Come comunicare all'INPS il cambio di domicilio per la visita fiscale durante la malattia

Il lavoratore dipendente in malattia ha l'obbligo di sottoporsi alle visite mediche di controllo da parte dell'Inps ovvero alla visita fiscale.

Come comunicare all'INPS il cambio di do

Cambio di domicilio per visita fiscale per malattia, come fare?

Per comunicare all'Inps il cambio di domicilio per la visita fiscale durante la malattia ci sono 3 possibili soluzioni. La prima è di inviare un messaggio di posta elettronica alla sede Inps territoriale. La seconda è di telefonare al call center dell'Inps sia da cellulare e sia da numero fisso. La terza è di spedire n fax o una raccomandata, ben sapendo che in quest'ultimo caso i tempi non sono immediati. Fanno eccezioni i lavoratori pubblici.

Potrebbe sembrare una contraddizione, ma in realtà può accadere che un lavoratore in malattia sia costretto a cambiare domicilio.

Le ragioni possono essere numerose, compresa l'indicazione di indirizzo errato nella prima comunicazione, ma i tutti i casi il dipendente è chiamato a rispettare le regole nei rapporti con il datore di lavoro e con l'Inps.

Se già al momento in cui si verifica l'evento e dunque non si presenta sul posto di lavoro è chiamato ad avvisare l'azienda, indicando il luogo dove trascorrerà i giorni di degenza, la stessa cosa è chiamato a fare nel caso di cambio di domicilio. Vediamo quindi cosa fare ovvero

  • Cambio di domicilio per visita fiscale per malattia, come fare
  • Obblighi lavoratori in malattia nei confronti di Inps e datore

Cambio di domicilio per visita fiscale per malattia, come fare

Il lavoratore dipendente in malattia ha l'obbligo di sottoporsi alle visite mediche di controllo da parte dell'Inps ovvero alla visita fiscale. Possono essere disposte dal datore di lavoro o dall'Inps e di norma avvengono al domicilio che lo stesso lavoratore ha indicato sul certificato medico.

Per tutto il periodo di degenza deve rispettare le cosiddette fasce di reperibilità ovvero dalle 10 alle 12, e dalle 17 alle 19 se si tratta di un lavoratore dipendente del settore privato, dalle 9 alle 13, e dalle 15 alle 18, se si tratta di un dipendente del comparto pubblico. Per comunicare all'Inps il cambio di domicilio per la visita fiscale durante la malattia ci sono 3 possibili soluzioni.

La prima è di inviare un messaggio di posta elettronica alla sede Inps territoriale. La seconda è di telefonare al call center dell'Inps sia da cellulare e sia da numero fisso. La terza è di spedire un fax o una raccomandata, ben sapendo che in quest'ultimo caso i tempi non sono immediati.

Fanno eccezioni i lavoratori pubblici perché non devono contattare l'Istituto di previdenza, ma la propria amministrazione.

Attenzione a non farsi trovare in casa in occasione della visita di controllo di controllo da parte del medico fiscale. Conseguenze disciplinari a parte, le ripercussioni per il lavoratore sono anche di tipo economico. Alla prima visita è infatti prevista la perdita totale di qualsiasi trattamento economico per i primi 10 giorni.

Alla seconda visita, sia essa domiciliare o ambulatoriale, la situazione peggiora perché comporta oltre alla prima sanzione anche la decurtazione del 50% del trattamento economico per il periodo residuo di malattia. Infine, alla terza visita di controllo in cui il lavoratore in malattia risulta assente, scatta la perdita totale dell'indennità dell'Istituto nazionale della previdenza sociale fino al termine della malattia.

Obblighi lavoratori in malattia nei confronti di Inps e datore

Farsi trovare in casa è indispensabile, ma non lo è il divieto di lavoro. Non esiste una norma che lo prevede quando si è malati. Il problema nasce nel momento in cui l'attività svolta compromette la guarigione o ritarda il recupero delle energie ovvero il rapido ritorno in azienda e naturalmente se di mezzo c'è la simulazione della malattia.

Al di là della perdita dell'indennità di malattia e delle inevitabili sanzioni disciplinari sulla base del Contratto collettivo nazionale di lavoro applicato, si creano le condizioni per la contestazione di illecito civile e penale. Ci sono comunque dei motivi in cui l'assenza è considerata giustificata.

Ad esempio per rispondere a una chiamata della Magistratura o degli organi di polizia oppure per partecipare ai funerali di parenti stretti. Stessa cosa nel caso di concorso pubblico a cui prendere parte oppure dell'indispensabilità di andare in un ambulatorio medico per una visita specialistica con appuntamento fissato proprio durante l'orario di reperibilità e che non può essere rinviato.

Non esistono invece diagnosi che possano esonerare il lavoratore in malattia dal rispetto delle fasce di reperibilità e di conseguenza occorre prestare la massima attenzione per non incorrere in conseguenze penali, disciplinari ed economiche.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il