Come difendersi da controlli sul conto corrente da parte dell'Agenzia delle Entrate nel 2021

Prima di mettere in piedi la macchina della difesa, è importante per il lavoratore conoscere i poteri dell'Agenzia delle entrate.

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Controlli sul conto corrente, come difendersi dall'Agenzia delle entrate?

La cosa da fare per difendersi da controlli sul conto corrente da parte dell'Agenzia delle entrate nel 2021 è avere tutta la documentazione a portata di mano e tenere traccia di tutti i movimenti di denaro.

Dai controlli sul conto corrente dell'Agenzia delle entrate non si scappa, anche se si ha la coscienza a posto ovvero la certezza di non aver mai commesso alcuna irregolarità. Sono infatti numerosi e sempre più efficienti i mezzi a disposizione del fisco per scovare anomalie nella gestione del denaro da parte del contribuente.

C'è però un punto a cui prestare la massima attenzione. Si tratta del principio dell'inversione dell'onere della prova, in base al quale spetta al contribuente dimostrare la regolarità delle proprie azioni e non agli uomini del fisco la correttezza dei propri sospetti, il cui scopo è il contrasto all'evasione fiscale. Cerchiamo allora di vederci chiaro e di approfondire in questo articolo alcuni aspetti:

  • Controlli sul conto corrente, come difendersi dall'Agenzia delle entrate
  • Cosa può fare l'Agenzia delle entrate quando effettua controlli

Controlli sul conto corrente, come difendersi dall'Agenzia delle entrate

Sarebbe sbagliato credere che i controlli sul conto corrente riguardino solo professionisti e partite Iva. Anche i conti di lavoratori dipendenti e pensionati sono analizzati a raggi X e lo strumento utilizzato è l'Anagrafe dei rapporti finanziari. In estrema sintesi, si tratta di una grande banca dati in cui confluiscono le informazioni aggiornate sui conti correnti. Nel caso di anomalie tra redditi e spese, ecco che scatta il sospetto che si traduce in un controllo.

La cosa da fare per difendersi dai controlli sul conto corrente da parte dell'Agenzia delle entrate nel 2021 è avere tutta la documentazione a portata di mano. Come abbiamo premesso, spetta al contribuente dimostrare che il denaro che transita dal conto corrente sia regolarmente tassato e conosciuto al fisco.

Meglio quindi conservare tutte le fatture e le ricevute di pagamento, i bonifici e le busta paga. Il problema non sorge solitamente nel caso in cui sul conto corrente sia accreditato con regolarità il reddito da lavoro o da pensione, sebbene errori dell'algoritmo siano sempre possibili. Il campanello d'allarme può suonare nel caso di entrate extra, come la vincita al gioco o la ricezione di una eredità da un parente oppure il dono il denaro di un familiare.

In tutti questi casi è buona norma tenere traccia della transazione ovvero evitare il passaggio di contanti di mano in mano. In pratica, anche nel caso di donazione da padre in figlio, è bene fare un bonifico con la causale per sterilizzare i controlli sul conto corrente da parte dell'Agenzia delle entrate.

Cosa può fare l'Agenzia delle entrate quando effettua controlli

In ogni caso, prima di mettere in piedi la macchina della difesa, è importante per il lavoratore conoscere i poteri dell'Agenzia delle entrate. In pratica sapere cosa può fare e cosa non può fare. Gli uffici del fisco hanno infatti il diritto di procedere all'esecuzione di accessi, ispezioni e verifiche.

Ma anche di invitare i contribuenti a comparire di persona o per mezzo di rappresentanti per fornire dati e notizie rilevanti ai fini dell'accertamento nei loro confronti, anche rispetto ai rapporti e alle operazioni, i cui dati, notizie e documenti siano stati acquisiti. Le informazioni sono la base di rettifiche e accertamenti se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto a imposta o che non hanno rilevanza.

Alle stesse condizioni - prevede la normativa vigente - sono posti come ricavi a base di rettifiche e accertamenti, se il contribuente sottoposto a controlli non ne indica il soggetto beneficiario e se non risultino dalle scritture contabili, i prelevamenti o gli importi riscossi nell'ambito delle operazioni per importi superiori a 1.000 euro al giorno ovvero 5.000 euro al mese. Le richieste e le risposte devono risultare da verbale sottoscritto anche dal contribuente o dal suo rappresentante.

Gli uomini dell'Agenzia delle entrate possono anche richiedere copie o estratti degli atti e dei documenti depositati presso i notai, i procuratori del registro, i conservatori dei registri immobiliari e gli altri pubblici ufficiali.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il