Chi sono i lavoratori fragili secondo leggi e contratti nazionali 2020 in vigore

Ci sono poi alcune malattie riconosciute che indicano che un lavoratore è da inserire nella lista di quelli fragili. La maggior parte è di tipo cardiaco.

Chi sono i lavoratori fragili secondo le

Lavoratori fragili, chi sono secondo leggi in vigore?

Sono quelli che soffrono di malattie che li espongono a rischi gravi se dovessero contrarre il Covid-19. La lista delle patologie è molto lunga.

Come lascia intuire lo stesso nome, con la definizione di lavoratori fragili si intendono quelli più esposti alla malattia. E non a una qualunque, ma al Covid-19.

Non a caso questa è una denominazione coniate di recente poiché ha trovato spazio nel protocollo condiviso tra le parti sociali e ripreso nei vari decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Il lavoratore fragile è dunque bisognoso di una maggiore tutela, ma per essere definito tale non è sufficiente un'autodichiarazione, ma è indispensabile dimostrare di soffrire di alcune malattie specifiche.

La questione è comunque adesso di strettissima attualità poiché, terminato il periodo di lockdown, con la fine della cassa integrazione e la lente conclusione delle ferie estive, si sta prospettando il ritorno alla normalità lavorativa.

E tra i comparti maggiormente interessati c'è quello della scuola. È infatti in dirittura d'arrivo la circolare del Ministero della Salute con i dettagli sui lavoratori fragili ovvero quei docenti o operatori che soffrono di malattie che li espongono a rischi gravi se dovessero contrarre il coronavirus. Vediamo quindi nei dettagli

  • Lavoratori fragili, chi sono secondo leggi in vigore
  • Malattie riconosciute 2020 per i lavoratori fragili

Lavoratori fragili, chi sono secondo leggi in vigore

A norma di legge ovvero secondo il protocollo condiviso tra le parti sociali e ripreso nei vari decreti della Presidenza del Consiglio dei ministri, nella definizione di lavoratore fragile rientrano tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita.

A tutti loro è stato infatti consigliato di evitare di uscire dalla propria abitazione fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale. La definizione è piuttosto generica poiché fa riferimento alle persone fragili.

In realtà basta filtrare questa categoria per i lavoratori per individuare il perfetto identikit. Se incrociamo questa normativa con le indicazioni del Ministero della Salute, scopriamo che il lavoratore fragile ha una età maggiore di 55 anni ed è alle prese con malattie croniche.

Si tratta comunque di indicazioni di massima perché, patologie cardiache a parte, sono anche altri i lavoratori che si considerano fragili e bisognosi di sorveglianza sanitaria. In ogni caso l'implementazione di attività di lavoro a distanza ha permesso di non intaccare la salute dei dipendenti fragili, indipendentemente dal livello di gravità.

Malattie riconosciute 2020 per i lavoratori fragili

Ci sono poi alcune malattie riconosciute che indicano che un lavoratore è da inserire nella lista di quelli fragili. Si tratta di un elenco di fondamentale importa ai fini della valutazione del rischio Covid-19.

In prima battuta rientrano quelli con malattie cardiache ovvero defibrillatori, gravi aritmie, insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa grave scompensata, ischemie e coronaropatie, portatori di dispositivi tipo pacemaker.

Ammessi anche i lavoratori alle prese con condizioni di immunodepressione o immunodeficienza congenita o acquisita e patologie che richiedono terapie immunosoppressive. Via libera ai dipendenti che soffrono di diabete mellito insulinodipendente, soprattutto se scompensato.

Ricordando che anche la gravidanza è considerata da molti tra come una condizione suscettibile contagio, nella lista delle malattie che identificano il lavoratore fragile ci sono anche l'epatopatia cronica grave ovvero la cirrosi epatica, l'insufficienza renale cronica, l'insufficienza surrenale cronica.

Spazio anche per le malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie ovvero aplasie midollari e gravi anemie, e per le malattie infiammatorie croniche e sindromi da malassorbimento intestinale.

A completare la lista ci sono le patologie broncopolmonari croniche ovvero asma grave, BPCO, bronchiettasie, cuore polmonare cronico, embolia polmonare, enfisema, fibrosi, sarcoidosi, e le patologie oncologiche negli ultimi 5 anni.

Infine, la lista si completa con le reumoartropatie sistemiche e dunque artrite reumatoide, collagenopatie, connettiviti sistemiche croniche, Les (Lupus eritematoso sistemico).

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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