Chi decide le mansioni per un lavoratore disabile secondo leggi e CCNL 2021

Possono accedere ai diritti sanciti dalla legge le persone in età lavorativa appartenenti alle categorie di invalidi civili, con una riduzione della capacità lavorativa.

Chi decide le mansioni per un lavoratore

Mansioni lavoratore disabile, chi le decide?

L'organizzazione del lavoro spetta al datore che lo deve fare nel rispetto delle norme in materia e dei Ccnl. Tuttavia ogni decisione che assume non può andare in contrasto con la sicurezza e la salute dei propri dipendenti sia essa fisica o mentale. Di conseguenza deve tenere conto delle condizioni dei lavoratori con handicap e non può assegnare mansioni incompatibili con il proprio stato.

L'inserimento delle persone disabili nel mondo del lavoro presenta numerosi aspetti critici di cui datore e lavoratore stesso devono tenere conto.

La definizione di lavoratori disabili è infatti molto ampia e riguarda sia coloro che sono alle prese con minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali e sia i portatori di handicap mentale con una riduzione parziale della capacità lavorativa così come le persone non vedenti o sordomute.

Ma anche le persone invalide del lavoro, con una minorazione superiore alla soglia del 33% così come certificata anche dall'Inail. Le norme in materia sono finalizzate all'inserimento e all'integrazione lavorativa delle persone disabili attraverso servizi di sostegno e di collocamento mirato.

Essendo quindi la situazione piuttosto delicata in quanto non tutte le attività possono essere svolte da ogni lavoratore disabile, vogliamo capire chi decide le mansioni per un lavoratore disabile sulla base delle leggi e dei Contratti collettivi nazionali di lavoro, ma senza dimenticare le sentenze in materia della Corte di Cassazione. Esaminiamo quindi:

  • Mansioni lavoratore disabile, chi le decide
  • Norme aggiornate sul lavoro delle persone disabili

Mansioni lavoratore disabile, chi le decide

L'organizzazione del lavoro spetta al datore che lo deve fare nel rispetto delle norme in materia e dei Ccnl (terziario e servizi, edilizia e legno, alimentari, credito e assicurazioni, tessili, trasporti, meccanici, agricoltura e allevamento, enti e istituzioni private, chimica, poligrafici e spettacolo, marittimi, enti pubblici).

Tuttavia ogni decisione che assume non può andare in contrasto con la sicurezza e la salute dei propri dipendenti sia essa fisica o mentale. Di conseguenza deve tenere conto delle condizioni e di eventuali impedimenti dei lavoratori con handicap e non può assegnare mansioni incompatibili con il proprio stato.

La stessa Corte di Cassazione ha ricordato che tra i diritti del lavoratore disabile c'è quello di chiedere l'accertamento della compatibilità dei compiti e degli incarichi con le proprie condizioni di salute.

Possono accedere ai diritti sanciti dalla legge anche le persone in età lavorativa appartenenti alle categorie di invalidi civili, con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%, per minorazioni fisiche, psichiche, sensoriali o perché portatori di handicap intellettivo; invalidi sul lavoro, con un grado di invalidità superiore al 33%.

E poi: non vedenti o sordi; invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio con minorazioni ascrivibili dalla prima all’ottava categoria.

Norme aggiornate sul lavoro delle persone disabili

Secondo le nuove norme sul lavoro delle persone disabili, la modalità di selezione del candidato nelle liste del collocamento mirato diventa la chiamata nominativa per le aziende pubbliche e private, prima riservata solo alle aziende più piccole, ai partiti politici, organizzazioni sindacali e sociali, per una parte della quota di riserva delle imprese con almeno 35 dipendenti, per le assunzioni in convenzione.

L'obbligo di assunzione di persone disabili è previsto per le imprese al raggiungimento di 15 dipendenti. La richiesta di assunzione va formulata entro 60 giorni e non è più consentito non assumere il disabile fino all'assunzione di un sedicesimo dipendente.

Ecco quindi l'emanazione di linee guida per il collocamento mirato: fra gli obiettivi rientrano la promozione di reti con i servizi sociali, sanitari, educativo-formativi sul territorio e l'individuazione di modalità di valutazione bio-psicosociali del disabile e di buone pratiche di inclusione.

Da segnalare anche il sistema degli incentivi per favorire l'assunzione a tempo indeterminato che non sono più riservati ai datori di lavoro che stipulano convenzioni ma sono ora estesi a tutte le assunzioni. Prolungata quindi la durata nel tempo e l'importo dell'incentivo, aumentato nel caso di assunzione di disabili intellettivi e psichici. Prevista infine una modalità di accesso facilitata.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il