Come contestare pignoramento conto corrente. Tutti i sistemi possibili nel 2021

Fare opposizione in Tribunale all’atto di pignoramento: la soluzione per contestare il pignoramento di un conto corrente

Come contestare pignoramento conto corre

Come contestare il pignoramento di un conto corrente?

Per contestare il pignoramento del conto corrente bisogna ricorrere all’opposizione, tramite avvocato, e procedere o a contestazioni di carattere sostanziale, cioè relative a esistenza o quantificazione del debito e in tal caso non ci sono termini di scadenza per agire, o a contestazioni di carattere formale (opposizione agli atti esecutivi) e in tal caso deve essere presentata entro un tempo massimo di 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento. 

Il pignoramento di un conto corrente non è un provvedimento che si dispone e si conclude facilmente e in poco tempo. Prima, infatti, di arrivare all'esecuzione di pignoramento del contro corrente di un soggetto sono diversi i passi di una lunga procedura da compiere. 

E sono altrettante le possibilità che nel frattempo vengono offerte al debitore per regolarizzare i suoi dovuti pagamenti prima del vero e proprio pignoramento. Ma una volta scattato, come fare a contestare il pignoramento di un conto corrente? Vediamo le possibili soluzioni 2021 per contestare un pignoramento di un conto corrente.

  • Contestare pignoramento conto corrente è possibile
  • Come contestare pignoramento conto corrente

Contestare pignoramento conto corrente è possibile

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, è possibile contestare il pignoramento di un conto corrente purchè si rispettino i tempi previsti dalla legge e, precisiamo che si possono contestare i pignoramenti su tutti i tipi di conti correnti su cui viene avviata la procedura. 

Tutti i conti correnti possono essere, infatti, pignorati, pur se con diversi limiti di attuazione in base alla tipologia di conto corrente, conto corrente intestato ad un’unica persona con accredito stipendio, o con accredito pensione, o conto corrente cointestato, ecc. 

Per esempio, per un conto corrente cointestato il pignoramento vale sulla metà della somma presente sul conto corrente e il creditore può prelevare fino al 50% della somma depositata, anche se l’importo non copre la cifra spettante.

Come contestare pignoramento conto corrente

Quando un soggetto riceve atto di pignoramento del conto corrente può evitare di arrivare all’esecuzione vera e propria dell’atto di pignoramento e procedere al pagamento della somma relativa al debito che ha portato alla richiesta di pignoramento, può trattarsi, per esempio, di un prestito non pagato, un finanziamento, ecc. 

Per il pignoramento del conto corrente, la procedura cambia in base al soggetto creditore, se cioè è un soggetto privato, per esempio una banca o un fornitore, e in tal caso per il pignoramento bisogna rivolgersi al Tribunale competente, o l’Agenzia Entrate Riscossione, e in tal caso basta semplicemente inviare alla banca l’atto di pignoramento contenente l’obbligo di pagamento di quanto dovuto all’Agenzia Entrate Riscossione entro 60 giorni.

L’atto di pignoramento, nel momento in cui viene recapitato al soggetto debitore interessato, riporta anche l’invito per lo stesso a presentarsi all’udienza durante la quale il giudice assegna al creditore la somma pignorata o il debitore stesso può opporsi al pignoramento.

Il debitore può, infatti, contestare il pignoramento del conto corrente e trascorso tale periodo la cartella esattoriale diventa definitiva e non può più essere impugnata. E’ possibile contestare il pignoramento anche nel caso in cui risulti incompleto, cosa che spesso accade. Vediamo il motivo.

Generalmente l’Agenzia delle Entrate indica nell’atto di pignoramento l’importo complessivo dovuto dal debitore senza spiegare le voci specifiche del debito. La Corte di Cassazione ha, invece, stabilito che si può contestare il pignoramento di un conto corrente se incompleto, perché, come dalla stessa Corte deciso, l’atto di pignoramento deve riportare in maniera specifica:
numero di cartelle esattoriali già notificate al contribuente e non pagate;

  • crediti e relativa natura, cioè a che titolo sono dovuti gli importi, se si tratta di multe, mancato pagamento del bollo auto, Irpef, ecc.
  • singoli importi dovuti.

Nel caso in cui l’atto non riporti tutti i dati appena riportati, allora può considerarsi nullo e il debitore ha la possibilità di contestare il pignoramento del conto corrente entro 20 giorni dal momento in cui ha ricevuto la notifica. 

Per contestare il pignoramento del conto corrente bisogna, dunque, ricorrere all’opposizione in Tribunale è bene innanzitutto sapere che per farlo bisogna rivolgersi sempre ad un avvocato e le contestazioni per evitare il pignoramento del conto corrente possono essere:

  • o di carattere sostanziale, cioè relative a esistenza o quantificazione del debito e in tal caso non ci sono termini di scadenza per agire;
  • o di carattere formale (opposizione agli atti esecutivi) e in tal caso deve essere presentata entro un tempo massimo di 20 giorni dalla notifica dell’atto di pignoramento. 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il