Scontri e litigi sulle ferie? Ecco chi decide e quali criteri devono essere applicati nel 2022

La durata del periodo delle ferie è stabilita dalla legge, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità nel 2022. Ma chi le decide realmente?

Scontri e litigi sulle ferie? Ecco chi d

Ferie sul lavoro, chi le decide?

Il datore di lavoro decide il periodo delle ferie e dispone della parola finale, ben sapendo che il lavoratore può formulare la sua proposta.

Alle ferie non si può rinunciare. Si tratta di un riconoscimento stabilito e ribadito dalle disposizioni vigenti. La regola di base è comune a tutte le categorie dei lavoratori: in base al numero dei giorni in cui ha lavorato nel corso dell'anno, anche con contratto part time, il dipendente matura una quantità di giorni riposo retribuito.

In tutti i casi quando si parla di ferie ovvero leggi, normative e regole in vigore, occorre consultare gli accordi collettivi per conoscere nel dettaglio i criteri e le modalità di fruizione delle ferie in relazione all'orario multiperiodale, il cui parametro di riferimento non può essere maggiore di 12 mesi. Stessa cosa per le cosiddette condizioni di miglior favore. In pratica è prevista la nullità di norme contrattuali con una durata inferiore. Vediamo quindi in questo articolo:

  • Ferie sul lavoro, chi le decide

  • Quali criteri sono applicati per decidere le ferie sul lavoro

Ferie sul lavoro, chi le decide

Le prime due settimane di ferie vanno fruite entro 18 mesi dalla fine dell'anno di maturazione. Diverso è il caso delle altre due settimane, a disposizione nello stesso anno di maturazione e anche in modo anche ininterrotto. In ogni caso, anche se le ferie non possono essere cancellate, è indispensabile l'accordo tra il dipendente e il datore di lavoro per l'individuazione del periodo migliore ai fini dell'organizzazione interna.

Proprio il datore di lavoro decide il periodo delle ferie e dispone della parola finale, ben sapendo che il lavoratore può formulare la sua proposta. Ogni dettaglio sulle ferie maturate e su quelle da godere è indicato nella busta paga consegnata al lavoratore con cadenza mensile.

Le ferie sono un diritto del lavoratore e la mancata fruizione comporta un danno e il dipendente può chiedere il risarcimento del danno biologico ed esistenziale, pretendere il godimento dei periodi maturati ma non fruiti. Se il datore di lavoro rifiuta la concessione delle ferie anche quando non ci sono valide argomentazioni per dire no ovvero l'assenza del dipendente non comporta alcun danno organizzativo, ecco che diventa possibile bussare alle porte della Direzione territoriale del lavoro.

L'esito della controversia è duplice: se la ragioni del dipendente sono condivise, viene riconosciuto il diritto alle ferie e allo stesso tempo scatta una multa al datore di lavoro fino a 780 euro. Ma attenzione, perché se le tesi non sono accolte, il dipendente perde il diritto alla monetizzazione delle ferie maturate nel tempo e non godute.

Quali criteri sono applicati per decidere le ferie sul lavoro

Disposizioni alla mano, il lavoratore ha diritto a un giorno di riposo ogni settimana, di regola in coincidenza con la domenica. Ha anche diritto, dopo un anno d'ininterrotto servizio, a un periodo annuale di ferie retribuito, possibilmente continuativo, nel tempo che l'imprenditore stabilisce, tenuto conto delle esigenze dell'impresa e degli interessi del prestatore di lavoro. Sono proprio questi i criteri di base applicati per decidere le ferie sul lavoro.

La durata del periodo delle ferie è stabilita dalla legge, dalle norme corporative, dagli usi o secondo equità. L'imprenditore deve preventivamente comunicare al lavoratore il periodo stabilito per il godimento delle ferie. Non può essere computato nelle ferie il periodo di preavviso. L'azienda deve avere un motivo per forzarle per esigenze specifiche, come in occasione di un periodo di chiusura temporanea o di rallentamento dell'attività.

In tutti i casi le ferie devono essere concordate e se invece il datore forza la mano e il dipendente, dopo aver fatto richiesta, ha ottenuto ragione, l'azienda viene condannato a restituire i giorni di ferie fatti godere forzatamente.

L'irrinunciabilità alle ferie è stabilità dalla Costituzione e dai vari Ccnl esistenti, come quelli dei settori Marittimi, Chimica, Edilizia e legno, Terziario e Servizi, Agricoltura e Allevamento, Enti e Istituzioni Private, Poligrafici e Spettacolo, Trasporti, Meccanici, Alimentari, Enti Pubblici, Tessili, Credito e assicurazioni.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il