Co.co.co: come funziona il contratto di collaborazione

Cosa sono e come funzionano i contratti di collaborazioni coordinate e continuative: nome e regole, pagamenti stipendi e contributi

Co.co.co: come funziona il contratto di collaborazione

Cosa sono i Co.co.co.?

I Co.co.co. sono contratti di collaborazioni coordinate e continuative che tendono ad essere ancora molto utilizzati al posto delle assunzioni stabili, insieme alle forme di lavoro occasionali. Dal 2016, con l’entrata in vigore delle nuove norme del lavoro previste dal Jobs Act e con la soppressione delle collaborazioni a progetto (co.co.pro.), i co.co.co. sono l’unica forma di contratto di lavoro parasubordinato.

 

Una prestazione lavorativa viene definita come collaborazione coordinata e continuativa quando reiterata nel tempo, autonoma, cioè organizzata dal lavoratore, ma coordinata con le necessità dell’impresa. Con l’approvazione del decreto legislativo 81 del 2015 è stata cancellata la possibilità di stipulare contratti a progetto e mini co.co.co., prestazioni lavorative della durata inferiore ai 30 giorni nell'anno solare e con un tetto massimo di 5.000 euro nello stesso periodo, lasciando, tuttavia, in vigore la possibilità di stipulare contratti co.co.co., senza né progetto né termine.

Co.co.co: come funziona il contratto di collaborazione

Ma come funziona il contratto di collaborazione Co.co.co. e quali sono le norme previste? Il contratto di collaborazione coordinata e continuativa, co.co.co., è, per definizione, una forma di lavoro parasubordinato vigente nella legislazione italiana del lavoro, mantenuta anche dopo l'entrata in vigore del Jobs Act che ha, invece abolito i contratti di lavoro a progetto Co.co.pro. I rapporti di collaborazione coordinata e continuativa sono caratterizzati da:

  1. autonomia del lavoratore;
  2. coordinamento organizzativo operato dal committente;
  3. natura personale della prestazione;
  4. continuità e costanza nel tempo della collaborazione, anche a tempo indeterminato, ma non legata necessariamente a obiettivi e scadenze.

I lavoratori con contratti di lavoro Co.co.co. potremmo dire che si collocano a metà strada tra i dipendenti e gli autonomi, andando a rappresentare una categoria di impiegati parasubordinati, che lavorano in totale autonomia operativa ma che sono in un rapporto unitario e continuativo con il committente, facendo parte a tutti gli effetti dell'organico della struttura aziendale e operano in tutti i processi della stessa struttura. Per quanto riguarda il trattamento retributivo, devono percepire mensilmente uno stipendio assimilato a quello del lavoro subordinato mentre da un punto di vista contributivo i versamenti di questi lavoratori devono essere versati dal datore di lavoro alla gestione separata Inps.

Co.co.co.: come viene retribuito il contratto di collaborazione

Per i contratti Co.co.co collaborazioni coordinate e continuative non è prevista una retribuzione fissa oraria, ma i lavoratori co.co.co. devono percepire in ogni caso un pagamento che rispetti il trattamento minimo previsto per i lavoratori dipendenti nel settore corrispondente. Inoltre, come per le forme di lavoro subordinato, anche ai lavoratori co.co.co l’impresa deve versare i contributi previdenziali alla Gestione Separata dell’Inps (31,72% di cui un terzo a carico del lavoratore) e i contributi Inail, differenti, in tal caso, in base all’attività che si svolge.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il