Chi è il responsabile se muratore, elettricista o idraulico si fa male a casa mia

L'ordinamento legislativo italiano non fa differenze tra i lavoratori e tutti devono operare in piena sicurezza, anche nei piccoli ambienti domestici.

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Quando si parla di sicurezza sul lavoro non occorre necessariamente fare riferimento ai grandi cantieri, quelli con decine e decine di operai edili e gru che sfiorano il cielo. La sicurezza del lavoro è una condizione imprescindibile anche negli ambienti piccoli e minuscoli come quelli domestici.

Per intenderci, un idraulico chiamato a riparare la perdita di un tubo del bagno ha lo stesso diritto a lavorare in sicurezza al pari di un tecnico specializzato di uno smisurato cantiere in una grande città italiana. E lo stesso potrebbe dirsi per l'elettricista incaricato di sistemare l'impianto generale o il muratore a cui abbiamo chiesto di abbattere una parete per dare maggior spazio di manovra all'interno dell'appartamento.

L'ordinamento legislativo italiano non fa differenze tra i lavoratori e tutti devono operare in piena sicurezza. Ma se nel caso dei grandi cantieri c'è una rigorosa procedura che stabilisce cosa fare e cosa non fare, ma soprattutto come lavorare, in quali condizioni e chi è il responsabile della sicurezza, come metterla negli ambienti domestici?

Chi è il responsabile se muratore, elettricista o idraulico si fa male a casa mia? Anche in questo caso c'è una risposta ben precisa che approfondiamo in questo articolo tra

  • Infortunio muratore, elettricista o idraulico, chi è il responsabile
  • L'importanza della figura del responsabile della sicurezza nel lavoro

Infortunio muratore, elettricista o idraulico, chi è il responsabile

Ogni buon padrone di casa dovrebbe sapere di chi è la responsabilità se un muratore, un elettricista, un idraulico o qualunque altro lavoratore chiamato a effettuare un intervento si fa male proprio all'interno delle sue mura domestiche. Sapere di chi è la responsabilità aiuta non solo ad affrontare più rapidamente la questione, ma anche a comportarti con le giuste cautele in fase preventiva.

A scrivere la parola finale è stata la Corte di Cassazione che si è espressa su una vicenda che ha visto coinvolto un padrone di casa che aveva affidato "al nero" l'esecuzione del lavoro di impermeabilizzazione del tetto della propria abitazione.

Come ricordato nel testo della sentenza, non aveva compiuto alcun accertamento sulle capacità e sull'idoneità della ditta incaricata ovvero non aveva proceduto alla nomina di un direttore dei lavori e aveva permesso che i lavori venissero eseguiti senza l'adozione di minime ed elementari misure di sicurezza, come la realizzazione di un ponteggio o l'utilizzo di una imbracatura.

Nonostante le palesi irregolarità tutto sarebbe filato liscio se non che a precisato nella fase di esecuzione dei lavori un operaio è scivolato per l'assenza di supporti finalizzati a evitare la caduta.

Da qui la conclusione dei giudici: il padrone di casa è il responsabile della sicurezza. Nel dettaglio, il grande errore commesso è stato di aver effettuato i lavoro senza alcun accorgimento tecnico legato alla normativa antinfortunistica.

L'importanza della figura del responsabile della sicurezza nel lavoro

Come dimostrato dalla dettagliatissima normativa in materia, la figura del responsabile della sicurezza nel lavoro è centrale e non può essere derogata.

Il datore di lavoro è chiamato a considerare tutti i rischi ed elaborare il Documento di valutazione dei rischi, a scegliere il Responsabile del servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Ma anche a vigilare sull'esecuzione degli obblighi a lavoratori, progettisti, fabbricanti, installatori e medico competente, naturalmente ciascuno per la propria responsabilità.

Altre figure coinvolte nell'organizzazione aziendale sono infatti il responsabile del servizio di prevenzione e protezione, l'addetto al servizio di prevenzione e protezione, il medico competente, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e il preposto.

Quest'ultima è la persona che sovrintende all'attività lavorativa e garantisce l'attuazione delle direttive ricevute. In pratica verifica la regolare esecuzione da parte dei lavoratori e, se necessario, esercita il potere di iniziativa.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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