Collegamento Internet in smart working deve essere pagato dall'azienda o no

L'efficienza del sistema tecnologico non va presa sottogamba perché potrebbero verificarsi interruzioni nella comunicazione se è difficile entrare in contatto con il personale.

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Smart working, il collegamento a Internet deve essere pagato dall'azienda?

Per sapere se i costi per il collegamento a Internet del lavoratore in smart working possano essere pagati in tutto o in parte dal datore occorre fare un passo indietro e conoscere innanzitutto le regole di base del lavoro a distanza. Rispetto al pagamento dei costi da sostenere, non c'è una disposizione generale che stabilisca chi debba pagare le spese e in quale misura. Di conseguenza, in assenza di un eventuale accordo tra dipendente e datore che può prevedere anche un rimborso, i costi sono tutti a carico del lavoratore.

Il lavoro flessibile ha lo scopo di promuovere una forza lavoro più felice e più produttiva con conseguenti benefici sia per i dipendenti e sia per i datori di lavoro.

Ci sono però alcuni dettagli da conoscere prima di valutare di esprimere un parere definitivo sullo smart working e alcuni di questi sono relativi alla parte economica. L'impiego da remoto sgrava infatti l'azienda di parte dei costi, diretti o indiretti, come ad esempio quelli relativi all'usura dei dispositivi.

Allo stesso tempo, il lavoratore deve mettere in conto alcune spese che non aveva forse preventivato, come quelli di un abbonamento per il collegamento a Internet o per l'Adsl. Naturalmente nel caso in cui fosse necessario e non già sottoscritto prima dell'avvio dello smart working.

Ecco quindi che diventa interessante sapere come va regolamento questo aspetto. In buona sostanza, deve essere pagato dall'azienda o no dall'azienda oppure è a totale carico del dipendente da remoto? Non c'è dubbio che lo smart working possa portare con sé interessanti prospettive.

Il lavoro flessibile potrebbe incoraggiare le persone in cerca di lavoro di talento a lavorare per una determinata azienda e può aiutare i datori di lavoro a evitare licenziamenti. Allo stesso tempo potrebbe però sorgere malumore tra il personale a cui è stata negata la richiesta, mentre altri sono stati accettati.

Senza dimenticare l'aspetto centrale delle spese da affrontare, come appunto quello delle spese per l'abbonamento Adsl. Vediamo quindi

  • Smart working, il collegamento a Internet deve essere pagato?
  • Resistenze e benefici per il lavoro flessibile

Smart working, il collegamento a Internet deve essere pagato?

Per sapere se i costi per il collegamento a Internet del lavoratore in smart working possano essere pagati in tutto o in parte dal datore occorre fare un passo indietro e conoscere innanzitutto le regole di base del lavoro a distanza. Particolarità a parte, si svolge appunto a distanza, senza la precisa indicazione di una sede alternativa a quella aziendale.

Non ha vincoli di orario validi per tutti e si basa sull'utilizzo di strumenti tecnologici, come ad esempio i software di messaggistica istantanea o i programmi per le videoconferenze. Rispetto al pagamento dei costi da sostenere, non c'è una disposizione generale che stabilisca chi debba pagare le spese e in quale misura.

Di conseguenza, in assenza di um eventuale accordo tra dipendente e datore che può prevedere anche un rimborso, i costi sono tutti a carico del lavoratore.

Resistenze e benefici per il lavoro flessibile

L'efficienza del sistema tecnologico non va presa sottogamba perché potrebbero verificarsi interruzioni nella comunicazione se è difficile entrare in contatto con il personale, il che potrebbe influire sul coordinamento di progetti, riunioni e telefonate.

I datori di lavoro possono avvertire una mancanza di controllo e di consapevolezza del lavoro svolto su base flessibile. L'assenza di contatto con i colleghi in ufficio potrebbe limitare la coesione dei team e lo scambio di idee. Di certo la tecnologia moderna significa che il lavoro a distanza è ora molto più realizzabile che mai.

Con dei benefici tutt'altro che secondari perché l'adozione dello smart working cambia la percezione dell'azienda che si pone come progressista e attenta alle esigenze del personale. I dipendenti possono risparmiare sui tempi e sui costi del pendolarismo e ed è anche probabile che si riducano i giorni di malattia.

C'è un risparmio sui costi per i datori di lavoro, che potrebbero essere in grado di risparmiare l'affitto dell'ufficio e le spese accessorie con più dipendenti che lavorano a casa. In generale permette a un datore di lavoro di gestire più attività al di fuori del normale orario di ufficio e fare riferimento a una forza lavoro più diversificata.

I datori di lavoro potrebbero esporsi a richieste di discriminazione se accettassero solo richieste di lavoro flessibile solo per parte dei dipendenti. Devono essere sempre in grado di esprimere giudizi di valore che non si limitano alle ragioni personali alla base delle decisioni assunte.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il