Chi paga stipendi arretrati se una azienda fallisce secondo leggi 2021

Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria, il lavoratore deve presentare attestazione della cancelleria del tribunale.

Chi paga stipendi arretrati se una azien

Stipendi arretrati, chi paga se un'azienda fallisce?

Nel caso di fallimento di un'azienda entra in gioco il Fondo di Garanzia dell'Inps per il pagamento degli stipendi arretrati ai lavoratori. Non conta se si tratta di una società di capitali, di una società di persone o di una ditta individuale perché la normativa in vigore prevede in tutti i casi il pagamento degli ultimi tre stipendi, a cui aggiungere il Tfr.

Occorre fare costantemente i conti con una situazione economica poco favorevole destinata ad aver conseguenze anche dal punto di vista occupazionale. Al di là delle norme di carattere emergenziale, resta però un punto fondamentale ovvero la tutela dei lavoratori dal punto di vista retributivo.

Nel caso di difficoltà di carattere economico tali da spingere una impresa a dichiarare il fallimento scattano infatti alcune misure per garantire la continuità dello stipendio per i dipendenti.

Non ci riferiamo al pagamento dell'assegno di disoccupazione bensì alla possibilità di ricevere gli arretrati nel caso in cui non fossero stati versati dall'azienda fallita. Entriamo quindi nei dettagli per vedere:

  • Stipendi arretrati, chi paga se un'azienda fallisce
  • Quali documenti servono per chiedere stipendi arretrati

Stipendi arretrati, chi paga se un'azienda fallisce

Nel caso di fallimento di un'azienda entra in gioco il Fondo di Garanzia dell'Inps per il pagamento degli stipendi arretrati ai lavoratori.

Non conta se si tratta di una società di capitali, di una società di persone o di una ditta individuale perché la normativa in vigore prevede in tutti i casi il pagamento degli ultimi tre stipendi, a cui aggiungere il Tfr non ancora liquidato ai dipendenti vengono corrisposti dal Fondo di Garanzia dell'Inps.

Tra le condizioni da considerare c'è quella temporale da non perdere di vista. Il Fondo di Garanzia può intervenire con il pagamento delle ultime tre buste paga se il rapporto di lavoro non è terminato più di un anno prima del fallimento.

La domanda va presenta via web utilizzando i servizi telematici del sito dell'Istituto nazionale della previdenza sociale. Oppure attraverso il contact center ovvero il numero verde Inps. Ma è anche possibile delegare la procedura ai patronati che in ogni caso utilizzano gli stessi servizi a cui un privato può fare riferimento.

Il lavoratore deve comunque aspettare che la procedura di fallimento venga avviata prima di presentare formale richiesta.

Quali documenti servono per chiedere stipendi arretrati

Nel caso di fallimento, liquidazione coatta amministrativa e amministrazione straordinaria, il lavoratore deve presentare attestazione della cancelleria del tribunale che il credito del lavoratore non è stato oggetto di opposizione o di impugnazione della Legge Fallimentare; copia autentica dello stato passivo oppure, in caso di ammissione tardiva, copia autentica del decreto di ammissione tardiva allo stato passivo; modulo modulo TFR/CL bis timbrato e sottoscritto dal responsabile della procedura; copia della domanda di ammissione allo Stato passivo e relativi conteggi; copia delle buste paga relative al periodo richiesto.

Se il datore di lavoro è stato ammesso alla procedura di concordato preventivo servono modulo modulo TFR/CL bis timbrato e sottoscritto dal commissario giudiziale e dal liquidatore nominato dal Tribunale in caso di concordato con cessione di beni; attestazione della Cancelleria del Tribunale che il concordato omologato non è stato appellato o reclamato davanti alla Corte d'appello; copia della certificazione reddituale relativo ai redditi dell'anno in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro; copia delle buste paga relative al periodo richiesto; copia autentica della sentenza di omologazione.

Ma se la procedura concorsuale a carico del datore di lavoro è stata aperta in un altro Stato dell'Unione europea dichiarazione del Tribunale munita di traduzione legale che attesti che lo stato passivo è definitivo ovvero non è soggetto, per quanto riguarda il credito del lavoratore, a modifiche; copia della certificazione reddituale relativa ai redditi dell'anno in cui è avvenuta la cessazione del rapporto di lavoro o copia della busta paga relativa al Tfr; modulo TFR CL/ter sost da compilare e sottoscrivere a cura del lavoratore in forma di dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà; copia della lettera o contratto di assunzione e della lettera di licenziamento; copia autentica dello stato passivo munita di traduzione legale; copia delle buste paga relative al periodo richiesto.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il