Chi ha diritto allo smart working tra i dipendenti statali secondo CCNL pubblica amministrazione e leggi 2021

Le nuove tecnologie e il miglioramento di quelle esistenti sono un fattore chiave nello sviluppo dello smart working nella pubblica amministrazione italiana.

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Come funziona lo smart working con le nuove norme?

Il contratto in smart working sarà individuale tra l'amministrazione e il lavoratore. Ma solo in massimo del 15% delle attività potranno essere svolte da remoto.

Lo smart working è conosciuto come un nuovo modello di lavoro che utilizza le nuove tecnologie e lo sviluppo di quelle esistenti per migliorare sia le prestazioni che la soddisfazione che si ottiene dal lavoro. Lo sviluppo è stato tale che anche la pubblica amministrazione italiana ha deciso di farne ricorso e di passare alla cosiddetta fase 2. In pratica si va verso la riorganizzazione di quanto attualmente previsto. Non va confuso con il telelavoro e con co-working.

Quest'ultimo si riferisce a uno spazio di lavoro condiviso, solitamente da professionisti autonomi. Si potrebbe però dire che lo smart working sia una naturale evoluzione del telelavoro. Ha aggiunto maggiore mobilità e versatilità alle caratteristiche del lavoro a distanza tradizionale come la flessibilità oraria o il comfort. Se un tempo il telelavoro spostava il lavoro dall'ufficio alla casa, lo smart working lo porta quasi ovunque, da un parco o un bar alla sala d'attesa di un aeroporto.

  • Smart working tra i dipendenti statali, chi ha diritto

  • Nella pubblica amministrazione arriva il nuovo smart working

Smart working tra i dipendenti statali, chi ha diritto

Con le nuove norme, lo smart working può essere attivato solo per processi e attività di lavoro previamente individuati dalle amministrazioni, per i quali sussistano i necessari requisiti organizzativi e tecnologici per operare con tale modalità. Allo stesso tempo, per avere diritto a svolgere le proprie mansioni a distanza non bisogna mai perdere di vista l'obiettivo di conseguire il miglioramento dei servizi pubblici e l'innovazione organizzativa garantendo l'equilibrio tra vita professionale e vita lavorativa.

Aspetto fondamentale è che il contratto sarà individuale tra l'amministrazione e il lavoratore. Ma solo in massimo del 15% delle attività potranno essere svolte da remoto. Un'altra caratteristica centrale del nuovo smart working nel settore pubblico è la divisione del tempo in tre fasce. Sono operatività, contattabilità e inoperabilità. Dopodiché scatta il diritto alla disconnessione completa. Anche se non presente in ufficio, il lavoratore deve rimanere sempre in Italia. Una corsia preferenziale sarà riservata ai genitori con figli minori di 3 anni o disabili e ai lavoratori con disabilità ovvero in condizioni particolari.

Se il lavoro è ben strutturato ovvero è di solito basato su obiettivi, la produttività può essere aumentata. Migliora la conciliazione della vita lavorativa con la vita personale e familiare, spesso un aspetto molto apprezzato dai dipendenti. Fa risparmiare denaro su spazi di lavoro, trasporti o forniture tra elettricità e riscaldamento.

Si nota un miglioramento della qualità della vita del lavoratore con lo smart working che valorizza il lavoro e l'ente pubblico. Consente l'integrazione di persone con mobilità ridotta. Permette di risparmiare molto tempo nei viaggi e negli spostamenti, soprattutto nelle grandi città. Aumenta la libertà e l'autonomia del lavoratore che ha una maggiore capacità di organizzare il proprio tempo. Di contro se il lavoro a distanza non è ben pianificato o eseguito all'interno della pubblica amministrazione, la produttività può diminuire. Potrebbe esserci meno controllo sulla quantità o sulla qualità del lavoro.

Nella pubblica amministrazione arriva il nuovo smart working

Le nuove tecnologie e il miglioramento di quelle esistenti sono due fattori chiave nello sviluppo dello smart working nella pubblica amministrazione italiana. Includono una vasta gamma di strumenti, come Internet, smartphone, social network o qualsiasi tipo di programma progettato per facilitare la flessibilità sul lavoro e la mobilità. Non lontano dal futuro, altre tecnologie, come la realtà virtuale, si aggiungeranno all'elenco delle tecniche che aiuteranno lo sviluppo dello smart working.

L'obiettivo finale di utilizzarli tutti sarebbe quello di ottenere non solo una migliore prestazione lavorativa, ma anche una migliore conciliazione del lavoro e della vita professionale con la vita personale e familiare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il