Come fare a registrare un brevetto in Italia. Procedura e costi 2021

Domanda per registrare brevetto in Italia all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi o alla Camera di Commercio: procedura prevista per depositare brevetto e regole

Come fare a registrare un brevetto in It

Chi deve registrare un brevetto in Italia?

Stando a quanto previsto dalle norme in vigore, la registrazione di un brevetto in Italia deve essere fatta dall’inventore della novità, che sia un oggetto o altra cosa esclusiva, anche se il brevetto, stando a quanto previsto dalle norme in vigore, può essere intestato anche a più soggetti che non risultino necessariamente gli inventori dell’oggetto per cui deve essere depositato il brevetto. 
 

Pensare e creare una bella novità, che sia una invenzione tecnica o di altro genere destinata ad essere di utilità comune e pubblica e sostenere magari nella ricerca: è da queste idee che nascono i cosiddetti brevetti, attestati concessi da uffici specifici per dare priorità e diritto esclusivo di sfruttamento industriale di un'invenzione o l'uso di un marchio d'impresa o di un modello e che, allo stesso tempo, impedisce ad altri di produrre, vendere o utilizzare l'invenzione registrata senza autorizzazioni. Vediamo quali sono procedura e costi 2021 per registrare un brevetto in Italia. 

  • Come fare a registrare un brevetto in Italia
  • Chi deve registrare un brevetto in Italia
  • Quando dura la registrazione di un brevetto in Italia
  • Costi 2021 per registrare un brevetto in Italia

Come fare a registrare un brevetto in Italia

Per registrare un brevetto in Italia bisogna generalmente recarsi presso la Camera di Commercio del luogo dove si intende depositare il brevetto e compilare gli appositi moduli. La registrazione di un brevetto in Italia non si fa solo compilando gli appositi moduli predisposti dalla Camera di Commercio ma avviene anche presentando contestualmente ad essi la relazione tecnica, che deve essere per legge molto dettagliata, che riporta la puntuale descrizione dell’invenzione sia dal punto di vista costruttivo che dal punto di vista del funzionamento. 

Servono, a tal scopo, disegni tecnici che mostrino l’oggetto o altra invenzione creata nell’esatto modo in cui deve essere realizzate, descrivendone tutte le parti e gli elementi sia che lo caratterizzano e sia che lo rendono unico rispetto ad altre cose simili già sul mercato.

La relazione tecnica sul brevetto da registrare deve contenere poi le cosiddette Rivendicazioni, cioè quella parte della relazione relativa al brevetto che elenca in maniera chiara, completo e sintetica tutte le caratteristiche innovative per le quali si chiede l’esclusiva per la relativa produzione e messa in commercio. 

Una volta pronta la relazione tecnica e compilati i relativi moduli, la domanda per la registrazione del brevetto in Italia deve essere presentata all’Ufficio Italiano Brevetti e Marchi che ha sede presso il Ministero delle Attività Produttive a Roma o, alternativa degli ultimi anni, presso le Camere di Commercio agli uffici appositi che si occupano esclusivamente delle domande di brevetto e di marchio. 

Chi deve registrare un brevetto in Italia

La registrazione di un brevetto in Italia deve essere fatta dall’inventore della novità, che sia un oggetto o altra cosa esclusiva, anche se il brevetto, stando a quanto previsto dalle norme in vigore, può essere intestato anche a più soggetti che non risultino necessariamente gli inventori dell’oggetto per cui deve essere depositato il brevetto. 

Caso particolare riguarda i brevetti dei dipendenti pubblici. Si tratta, infatti, di un caso eccezionale in cui il diritto al brevetto spetta a terzi.

Secondo le norme attuali, infatti, quando l’invenzione per cui bisogna depositare un brevetto è risultato di lavoro, esecuzione e adempimento di un contratto di lavoro che ha come oggetto del lavoro stesso proprio l’attività inventiva, i diritti derivanti dall’invenzione non appartengono esclusivamente al lavoratore o ai lavoratori che hanno pensato e realizzato l’invenzione ma appartengono al datore di lavoro.

E’ quest’ultimo ad avere piena facoltà poi di riconoscere al lavoratore dipendente la qualità di inventore della novità per cui si deve fare la registrazione del brevetto in Italia. 

Quando dura la registrazione di un brevetto in Italia

Una volta registrato un brevetto in Italia, è bene sapere che la relativa registrazione ha un termine di scadenza. In particolare, un brevetto registrato in Italia per invenzione ha una durata di 20 anni dalla data di deposito mentre un brevetto registrato per modello di utilità ha una durata di 10 anni dalla data di deposito. Alla scadenza di questi termini, i brevetti non possono essere rinnovati.

Costi 2021 per registrare un brevetto in Italia

Quanto costa registrare un brevetto in Italia? I costi per registrare un brevetto in Italia variano a seconda del tipo di brevetto che deve essere registrato e se si tratta di dover registrare un brevetto per una invenzione industriale i costi dipendono dalla lunghezza del testo della descrizione.

In particolare, per la registrazione di brevetti di invenzione è prevista una tassa base di 50 euro in caso di deposito telematico, che sale tra i 120 e i 600 euro nel caso di deposito cartaceo, in base al numero di pagine di cui è composta la domanda ed è previsto il versamento di ulteriori 200 euro per ottenere il diritto a ricevere il rapporto di ricerca da parte dell’Ufficio Europeo Brevetti (EPO). 

Per la registrazione di brevetti di utilità è previsto il pagamento di una tassa di deposito di 50 euro in caso di deposito telematico e di 120 euro per il deposito cartaceo, a prescindere dal numero di pagine e dal numero di rivendicazioni. Non è previsto, invece, alcun costo per la tassa di ricerca perché un brevetto registrato di utilità non prevede ricerca da parte dell’EPO.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il