Chiudere e aprire partita iva nello stesso giorno, mese o anno è possibile o ci sono limiti

Per riaprire la partita Iva, al lavoratore basta la presentazione all'Agenzia delle entrate di un modello prestampato entro 30 giorni dall'inizio dell'attività.

Chiudere e aprire partita iva nello stes

Partita Iva: si può chiudere e riaprire nello stesso giorno?

In linea generale non ci sono ostacoli all'apertura e alla riapertura della partita Iva nello stesso giorno. Il caso più emblematico per cui si può presentare questa possibilità è il cambiamento del codice Ateco ovvero quella combinazione di numeri che identifica una specifica attività. Tuttavia alcune situazioni particolari limitano questa libertà.

L'apertura di una partita Iva significa entrare nel mondo dei liberi professionisti o dei lavoratori autonomi con tutte le conseguenze che ne derivano sia in termini di benefici e sia di limitazioni. Questa non è comunque un'operazione da compiere con leggerezza perché ci sono alcuni passaggi amministrativi da compiere con estrema attenzione.

Ad esempio, è possibile aprire un partita Iva e riaprirla nello stesso giorno? O comunque nello stesso mese o nel medesimo anno? Possono essere numerose che le ragioni che spingono in questa direzione e non necessariamente occorre andare a caccia di anomali nella gestione della posizione fiscale.

Ebbene, come vedremo in questo articolo, occorre sempre fare alcune distinzioni per sapere quando si può fare e quando invece bisogna rispettare alcuni limiti. In ogni caso, il lavoro con partita Iva permette di esercitare l'attività senza limiti nella quantità di lavoro da svolgere e di orario.

Di conseguenza c'è la buona organizzazione del proprio tempo è fondamentale per il raggiungimento dei risultati e per riuscire a conciliare esigenze professionali con quelle private. Il lavoro viene infatti organizzato in maniera autonoma per raggiungere gli obiettivi richiesti ma senza i i vincoli del lavoro subordinato.

Non esiste però alcuna garanzia di conservazione dell'impiego e allo stesso tempo il lavoratore con partita Iva ha diversi costi da affrontare. Pensiamo a quelli legati agli adempimenti amministrativi per cui è necessario farsi affiancare da un commercialista. Ad esempio per la tenuta della contabilità, il versamento dell'Iva (a meno che non si aderisca al regime forfettario), la dichiarazione dei redditi, il pagamento dei contributi previdenziali. Approfondiamo quindi

  • Partita Iva: si può chiudere e riaprire nello stesso giorno?
  • Quando il lavoratore può riaprire senza limiti una partita Iva

Partita Iva: si può chiudere e riaprire nello stesso giorno?

In linea generale non ci sono ostacoli all'apertura e alla riapertura della partita Iva nello stesso giorno. Il caso più emblematico per cui si può presentare questa possibilità è il cambiamento del codice Ateco ovvero quella combinazione di numeri che identifica una specifica attività.

Occorre indicarlo al momento dell'apertura della partita Iva e quindi anche della riapertura. Non ci sono distinzioni ovvero sono tutti coinvolti, liberi professionisti e negozianti, artigiani o lavoratori autonomi. E non è un semplice dettaglio burocratico perché ciascun codice Ateco è legato a un coefficiente di redditività per la determinazione del pagamento delle imposte.

C'è però un caso particolare da segnalare perché limita questa libertà di azione. Se c'è di mezzo un fallimento occorre attendere il termine della procedura amministrativa prima di riaprire una partita Iva e quindi cominciare una nuova attività.

Quando il lavoratore può riaprire senza limiti una partita Iva

Per aprire la partita Iva, al lavoratore basta la presentazione all'Agenzia delle entrate di un modello prestampato - esattamente quello identificato come AA9/7 - entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. Oltre al codice Ateco, l'altro importante elemento da indicare è il tipo di partita Iva: ordinaria o forfettaria?

La principale differenza va ricercata nella tassazione agevolata prevista nel secondo regime (al 15% anziché secondo scaglioni di redditi) ma con il limite di ricavi e compensi annuali a 65.000 euro annui. In tutti i casi, la pratica di apertura e riapertura della partita Iva può essere svolta anche con un professionista abilitato per via telematica.

Per l'attribuzione della partita Iva non è dovuta nessuna imposta e, a meno di un fallimento in corso, non ci sono impedimenti. Nel momento in cui il lavoratore con partita Iva incassa il corrispettivo deve emettere fattura in duplice copia: una consegnata al cliente e una da conservare per la contabilità personale.

Ed è importante rilevare che la contabilità si fonda sul principio di cassa e non su quello della competenza. In pratica costi e ricavi sono considerati esclusivamente nell'esercizio in cui sono pagati e quindi non conta la data di emissione delle fatture.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il