Collaboratore familiare: si versano i contributi INPS?

Quando devono essere versati i contributi previdenziali all’Inps per i collaboratori familiari: chiarimenti ed esenzioni da obblighi

Collaboratore familiare: si versano i contributi INPS?

Chi è considerato collaboratore familiare?

Il collaboratore familiare è un impiegato di una impresa individuale di tipo familiare, in cui uno o più parenti del titolare collaborano con lui. I parenti cui si fa riferimento coniuge, figli e i familiari in rapporto di parentela con l’imprenditore fino al terzo grado. Nel caso di assunzione del solo coniuge si parla di impresa coniugale e in tal caso, per legge, è obbligatorio che vi sia la comunione dei beni tra gli stessi coniugi. Tra le condizioni per definire un ditta individuale familiare vi è quella che i collaboratori familiari svolgano per l’imprenditore un’attività in modo continuato e non occasionale.

 

Una volta entrati a far parte della ditta individuale familiare, i collaboratori familiari hanno automaticamente una serie di diritti, dalla possibilità di prendere parte ai guadagni ottenuti dall’impresa familiare, alla possibilità di sfruttare eventuali beni acquistati grazie agli utili, ad eventuali incrementi salariali in modo proporzionato al ruolo e al tipo di collaborazione. E’ bene specificare che le partecipazioni e gli utili percepiti da tutti collaboratori complessivamente non possono superare il 49% del totale. I collaboratori familiari, inoltre:

  1. acquisiscono anche diritti di tipo decisionale e gestionale;
  2. possono esprimere la propria opinione riguardo all’eventuale cessazione delle attività o alla cessione dell’impresa.

Collaboratori familiari e contributi Inps: le regole

Spesso ci si chiede se sia obbligatorio iscrivere all’Inps i collaboratori familiari e a fornire chiarimenti e spiegazioni in merito è stato il Ministero del lavoro, con la circolare prot. 37/0010478/MA007.A001 10/06/2013. Spesso nei casi di collaborazioni in ditte individuali familiari non è previsto per il collaboratore familiare il versamento dei contributi all'Inps. E', però, obbligatorio, come specificato dal Ministero dell'Economia, il versamento dei contributi previdenziali all'Inps per i collaboratori familiari che lavorino in azienda:

  1. a tempo pieno:
  2. in modo abituale;
  3. in modo prevalente rispetto ad altre attività lavorative.

Collaboratori Inps: per chi non vale obbligo di versamento dei contributi

Stando a quanto riportato dallo stesso Ministero, inoltre, non è obbligatorio versare i contributi previdenziali all’Inps se l’attività svolta dai collaboratori familiari viene prestata in modo ‘occasionale e non prevalente’, cioè se viene svolta per massimo 720 ore all’anno solare, 90 giorni, a prescindere della presenza del titolare. Sono tenuti a controllare il rispetto di questi limiti appositi ispettori.

Non è, inoltre, obbligatorio il versamento dei contributi previdenziali all’Inps per:
il collaboratore familiare pensionato, perchè l’attività prestata è solo occasionale e prestata con spirito solidaristico;
il collaboratore familiare già dipendente a tempo pieno in un’altra azienda, che, quindi, presta in modo residuale e limitato il proprio lavoro nell’azienda di famiglia;

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il