Come contestare una multa e in quali casi conviene

Ti è arrivata una multa che non ti va giù, non ti resta che contestarla, se ritieni (forse) di non aver commesso nessuna violazione. Tra dubbi e perplessità ecco quando è possibile contestare una multa.

Come contestare una multa e in quali casi conviene

Cosa significa contestare una multa?

La multa è una sanzione amministrativa che viene normalmente applicata nell’ipotesi che vi sia una violazione del Codice Stradale. Di solito, essa è giustificata dall’infrazione. È possibile che si verifichino delle “eccezioni”, quando non sussiste l’inosservanza del Codice Stradale, quindi, risulti del tutto ingiusta, illegittima, viziata ecc. Cosa fare? Presentare un ricorso avente per oggetto la contestazione della multa da esibire dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace.

Capita di passare con il rosso o di non rispettare i limiti di velocità imposti dal Codice della Strada, quando scattano a raffiche le multe e il cassetto implode, che fare? Non vi resta che spulciarle una a una per capire se pagare senza batter ciglio, o avvalersi di un “scappatoia”. Contestare una multa, è possibile vediamo come.

Come contestare una multa e in quali casi conviene?

Per contestare una multa bisogna presentare ricorso dinanzi al Prefetto o al Giudice di Pace. I costi per l’avvio del ricorso spettano al ricorrente, cioè colui che ha iniziato la causa. Complessivamente i costi sono così ripartiti:

  • costo del ricorso, nel caso in cui si usufruisce dei servizi di un legale specializzato, per ovviare a questo costo è possibile redigere il ricorso personalmente entro 60 giorni dalla notifica della multa;
  • pagare un contributo unificato pari a 43 euro per le multe di circa 1.100 euro, più le spese di bollo di 27 euro;
  • spese di notifica del ricorso da consegnare alla controparte ad esempio al Comune;
  • le spese di soccombenza, nell’eventualità che si perda il ricorso;
  • nell’ipotesi d'istanza rigettata dal giudice, il ricorrente è tenuto a versare l’intero importo della multa raddoppiata rispetto alla cifra iniziale. Ovviamente, senza la presenza di un ricorso si poteva optare per una decurtazione dell’importo pari al 30%, pagando la multa entro 5 giorni dalla notifica.

Quando si può contestare una multa chiedendo l'annullamento?

Esistono due ipotesi che portano all’annullamento della multa, quali:

  • vizi di merito, che si focalizzano sulla convinzione che l’infrazione al Codice della Strada non sussista, quando si è convinti di non aver commesso alcuna violazione;
  • vizi di forma, quando nel verbale vi siano degli errori materiali che rappresentano la base per la nullità della contravvenzione.

Come capire se una multa è nulla? Attingendo alla “classifica” degli errori più comuni che portano alla nullità della contravvenzione, e rappresentano la base della contestazione della multa, per semplicità vi elenchiamo i 10 casi più comuni, quali:

  1. erronee generalità del soggetto, oggetto della contestazione, ad esempio quando i dati anagrafici che riportano all’automobilista non sono corretti;
  2. quando non viene indicata in modo corretto la data e l'ora del momento esatto che porta all'infrazione;
  3. quando è sbagliata indicazione che porta alla specifica del veicolo, tipo la targa non esatta;
  4. per carenza di dati che portano all’esposizione dei fatti, ecc.;
  5. qualora abbiano utilizzato dei dispositivi per rilevare le infrazioni che non siano regolarmente omologati;
  6. qualora il verbale risulti incompleto oppure illeggibile ecc.;
  7. quando non vi siano indicazioni circa la presenza dell’autovelox;
  8. quando la multa è scritta dagli ausiliari del traffico e non è pertinente alla sosta e/o fermata del veicolo;
  9. qualora il verbale fosse ri-notificato dopo l’avvenuto pagamento;
  10. quando il verbale viene notificato al vecchio proprietario del veicolo in presenza di un passaggio di proprietà fatto nei termini.

Autore: Antonella Tortora
pubblicato il