Chi lavora in nero commette reato e può subire denuncia lui stesso o solo azienda

Il datore può essere chiamato al versamento dei contributi relativi al periodo durante il quale si è svolto il rapporto di lavoro e a corrispondere gli straordinari non pagati.

Chi lavora in nero commette reato e può

Lavoro in nero, cosa rischia il lavoratore?

Anche il lavoratore in nero corre rischi concreti. Se incassa l'indennità di disoccupazione viene accusato del reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico che prevede la reclusione fino a 2 anni. Non solo, ma l'Inps richiede la restituzione del denaro indebitamente percepito e volendo anche il risarcimento dei danni subiti. Problemi anche dal punto di vista fiscale.

Per definizione il lavoro in nero è quello irregolare ovvero quello sconosciuto al fisco. Datore di lavoro e lavoratore nascondono l'esistenza di un rapporto di lavoro per evitare di pagare tasse e contributi. Ma quali rischi corre il lavoratore? Senza dubbio è la parte debole in questa relazione, ma può subire una denuncia?

Da parte sua il datore di lavoro può essere chiamato a ripianare più di una situazione. Pensiamo ad esempio all'eventuale risarcimento per il licenziamento illegittimo o al pagamento del Trattamento di fine rapporto se il lavoro è terminato.

Oppure al versamento delle differenze retributive nel caso in cui il lavoratore in nero abbia percepito uno stipendio più basso di quello previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato. Il datore può essere chiamato anche al versamento dei contributi relativi al periodo durante il quale si è svolto il rapporto di lavoro e a corrispondere gli straordinari non pagati.

Naturalmente può essere chiamato al pagamento degli stipendi non versati o se le ha versate in denaro liquido senza conservare le prove. Tra gli altri rischi concreti che corre c'è anche quello di essere chiamato versare le indennità non pagate. In questo caso occorre fare riferimento alla singola situazione ovvero verificare se è stato svolto lavoro notturno, nella giornata di domenica o durante le festività o le ex festività.

Sono tutte circostanze che portano al riconoscimento di un surplus di stipendio. Il tutto senza dimenticare la maxi multa da 1.500 a 36.000 euro per ciascun lavoratore irregolare ovvero non dichiarato al Centro per l'impiego. Vediamo allora nei dettagli

  • Lavoro in nero, cosa rischia il lavoratore
  • Conseguenze lavoro in nero per l'azienda

Lavoro in nero, cosa rischia il lavoratore

Come abbiamo accennato, la parte danneggiata dall'instaurazione di un rapporto in nero è soprattutto il lavoratore. Molte volte si trova infatti nella situazione di dover accettare le condizioni pur di poter lavorare. Quando il caso viene alla luce è frequente che finisca davanti al giudice del lavoro.

Sono allora importanti le prove che lo stesso lavoratore è in grado di esibire per dimostrare la propria posizione. Ad esempio le copie dei fogli contenenti orari, piano ferie, firme giornaliere che dimostrano la presenza continua sul posto di lavoro così come le somme di denaro ricevute come compenso.

Stessa cosa per le ore di lavoro e anche in questo caso senza dimenticare gli straordinari. In ogni caso una denuncia collettiva ha un peso maggiore rispetto a una individuale. Se c'è la possibilità di attivarsi insieme ad altri colleghi è quindi preferibile. Ma anche il lavoratore in nero corre rischi concreti? La risposta è affermativa.

Se incassa l'indennità di disoccupazione viene accusato del reato di falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico che prevede la reclusione fino a 2 anni. Non solo, ma l'Inps richiede la restituzione del denaro indebitamente percepito e volendo anche il risarcimento dei danni subiti.

Nel caso di secondo lavoro in nero, dal punto di vista fiscale è considerato un evasore poiché non ha dichiarato all'Agenzia delle entrare i guadagni ottenuti. La conseguenza è di ricevere un accertamento fiscale fino agli ultimi 5 anni.

Conseguenze lavoro in nero per l'azienda

Le novità per il datore di lavoro, oltre ai provvedimenti riparatori da adottare che abbiamo ricordato nel primo paragrafo, riguardano anche le sanzioni a cui va incontro per lavoro in nero. La multa da 1.500 a 36.000 euro per ciascun lavoratore irregolare ovvero non dichiarato al Centro per l'impiego e più precisamente una sanzione da 1.500 a 9.000 euro per lavoro nero fino a 30 giorni, una sanzione da 3.000 a 18.000 euro per lavoro nero da 31 a 60 giorni, una sanzione da 6.000 a 36.000 euro per lavoro nero oltre 60 giorni.

A cui aggiungere la procedura di diffida con cui il datore di lavoro può ottenere uno sconto della sanzione se il lavoratore viene assunto entro 120 giorni dalla notifica dell'accertamento della violazione con un contratto di lavoro a tempo indeterminato, full time o part time o determinato con durata non inferiore a 3 mesi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il