Se ho troppi debiti come chiudere al meglio partita iva per evitare conseguenze

Come evitare ipoteche, pignoramenti, blocchi conti correnti e altre sanzioni e multe quando si fallisce perchè si hanno troppo debiti seguendo le soluzioni e possibilità disponibili nel 2022

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Partita Iva, come chiuderla al meglio in caso di debiti?

La chiusura della partita Iva per evitare pesanti rischi e conseguenze se ho troppo debiti nel 2022 passa dalla presentazione all'Agenzia delle entrate del modello AA9/12 per le persone fisiche o del modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

La vita fiscale di una partita Iva è imprevedibile perché è soggetta a incertezze legate proprio alla natura di questa modalità di svolgimento della propria attività. Può quindi succedere che il professionista o il lavoratore autonomo finisca per trovarsi in una situazione di difficoltà economica ovvero soggetto a debiti che non riesce a onorare.

Ecco quindi che può nascere l'esigenza di chiudere la partita Iva per evitare pesanti rischi e conseguenze nel caso in cui i debiti nel 2022 siano eccessivi. Ed è proprio questo l'aspetto che vogliamo approfondire in questo articolo. Più esattamente, vediamo da vicino questa doppia situazione:

  • Partita Iva 2022, come chiuderla al meglio in caso di debiti

  • Il caso particolare della chiusura d'ufficio della partita Iva

Partita Iva 2022, come chiuderla al meglio in caso di debiti

La chiusura della partita Iva per evitare pesanti rischi e conseguenze se ho troppo debiti nel 2022 passa dalla presentazione all'Agenzia delle entrate del modello AA9/12 per le persone fisiche o del modello AA7/10 per i soggetti diversi dalle persone fisiche. Si tratta in pratica di enti, società e associazioni. In parallelo, occorre mostrare entro 30 giorni agli uffici del fisco la dichiarazione di cessazione attività.

Dal punto di vista operativo occorre barrare nel quadro A la casella 3 in cui inserire il numero di partita Iva e la data di cessazione dell'attività. La stessa casella va barrata dal rappresentante fiscale e da un soggetto non residente nel territorio dello Stato nell'ipotesi in cui vuole assolvere gli obblighi ed esercitare i diritti in materia Iva.

Il passaggio successivo è la presentazione della documentazione all'Agenzia delle entrate. Si può fare in duplice copia a uno degli uffici, senza tenere conto del domicilio fiscale del contribuente. Oppure in copia unica via posta o raccomandata, allegando copia fotostatica di un documento di identità del dichiarante.

Il giorno di presentazione coincide con quello di spedizione. La terza possibilità è procedere per via telematica direttamente dal contribuente o tramite i soggetti incaricati della trasmissione telematica. La data di presentazione coincide con quella di ricezione dei dati da parte dell'Agenzia delle entrate.

Ma attenzione: se il contribuente ha troppi debiti e decidere di chiudere la partita Iva, i debiti accumulati non sono estinti.

I contribuenti obbligati all'iscrizione al Registro delle imprese devono invece procedere con Comunicazione Unica per via telematica o su supporto informatico. La comunicazione unica equivale all'assolvimento degli adempimenti amministrativi previsti per l'iscrizione al Registro delle imprese e, nel caso in cui sussistano i presupposti di legge, ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali e per l’ottenimento del codice fiscale e della partita Iva.

Il caso particolare della chiusura d'ufficio della partita Iva

Vale quindi la pena ricordare l'esistenza di un caso particolare ovvero quello della procedura per la cessazione della partita Iva determinata da un provvedimento dell'Agenzia delle entrate. Si tratta della cosiddetta procedura di chiusura d'ufficio.

Gli step sono ben cadenzati e si strutturano nei seguenti passaggi. Innanzitutto al contribuente potenzialmente inattivo viene inviata una comunicazione preventiva di chiusura d'ufficio della partita Iva mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento.

Quindi lo stesso destinatario può rivolgersi entro 60 giorni dalla ricezione delle lettera a un ufficio territoriale dell'Agenzia delle entrate per fornire chiarimenti sulla propria posizione ai fini Iva ed eventualmente, per i soggetti diversi dalle persone fisiche, per motivare e richiedere la riattivazione del codice fiscale.

Infine, gli uffici del fisco, dopo aver controllato la posizione e i documenti del contribuente, possono anche decidere di archiviare la comunicazione di chiusura della partita Iva e quindi mantenere il soggetto in stato di attività o respingere l'istanza, ma sempre con rifiuto motivato.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il