Come comprare una casa tra conviventi senza commettere errori nella tutela reciproca nel 2022

Mutuo cointestato, contratto di convivenza, testamento: quali sono i modi, gli atti e e procedure per comprare casa tra conviventi senza commettere errori

Come comprare una casa tra conviventi se

Come comprare una casa tra conviventi senza commettere errori nella tutela reciproca nel 2022?

Per comprare casa tra conviventi senza commettere errori nella tutela reciproca i modi migliori sono o quelli di accendere un mutuo cointestato, in modo che la casa risulti di entrambe, o firmare un contratto di convivenza, o fare testamento indicando i conviventi tra gli eredi. 

Come comprare una casa tra conviventi senza commettere errori nella tutela reciproca nel 2022? Quando si vive in coppia da tanto tempo e si convive anche arriva un momento in cui si decide di comprare casa e non è obbligatorio essere sposati per compare casa insieme. L’acquisto di una casa può avvenire anche tra conviventi e in tal caso, però, è necessario seguire qualche buona regola per evitare di commettere errori e tutelarsi nel caso di fine della relazione. 

  • Mutuo cointestato per comprare casa tra conviventi senza commettere errori
  • Comprare casa tra conviventi consigliabile fare contratto di convivenza
  • Fare testamento come tutela acquisto casa tra conviventi


Mutuo cointestato per comprare casa tra conviventi senza commettere errori

Quando si compra una casa e i conviventi decidono di comprarla insieme un primo passo verso la tutela reciproca è quella di procedere all’acquisto con mutuo cointestato, in modo tale che qualsiasi cosa accada, cioè sia che la coppia si lasci, sia che uno dei due conviventi deceda, l’altro conviventi non corre rischi di rimanere senza dimora.

Se, infatti, in una coppia convivente è solo uno dei due conviventi che compra casa, per cui ne risulta esclusivo proprietario, se dovesse decedere, l’altro, agli occhi della legge, non avrebbe alcun diritto di rimanere nella casa né di rivendicarne alcun altro diritto. Dunque, per non commettere errori e tutelarsi a vicenda, i conviventi che decidono di comprare casa dovrebbero accendere un mutuo cointestato.

Comprare casa tra conviventi consigliabile fare contratto di convivenza

Per comprare casa tra conviventi senza commettere errori è anche consigliabile per le coppie non sposate fare il cosiddetto contratto di convivenza, forma contratto scritto che formalizza il legame della coppia e regolarizza questioni interne delle coppie non sposate, comprese le questioni patrimoniali, fra cui la casa di residenza. 

Se, infatti, si stipula un contratto di convivenza, nel caso di fine della relazione di convivenza, si procede alla divisione dei beni mobili e immobili acquistati dalla coppia in corso di relazione.

Il contratto di convivenza, formalizzando una unione, ne regola tutti i relativi aspetti, da quello di assistenza morale e materiale reciproca e in caso di malattia o nel caso di ricovero ospedaliero di uno dei due, l’altro ha diritto di fargli visita, di assisterlo e di accedere alle sue informazioni personali, cose che prima valevano solo per coniuge e parenti, per arrivare a quello patrimoniale. Innanzitutto, firmando un contratto di convivenza, la coppia, esattamente come le coppie spostate, può scegliere per l’eventuale regime patrimoniale di comunione dei beni.

Nel caso dei conviventi che firmano un contratto di convivenza, il regime di comunione dei beni si instaura solo ed esclusivamente se gli stessi conviventi ne fanno richiesta, altrimenti in maniera automatica la coppia è in separazione dei beni. 

Tuttavia, anche i conviventi che firmano un contratto di convivenza non hanno alcun diritto sulla successione del convivente.

Fare testamento come tutela acquisto casa tra conviventi

Altro sistema di tutela reciproca nel caso di acquisto casa tra conviventi è fare testamento. Pur firmando, infatti, un contratto di convivenza, nel caso di acquisto casa tra conviventi e decesso di uno dei due conviventi, il convivente superstite, come previsto dalle leggi in vigore, non ha alcun diritto successorio sul convivente deceduto a meno che nominato erede, sia per l'intero patrimonio o per parte di esso, o ricevere parte dell’eredità.

Se, infatti, i conviventi fanno testamento, rispettando i diritti degli eventuali legittimari secondo quanto stabilito dal criterio delle quote legittime, allora si può nominare l’eventuale convivente superstite erede della casa acquistata e in tal modo si tutela il convivente che può così esercitare i suoi diritti successori ed evitare problemi con i parenti del convivente deceduto.





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il