Come andare prima in pensione con la Naspi o la Cassa Integrazione

Quali sono le possibilità e i sistemi per la pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione: calcoli contributi e chiarimenti

Come andare prima in pensione con la Nas

Si può andare in pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione?

Naspi o Cassa Integrazione possono rappresentare delle soluzioni alternative per collocarsi a riposo prima fino alla maturazione definitiva dei requisiti per arrivare alla pensione vera e propria grazie al calcolo dei contributi figurativi che vengono riconosciuti in tali periodi ai fini pensionistici.  

Andare in pensione prima con la Naspi o la cassa integrazione è possibile? I periodi di Naspi e Cassa Integrazione vengono considerati ai fini pensionistici grazie al calcolo dei contributi figurativi che vengono accreditati al lavoratore. Vediamo come andare in pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione.

  • Andare in pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione
  • Contributi Naspi o Cassa Integrazione per uscire prima e calcolo

Andare in pensione prima con Naspi o Cassa Integrazione

Le misure a sostegno del reddito per persone che si ritrovano senza occupazione, come la Naspi ma anche il reddito di cittadinanza, o in Cassa Integrazione, se ben studiate, possono rappresentare una soluzione per andare in pensione prima. Come? Attraverso il calcolo del riconoscimento dei contributi figurativi valido ai fini pensionistici.

I requisiti per andare in pensione di vecchiaia sono per molti stringenti, dovendo raggiugere 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Le soluzioni per anticipare l’uscita sono quelle di quota 100, per andare in pensione a 62 anni di età e con almeno 30 anni di contributi, o opzione donna, che permette di andare in pensione ancora a 58 anni di età alle lavoratrici dipendenti e autonomi e a 59 anni di età alle lavoratrici autonome e in entrambe i casi con almeno 35 anni di contributi, o co Ape social, che permette di andare in pensione a 63 anni di età e almeno 30 anni di contributi.

Per alcuni lavoratori anche raggiungere i requisiti delle soluzioni per anticipare la pensione, che ad oggi sono misure sperimentali e non strutturali, a volte è difficile così se ci si ritrova in condizioni particolari si studiano altrettante soluzioni particolari, farsi licenziare per esempio.

Come successo già ad alcuni lavoratori, è possibile raggiugere prima la pensione con la Naspi o la cassa integrazione. Per esempio, se si hanno 65 anni di età e mancano due anni al raggiungimento della pensione di vecchiaia, la Naspi nei casi di licenziamento permette di arrivare a maturare i requisiti pensionistici per i due anni mancanti con accredito dei contributi figurativi.

Si passa cioè dalla indennità di disoccupazione Naspi per andare poi direttamente in pensione, con il periodo della disoccupazione che copre il tempo che manca per arrivare al pensionamento. Si tratta di una sorta di soluzione per andare in pensione prima nel senso che per licenziamento (subito o indotto) si smette di lavorare percependo l’indennità di disoccupazione, continuando a maturare contributi, che sono quelli figurativi accreditati nel periodo di disoccupazione, per arrivare direttamente alla pensione e al definitivo collocamento a riposo.

La Naspi traghetta, dunque, alla pensione finale. E stesso discorso vale per i periodi di Cassa Integrazione, che quasi possono arrivare a rappresentare un ponte verso la pensione finale. Anche in tal caso sono i contributi figurativi che permettono di arrivare alla maturazione della pensione finale.    

Contributi Naspi o Cassa Integrazione per uscire prima e calcolo

Naspi o Cassa Integrazione, dunque, sono periodi in cui i lavoratori smettono di fatto di lavorare, percependo i relativi sussidi e continuando a ricevere accredito dei contributi, che sono quelli figurativi, validi ai fini della maturazione dei requisiti di pensione ma anche del calcolo della pensione finale, fino al raggiungimento della pensione definitiva.  

I contributi figurativi, infatti, sono contributi che vengono accreditati per periodi durante i quali un lavoratore:
o non ha prestato alcuna attività lavorativa, sia dipendente sia autonoma;
o ha percepito la retribuzione in misura ridotta;
ha percepito un’indennità a carico dell’Inps.

Nei casi specifici di Cassa Integrazione o Naspi, i contributi figurativi ai fini pensionistici vengono accreditati d’ufficio, così come nei casi di:

  • assunzioni con contratto di solidarietà;
  • svolgimento di lavori socialmente utili;
  • percezione di indennità di mobilità;
  • percezione di assistenza antitubercolare a carico dell’Inps.

In altri casi, invece, per l’accredito dei contributi figurativi è necessario fare apposita domanda all’Inps. I casi specifici per cui bisogna domanda per i contributi figurativi sono quelli che riguardano i periodi di:

  • malattia e infortunio;
  • servizio militare;
  • congedo per maternità durante il rapporto di lavoro e congedo parentale durante il rapporto di lavoro;
  • riposi giornalieri (ex per messi per allattamento) e assenze dal lavoro per malattia del bambino;
  • congedo per gravi motivi familiari;
  • permessi Legge 104/92 (handicap grave);
  • periodi di aspettativa per lo svolgimento di funzioni pubbliche elettive o per l’assunzione di cariche sindacali;
  • assenza dal lavoro per donazione sangue.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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