Chi ha diritto alla precedenza sulle ferie in azienda secondo leggi e Cnnl 2022

La regola generale prevede che il lavoratore propone i giorni di assenza ovvero il piano ferie e il datore dispone sulla base delle richieste degli altri dipendenti.

Chi ha diritto alla precedenza sulle fer

Ferie in azienda: chi ha diritto alla precedenza?

Se le norme generali non prevedono un diritto di precedenza per la fruizione delle ferie, alcune categorie possono ottenere la precedenza nella scelta sulla base della contrattazione collettiva o degli accordi aziendali. In linea di massima, hanno la precedenza i lavoratori disabili e quindi i dipendenti in relazione alla situazione familiare e alla anzianità di servizio.

Il diritto alle ferie viene sancito dal Codice civile tenuto conto degli interessi del datore ma anche del dipendente. L'azienda deve avere un motivo per forzarle per esigenze specifiche, come in occasione di un periodo di chiusura temporanea o di rallentamento dell'attività.

In tutti i casi le ferie devono essere concordate e se invece il datore forza la mano e il dipendente, dopo aver fatto richiesta, ha ottenuto ragione, l'azienda viene condannato a ripristinare i giorni di ferie fatti godere forzatamente. Ma come metterla con il diritto alla precedenza? A chi spetta la priorità nella scelta? Analizziamo in questo articolo:

  • Ferie in azienda: chi ha diritto alla precedenza

  • L'importanza e l'obbligatorietà delle ferie

Ferie in azienda: chi ha diritto alla precedenza

Le norme fissano però in 4 settimane il periodo di ferie in un anno nel caso in cui il contratto del dipendente, a tempo indeterminato o determinato, sia full time e per l'intero anno solare. Di queste 4 settimane, 2 vanno godute in maniera preferibilmente consecutiva e altre 2 nell'arco dei successivi 18 mesi dalla maturazione.

La regola generale prevede che il lavoratore propone i giorni di assenza ovvero il piano ferie e il datore dispone sulla base delle richieste degli altri dipendenti così come di quelle dell'azienda stessa. Ma senza mai poterle negarle.

Se le norme non prevedono un diritto di precedenza per la fruizione delle ferie, alcune categorie possono ottenere la precedenza nella scelta sulla base della contrattazione collettiva, come nei casi dei settori Marittimi, Chimica, Edilizia e legno, Terziario e Servizi, Agricoltura e Allevamento, Enti e Istituzioni Private, Poligrafici e Spettacolo, Trasporti, Meccanici, Alimentari, Enti Pubblici, Tessili, Credito e assicurazioni, o degli accordi aziendali. In linea di massima, hanno la precedenza i lavoratori disabili e quindi i dipendenti in relazione alla situazione familiare e alla anzianità di servizio. A valere sono le regole della correttezza e del buon senso ovvero della pacifica gestione delle relazioni aziendali.

In tutti i casi quando si parla di ferie 2022 ovvero leggi, normative e regole in vigore, occorre consultare gli accordi collettivi per conoscere nel dettaglio i criteri e le modalità di fruizione delle ferie in relazione all'orario multiperiodale, il cui parametro di riferimento non può essere maggiore di 12 mesi. Stessa cosa per le cosiddette condizioni di miglior favore. In pratica è prevista la nullità di norme contrattuali con una durata inferiore.

L'importanza e l'obbligatorietà delle ferie

Ogni dettaglio sulle ferie maturate e su quelle da godere è indicato nella busta paga consegnata al lavoratore con cadenza mensile. L'alternativa alla maturazione delle ferie non è la monetizzazione, ma con due eccezioni. La prima riguarda i contratti a tempo determinato con durata inferiore a un anno, la seconda l'interruzione del rapporto di dipendenza nel corso del 2019, indipendentemente dal motivo. In queste due circostanze i lavoratori hanno diritto alla trasformazione in denaro delle ferie non godute.

La questione delle ferie e il rapporto tra dipendente e datore è dunque complessa e si compone di diritti e doveri. Il datore di lavoro può obbligare al godimento delle ferie ma allo stesso tempo non può negarle. In caso contrarie va incontro a multe da 100 a 600 euro ovvero da 400 a 1.500 euro se sono state rifiutate a più di 5 lavoratori o per almeno 2 anni. L'importo sale da 800 a 4.500 euro se le ferie sono state rifiutate a oltre 10 lavoratori o per almeno 4 anni.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il