Chi, quando e come si può fare per passare da partita iva forfettaria a partita iva semplificata

L'accesso alla partita Iva semplificata è permessa anche alle persone fisiche che esercitano attività commerciali in forma di ditta individuale.

Chi, quando e come si può fare per passa

Da partita Iva forfettaria a semplificata, si può fare?

Come precisato dall'Agenzia delle entrate, il contribuente ha libertà di di passare al regime semplificato per via dei maggiori ricavi ammessi o per per dedurre analiticamente dal reddito le spese sostenute. Ma solo a patto di possedere i requisiti richiesti.

Il sistema fiscale italiano non brilla di certo per semplicità. Per fare un esempio concreto di cui vogliamo adesso approfondire i dettagli, tra i regimi esistenti ci sono la partita Iva forfettaria e la partita Iva semplificata e le differenze potrebbero non essere immediatamente chiare.

Al regime forfettario per cui si applica un'aliquota sostitutiva al 15% possono aderire solo le persone fisiche che esercitano attività d'impresa, arti o professioni, ma sono escluse le imprese coniugali, le società semplici, le associazioni e fondazioni esercenti attività commerciali, le società commerciali.

Condizioni fondamentali sono aver conseguito ricavi o percepito compensi non superiori a 65.000 euro all'anno e aver sostenuto spese per un ammontare non superiore a 20.000 euro lordi per lavoro dipendente e assimilato. Non possono farne parte le persone fisiche che si avvalgono di regimi speciali ai fini dell'Iva o di regimi forfettari di determinazione del reddito.

Ma anche chi esercita attività d’impresa, arti o professioni e partecipa a società di persone, ad associazioni o a imprese familiari oppure controlla srl o associazioni in partecipazione. Approfondiamo quindi un aspetto fondamentale ovvero

  • Da partita Iva forfettaria a semplificata, si può fare
  • Chi può aderire alla partita Iva agevolata

Da partita Iva forfettaria a semplificata, si può fare

La principale ragione per cui una partita Iva è interessata ad aderire al regime forfettario è per via di una doppia condizione agevolata. La prima riguarda la possibilità di pagare un'aliquota ridotta al 15%, seppure accettando di non superare la soglia di 65.000 euro di ricavi all'anno e di non detrarre le spese per l'esercizio della propria attività.

La seconda è legata alla semplificazione contabile poiché non c'è l'obbligo della fatturazione elettronica e né dell'applicazione (e della gestione dell'Iva). Non solo, ma le partite Iva in regime forfettario sono esonerate dalla registrazione delle fatture emesse, dalla registrazione dei corrispettivi, dalla registrazione degli acquisti, dalla tenuta e conservazione dei registri e documenti tranne per le fatture e i documenti di acquisto e le bollette doganali di importazione.

In pratica sono tenute a conservare i documenti emessi e ricevuti, a presentare la dichiarazione dei redditi e la certificazione unica delle ritenute fiscali, previdenziali e assistenziali a carico del datore di lavoro.

Ma se la partita Iva decide di passare al regime semplificato per via dei maggiori ricavi ammessi o per per dedurre analiticamente dal reddito le spese sostenute può farlo?. Come precisato dall'Agenzia delle entrate, il contribuente ha libertà di farlo senza preclusioni, ma solo a patto di possedere i requisiti richiesti.

Chi può aderire alla partita Iva agevolata

L'accesso alla partita Iva semplificata è consentita alle persone fisiche che esercitano attività commerciali in forma di ditta individuale, alle società di persone e agli enti non commerciali che esercitano un'attività commerciale in via non prevalente.

Ma soprattutto è fondamentale che i ricavi conseguiti nell'anno di riferimento siano inferiori a 400.000 euro nel caso di attività di prestazioni di servizi o di 700.000 euro nel caso di altre attività. La scelta della situazione fiscale è sempre personale.

Il regime ordinario delle partite Iva è invece obbligatorio per le associazioni non riconosciute e consorzi che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, per gli enti pubblici e privati che hanno per oggetto esclusivo o principale l'esercizio di attività commerciali, per spa, srl, srls, sapa, società cooperative e mutue assicuratrici, per stabili organizzazioni di società ed enti non residenti.

Nel caso di superamento dei ricavi ammessi per aderire al regime forfettario o a quello agevolato previsti dalla normativa fiscale in vigore, anche per enti non commerciali che esercitano anche un'attività commerciale in misura non prevalente, società di persone, persone fisiche che esercitano attività commerciali.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il