolvimento di specifici obblighi contributivi e importo corrisposto;
  • qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
  • tutte le situazioni relative all’adempimento di obblighi militari, ivi comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio;
  • di non aver riportato condanne penali e di non essere destinatario di provvedimenti che riguardano l’applicazione di misure di prevenzione, di decisioni civili e di provvedimenti amministrativi iscritti nel casellario giudiziale ai sensi della vigente normativa e di non essere a conoscenza di essere sottoposto a procedimenti penali;
  • di non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e di non aver presentato domanda di concordato.


 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il