Come contestare una fattura 2020-2021 non dovuta che non devo pagare

La maggior parte delle volte, una telefonata può bastare per risolvere la controversia su una fattura contestata.

Come contestare una fattura 2020-2021 no

Fattura non dovuta 2020-2021, come fare a contestarla?

Il primo modo per contestare una fattura non dovuta è farlo in maniera formale ovvero inviare un raccomandata con ricevuta di ritorno o una comunicazione con Posta elettronica certificata, spiegando i motivi per cui si ritiene di non dover pagare. Il problema si presenta piuttosto nel momento in cui il creditore ottiene un decreto ingiuntivo dal tribunale con cui pretendere il pagamento della fattura.

Trovarsi nella situazione di dover contestare un fattura non dovuta è tra le più scomode. Lo è non solo per il denaro che viene richiesto, ma anche perché il commerciante di un prodotto o il venditore di un servizio ha già emesso il documento con relative tasse da pagare.

Ecco quindi che il problema è per entrambi. Ricevere pagamenti è una delle maggiori sfide che una piccola impresa o un lavoratore deve affrontare. Ma allo stesso tempo è un diritto del cliente contestare una fattura. Le fatture stesse non sono legalmente vincolanti e, senza supporto di documenti cartacei e altre prove, il destinatario non è tenuto a pagarle.

Questo è il motivo per cui alcune aziende utilizzano un ordine di acquisto come prova che un cliente ha definitivamente effettuato un ordine: dopotutto, se le fatture stesse fossero documenti legalmente vincolanti, i truffatori potrebbero crearne di falsi per rivendicare denaro illegalmente. Approfondiamo alcuni aspetti:

  • Fattura non dovuta 2020-2021, come fare a contestarla
  • Dalla parte del creditore, come gestire una fattura contestata

Fattura non dovuta 2020-2021, come fare a contestarla

Una fattura può essere contestata per diversi motivi: prodotti e servizi difettosi o scadenti, mancato recapito della merce, assenza di accordo vincolante firmato, mancanza di fondi per pagare, controversia sull'importo.

Il primo modo per contestare una fattura non dovuta è farlo in maniera formale ovvero inviare un raccomandata con ricevuta di ritorno o una comunicazione con Posta elettronica certificata, spiegando i motivi per cui si ritiene di non dover pagare.

Occorre essere il più precisi possibili, indicando anche il numero di fattura e la data di emissione a cui si fa riferimento.

Il problema si presenta piuttosto nel momento in cui il creditore ottiene un decreto ingiuntivo dal tribunale con cui pretendere il pagamento della fattura. In questo caso occorre affrontare una vera e propria causa, ma l'onere della prova resta nelle mani del creditore e non del debitore.

Se il cliente è in grado di dimostrare che la merce era al di sotto della media ma comunque abbastanza buona da poter essere utilizzata è forse possibile concordare un pagamento parziale. Ma dipende naturalmente dal tipo di prodotto e dalla disponibilità al compromesso di entrambe le parti.

Dalla parte del creditore, come gestire una fattura contestata

La maggior parte delle volte, una telefonata può bastare per risolvere la controversia su una fattura contestata. Il creditore può mettersi in contatto con il cliente e capire perché la fattura non è stata saldata.

Se si tratta di una incomprensione o comunque di un contrasto di poco conto, è possibile sistemare rapidamente la situazione. Meglio mostrarsi sempre educati ma fermi, poiché queste controversie possono facilmente sfociare in qualcosa di più serio, come appunto una causa davanti al tribunale.

Se i prodotti forniti sono veramente difettosi, bisogna richiederli indietro e sostituirli con alternative funzionanti. Se la merce è scadente ma comunque utilizzabile, allora scendere a compromessi sul prezzo per raggiungere un accordo è indispensabile.

Allo stesso modo, chi ha svolto una prestazione che non è risultato come il cliente aveva sperato o immaginato, potrebbe offrirsi di apportare revisioni e modifiche per raggiungere il risultato cercato e arrivare a un compromesso.

Meglio nin iniziare a lavorare fino a quando non sono stati concordati i termini con tanto di contratto firmato con il cliente che indichi chiaramente cosa fare, le spese e il programma di lavoro. I termini inclusi nel contratto possono essere citati come prova in caso di controversia.

Se si è sicuri che non ci sia stata negligenza o altro servizio scadente non c'è motivo di contestare la fattura non resta altro da fare che portare il caso al tribunale, iniziando con la richiesta di un decreto ingiuntivo. Questa è la migliore linea di azione da intraprendere se il cliente decide di non voler pagare.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il