Come dimostrare che un pagamento in contanti è realmente avvenuto in un controllo Agenzia Entrate

A differenza delle transazioni di denaro con carta di credito o carta di debito, bancomat o assegno, il passaggio di contanti non è tracciato con tutti i rischi che comporta.

Come dimostrare che un pagamento in cont

Pagamento in contanti, come dimostrare che è avvenuto?

La prima è quella di avere quelle che in gergo si chiamano "pezze d'appoggio". Si tratta dello scontrino, il cui rilascio è obbligatorio da parte di commercianti e negozianti. Oppure fatture e ricevute, anch'esse obbligatorie quando c'è di mezzo una prestazione lavorativa con un professionista. La seconda soluzione è quella della testimonianza ovvero della presenza di una terza persona che può confermare che il passaggio di denaro, nell'ambito della legge, c'è davvero stato. Ci sono però alcuni limiti che non rendono sempre applicabile queste opzioni.

Il denaro contante è considerato croce e delizia di ogni acquisto. Da una parte è infatti estremamente comodo e semplice da utilizzare perché consente di fare compere in tutta sicurezza senza l'ausilio di strumenti elettronici. In fondo si tratta del metodo di versamento più utilizzato.

Dall'altra però può essere una fonte di preoccupazione nel caso in cui occorre dimostrare l'avvenuto pagamento. A differenza delle transazioni di denaro con carta di credito o carta di debito, bancomat o assegno, il passaggio di contanti non è tracciato con tutti i rischi che comporta.

Il caso più classico riguarda l'acquisto di un prodotto in un negozio poiché solo dietro prova dell'avvenuto pagamento e dunque dietro presentazione di scontrino, fattura o ricevuta, è possibile chiedere la sostituzione. Ma le circostanze possono essere anche più delicate e preoccupanti se di mezzo ci sono ad esempio i controlli dell'Agenzia delle entrate.

Come fare a dimostrare che un pagamento in contanti è realmente avvenuto. Scopriamolo in questo articolo, focalizzando l'attenzione su alcuni aspetti

  • Pagamento in contanti, come dimostrare che è avvenuto
  • Controlli Agenzia entrate su pagamento in contanti

Pagamento in contanti, come dimostrare che è avvenuto

Da dove nasce l'esigenza di dimostrare l'avvenuto pagamento in contanti? Le circostanze sono numerose e la più comune è proprio quella dell'acquisto in un negozio con necessità di procedere alla sostituzione.

Ma potremmo pensare anche all'estinzione del debito, difficile da dimostrare se l'unica prova a proprio favore è la parola. E naturalmente ci sono i controlli dell'Agenzia delle entrate che possono essere puntati su un miriade di episodi, soprattutto nel mondo del lavoro.

Al di là delle normative che vietano il pagamento dello stipendio in contanti, il passaggio di denaro contanti è talvolta ammesso, ma come dimostrarlo in caso di contestazione? La soluzione è duplice, ma entrambe portano con sé particolarità e aspetti particolari di cui tenere conto.

La prima è quella di avere quelle che in gergo si chiamano "pezze d'appoggio". Si tratta dello scontrino, il cui rilascio è obbligatorio da parte di commercianti e negozianti. Oppure fatture e ricevute, anch'esse obbligatorie quando c'è di mezzo una prestazione lavorativa con un professionista.

La seconda soluzione è quella della testimonianza ovvero della presenza di una terza persona che può confermare che il passaggio di denaro, nell'ambito della legge, c'è davvero stato.

Controlli Agenzia entrate su pagamento in contanti

I controlli dell'Agenzia delle entrate sull'effettivo pagamento in contanti possono essere stoppati nel caso in cui sia possibile esporre una ricevuta di avvenuto versamento.

Si tratta della quietanza che per essere considerata valida deve contenere alcuni elementi ben precisi ovvero tutti i dettagli dell'operazione: dai nomi delle persone coinvolte alla data fino ad arrivare all'ammontare dell'importo pagato con tanto di causale e alla firma di chi riceve il denaro.

Se in linea teorica la possibilità di farsi accompagnare da un testimone è una prova su cui fare affidamento, nella pratica conta ben poco. E si capisce facilmente il perché: la testimonianza assume valore solamente per un passaggio di denaro inferiore a 2,58 euro.

Secondo il codice civile (articolo 2721), la prova per testimoni dei contratti non è ammessa quando il valore dell'oggetto eccede 2,58 euro. Ma l'autorità giudiziaria - prosegue il secondo comma dello stesso articolo - può consentire la prova oltre tale limite, tenuto conto della qualità delle parti, della natura del contratto e di ogni altra circostanza.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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