Come cambia il lavoro per lavoratori fragili. Condizioni e regole

Sono considerati lavoratori fragili pure le donne in stato di gravidanza, i soggetti in trattamento con farmaci immunosoppressori o immunomodulatori, i pazienti con multimorbilitÓ.

Come cambia il lavoro per lavoratori fra

Lavoratori fragili, come cambia il lavoro?

Spetta al medico che ha effettuato la visita comunicare al datore la richiesta di adottare specifiche precauzioni per il lavoratore riconosciuto fragile. Lo deve fare nel rispetto della privacy ovvero senza alcuna comunicazione pubblica. A quel punto la possibilità è triplice: lavorare in sede, a distanza o non prestare attività. Sono diversi gli scenari possibili.

Si continua a parlare di lavoratori fragili ed è verosimile che possa accadere fino al termine dell'epidemia, a oggi senza una data di conclusione. In questo articolo vogliamo approfondire come cambia il lavoro ai soggetti a cui viene riconosciuta la condizioni di fragilità ovvero qual è l'iter che conduce dalla richiesta del lavoratore fino al provvedimento finale che viene assunto.

Prima di scoprire tutti i dettagli è bene precisare che la normativa è in fase di continuo aggiornamento. A oggi, rientrano nella categoria dei lavoratori fragili le persone coloro che hanno subito un trapianto chi sta eseguendo terapia antiretrovirale pazienti affetti da epatite B, C e D.

Ma anche coloro che sono alle prese con malattie cardiovascolari croniche ovvero fibrillazione atriale, ipertensione arteriosa scompensata; malattie del sistema immunitario con presenza di immunodeficienza congenita o acquisita; insufficienza renale cronica. Stessa cosa per chi soffre di gravi broncopneumopatie croniche o asma grave, diabete mellito Insulinodipendente, malattie autoimmuni, malattie oncologiche non in remissione clinica.

Sono considerati lavoratori fragili pure le donne in stato di gravidanza, i soggetti in trattamento con farmaci immunosoppressori o immunomodulatori, i pazienti con multimorbilità. Ma come abbiamo accennato si tratta di un elenco che non è completo ed è destinato ad allungarsi nel tempo.

In ogni caso le disposizioni sono adottate per via dell'eccezionalità della situazione determinato dall'attuale emergenza. Vediamo quindi i particolari e più precisamente approfondiamo meglio

  • Lavoratori fragili, come cambia il lavoro
  • Regole e condizioni per lavoratori fragili

Lavoratori fragili, come cambia il lavoro

I lavoratori fragili sono quelli più a rischio. Sono quelli più suscettibili di conseguenze gravi in caso di contagio. Il punto di partenza è il decreto della presidenza del Consiglio dei ministri che raccomanda alle persone affette da patologie croniche o con multimorbilità di non uscire dalla propria abitazione se non per motivi di stretta necessità e comunque di evitare comunque luoghi affollati nei quali non è possibile mantenere una distanza di sicurezza di almeno un metro.

Ma come metterla negli ambienti di lavoro? Spetta al medico che ha effettuato la visita comunicare al datore la richiesta di adottare specifiche precauzioni per il lavoratore riconosciuto fragile. Lo deve fare nel rispetto della privacy ovvero senza alcuna comunicazione pubblica.

A quel punto la possibilità è triplice: lavorare in sede, a distanza o non prestare attività. Nel primo caso diventa possibile la limitazione gli spostamenti all'interno o all'esterno dell'ambiente di lavoro, l'aumento del livello di precauzione con strumenti di protezione (mascherine, guanti, visiera), il contingentamento dell'accesso agli spazi comuni.

Il piano B è il ricorso a modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza come lo smart working e il telelavoro. Non è affatto detto che sia possibile. Ecco quindi che può scattare l'incentivo di ferie e congedi retribuiti o di altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva così come la sospensione di attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione.

Regole e condizioni per lavoratori fragili

In ogni caso la condizione di lavoratore fragile è in genere dovuta a situazioni cliniche che non sono legate all'attività professionale e di cui non sempre il medico competente è a conoscenza.

Ecco perché la regola generale coinvolge medico competente, organizzazione aziendale e Servizio sanitario nazionale, per cui il lavoratore che pensa di essere affetto da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita può rivolgersi al medico di medicina generale o, in caso di mancata prescrizione del periodo di malattia, al medico competente inviando la documentazione clinica sullo stato attuale di salute e dunque sui rischi che corre.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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