Chi stabilisce compensi e rimborsi amministratore di sostegno e in base a quali criteri 2022

La figura dell'amministratore di sostegno è complessa e prevede molti particolari a cui prestare attenzione, tra cui quelli relativi a compensi e rimborsi.

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Amministratore di sostegno, chi stabilisce compensi e rimborsi?

Compensi e rimborsi per l'amministratore di sostengo sono decisi dal giudice. I criteri seguiti sono la situazione economica del beneficiario e la complessità dell'incarico.

L'importanza della figura dell'amministratore di sostegno è riconosciuta dalla legislazione in vigore che ne disciplina tutti gli aspetti. L'incarico può essere provvisorio o a tempo indeterminato. La nomina è sempre revocabile. Può essere designato in anticipo dal beneficiario con atto pubblico o scrittura privata autenticata pensando a una eventuale e futura incapacità.

Il decreto di nomina contiene le generalità del beneficiario, la durata e l'oggetto dell'incarico, gli atti che l'amministratore di sostegno può compiere in nome e per conto del beneficiario e quelli che può compiere solo con l'assistenza dello stesso amministratore di sostegno.

Il beneficiario conserva la capacità d'agire, ma se è incapace d'intendere e volere, l'amministratore è chiamato a presentare una istanza in cui precisa l'impossibilità di esprimere un valido consenso al trattamento sanitario o agli esami diagnostici invasivi e include le certificazioni mediche associate. Vediamo meglio:

  • Amministratore di sostegno, chi stabilisce compensi e rimborsi

  • Azioni che può fare l'amministratore di sostegno nel 2022

Amministratore di sostegno, chi stabilisce compensi e rimborsi

La nomina dell'amministratore di sostegno non è obbligatoria e lo stesso giudice tutelare che la dispone tiene conto del bisogno di protezione alla persona debole e dei suoi esclusivi interessi. Il giudice tutela la persona fragile, ascolta il beneficiario, prende atto delle sue esigenze, sceglie l'amministratore di sostegno, fissa le mansioni, delimita i poteri, controlla l'operato e interviene se necessario.

L'amministratore di sostegno non ha diritto ad alcun compenso. Eventuali compensi e rimborsi sono decisi dal giudice. I criteri seguiti sono la situazione economica del beneficiario e la complessità dell'incarico

L'amministratore di sostegno è responsabile nei confronti del beneficiario civilmente e penalmente ed è tenuto a rispondere e a risarcire gli eventuali danni causati dalla sua gestione. La nomina può essere chiesta al Tribunale nella cancelleria del giudice tutelare dove il beneficiario è residente. La richiesta deve essere redatta su carta uso bollo insieme alla nota di iscrizione a ruolo.

Il ricorso include le generalità del beneficiario, l'indirizzo di residenza o di domicilio, le ragioni per cui si chiede la nomina di un amministratore di sostegno, le generalità e il domicilio di coniuge, discendenti, ascendenti, fratelli o conviventi. Il ricorso può essere presentato dallo stesso beneficiario, ma anche da coniuge, persona stabilmente convivente, parenti entro il quarto grado, affini entro il secondo grado, tutore, curatore, pubblico ministero.

Azioni che può fare l'amministratore di sostegno nel 2022

Tra i doveri ci sono quelli di amministrare il patrimonio diligentemente e di rendere il conto periodico della gestione, di segnalare ogni cambiamento nelle condizioni di vita e di autonomia, compreso il venir meno delle condizioni che avevano giustificato la misura di protezione, di informare tempestivamente il beneficiario sugli atti da compiere.

Ma anche di relazionare sull'attività svolta e sulle condizioni di vita personale e sociale del beneficiario e di farsi portavoce di ogni istanza nell'interesse del beneficiario e promuovendo l'intervento del giudice tutelare per le rimodulazioni della misura di protezione. In tutti casi l'amministratore di sostegno può essere chiamato a rispondere dei danni che siano derivati al beneficiario per via della violazione dei propri doveri.

L'amministratore di sostegno non può compiere molte azioni. Ad esempio acquistare beni tranne quelli mobili necessari per l'economia domestica e per l'amministrazione del patrimonio oppure promuovere giudizi, salvo che si tratti di azioni possessorie, di nuova opera o danno temuto, ovvero di sfratto.

Semaforo rosso per stipulare contratti di locazione di durata superiore ai 9 anni, accettare donazioni o legati soggetti a pesi o a condizioni, accettare o rinunciare a eredità, vendere beni mobili o immobili.

E poi, alla scadenza dell'incarico deve depositare una dettagliata relazione sulle condizioni di vita, di salute e sociali del beneficiario, gli estratti di conto corrente ovvero le fotocopie del libretto bancario o postale, i documenti di spesa di maggior rilevanza e il rendiconto di entrate e uscite.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il