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Come fare a sapere se si è beneficiari di una polizza vita. Tutti i modi, anche online

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Chi sospetta che un parente deceduto abbia acquistato una polizza vita e ci abbia nominato beneficiario ha più modi per effettuare una ricerca sull'assicurazione non reclamata.
Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
e aggiornato con informazioni attualizzate il
Come fare a sapere se si è beneficiari di una polizza vita. Tutti i modi, anche

Non è raro scoprire di essere beneficiari di una polizza vita senza esserne a conoscenza. Questo può accadere per vari motivi: il contraente potrebbe non aver informato il destinatario, oppure potrebbero esserci ragioni di riservatezza o personali. In ogni caso, è importante sapere come verificare se si è beneficiari di una polizza vita e quali sono i canali disponibili per questa ricerca.

Come verificare se si è beneficiari di una polizza vita

Prima di tutto, è fondamentale considerare i tempi di prescrizione. Dopo 10 anni dalla data del decesso dell'assicurato o dalla scadenza del contratto, decade il diritto di riscuotere le somme della polizza assicurativa. Le cosiddette polizze dormienti, ovvero quelle non riscosse dai beneficiari, vengono trasferite al Fondo Rapporti Dormienti gestito da CONSAP (Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici). In genere, queste polizze rappresentano somme considerevoli, quindi è essenziale attivarsi tempestivamente per verificare l'eventuale diritto alla prestazione.

Per tutelare la propria privacy, il consiglio è di condurre personalmente questa ricerca, evitando rallentamenti dovuti al coinvolgimento di terzi soggetti che potrebbero incontrare ostacoli legati alla normativa sulla protezione dei dati personali.

Il servizio dell'ANIA per la ricerca di polizze vita

Il modo più diretto per sapere se si è beneficiari di una polizza vita è rivolgersi all'Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici (ANIA). L'associazione mette a disposizione il servizio gratuito "Ricerca coperture assicurative vita", accessibile attraverso il Portale dei Servizi ANIA all'indirizzo www.servizi.ania.it.

Questo servizio consente di inviare una richiesta alle compagnie assicurative associate per verificare l'esistenza di polizze vita relative a persone decedute, di cui il richiedente potrebbe essere beneficiario. La procedura prevede:

  1. La registrazione al portale dei servizi ANIA
  2. La compilazione della richiesta con i dati del defunto e del richiedente
  3. L'invio della documentazione necessaria

L'ANIA inoltrerà la richiesta a tutte le imprese associate che operano nel ramo vita. Se viene riscontrata l'esistenza di una polizza a favore del richiedente, sarà la stessa ANIA a comunicarlo direttamente.

In caso di difficoltà nell'accesso o nella registrazione al servizio, è possibile scrivere all'indirizzo e-mail [email protected] con oggetto "RICERCA POLIZZE VITA".

Contattare direttamente banche e compagnie assicurative

Un altro metodo, sebbene meno diretto, consiste nel rivolgersi alla banca o alla compagnia assicurativa presso cui si ritiene che la persona deceduta abbia sottoscritto una polizza. Questo approccio può essere particolarmente utile se si hanno già alcuni indizi su dove il defunto potrebbe aver stipulato contratti assicurativi.

Quando ci si rivolge direttamente all'intermediario o alla compagnia assicurativa, è consigliabile formulare la richiesta per iscritto, specificando:

  • I dati anagrafici completi della persona deceduta
  • La data del decesso
  • I propri dati identificativi come potenziale beneficiario
  • Il rapporto con il defunto (coniuge, figlio, altro parente, ecc.)

È importante sapere che se il richiedente non risulta beneficiario di alcuna polizza, generalmente riceverà una risposta negativa o nessuna risposta, indipendentemente dall'esistenza o meno di polizze intestate al defunto. Pertanto, se si sospetta che esistano più beneficiari, è consigliabile che ciascuno di essi presenti una richiesta separata.

Metodi alternativi per la ricerca di polizze vita

Oltre ai canali ufficiali sopra menzionati, esistono diverse altre strategie che possono essere utili per scoprire l'esistenza di polizze vita di cui si potrebbe essere beneficiari.

Esaminare la documentazione personale del defunto

Se il decesso del contraente è avvenuto di recente, un buon punto di partenza è esaminare attentamente la corrispondenza e gli estratti conto bancari della persona deceduta. Questi documenti potrebbero contenere tracce di pagamenti dei premi assicurativi o comunicazioni dalle compagnie assicurative.

Se si è nominati esecutori testamentari o si ha accesso legale ai documenti del defunto, è consigliabile controllare:

  • Eventuali cassette di sicurezza
  • Archivi personali e documenti cartacei
  • Cartelle nell'email o nel computer personale
  • Estratti conto bancari che possano rivelare pagamenti periodici a compagnie assicurative

Se si trovano prove dell'esistenza di una polizza e si riesce a identificare la compagnia assicurativa, il processo di rivendicazione diventa molto più semplice.

Contattare i professionisti che hanno assistito il defunto

Un altro approccio efficace è contattare i professionisti che hanno fornito consulenza finanziaria al defunto. Agenti assicurativi, commercialisti, consulenti finanziari o avvocati che hanno lavorato con la persona deceduta potrebbero essere a conoscenza dell'esistenza di polizze vita, anche se non sono stati direttamente coinvolti nella loro stipula.

Questi professionisti possono fornire informazioni preziose su:

  • Quali compagnie assicurative il defunto utilizzava abitualmente
  • Eventuali pianificazioni patrimoniali che includevano polizze vita
  • Documenti relativi a polizze che potrebbero essere conservati nei loro archivi

Verificare le polizze collettive tramite i datori di lavoro

Molte aziende offrono ai propri dipendenti coperture assicurative sulla vita come benefit aziendale. Se il defunto era un lavoratore dipendente, è utile contattare il suo ultimo datore di lavoro, in particolare l'ufficio risorse umane, per verificare l'esistenza di polizze collettive di cui si potrebbe essere beneficiari.

Anche associazioni professionali, sindacati o ordini professionali a cui il defunto apparteneva potrebbero aver stipulato convenzioni assicurative per i propri membri. In questo caso, è possibile chiedere informazioni direttamente a queste organizzazioni.

È importante notare che molte polizze assicurative acquistate tramite i datori di lavoro sono temporanee e forniscono copertura solo durante il periodo di impiego. Tuttavia, alcune possono rimanere attive anche dopo la cessazione del rapporto lavorativo.

Il fenomeno delle polizze dormienti

Le polizze dormienti rappresentano un fenomeno significativo nel panorama assicurativo italiano. Secondo le stime dell'IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni), sono circa 900 mila le polizze vita il cui capitale o rendita sono già maturati, ma non sono stati liquidati perché:

  • I beneficiari non sono a conoscenza dell'esistenza della polizza
  • La compagnia assicurativa non è a conoscenza del decesso dell'assicurato
  • Non è stato possibile rintracciare i beneficiari

Per contrastare questo fenomeno, l'IVASS ha condotto indagini approfondite che hanno portato a "risvegliare" numerose polizze dormienti. Grazie anche a un accordo tra IVASS e Agenzia delle Entrate che ha permesso l'incrocio dei dati dell'Anagrafe Tributaria con i codici fiscali dei titolari di polizze, è stato possibile verificare l'eventuale decesso degli assicurati e trasferire queste informazioni alle compagnie assicurative, che hanno potuto avviare la ricerca dei beneficiari.

Prevenire il problema delle polizze dormienti

Per evitare che le polizze vita diventino dormienti, il Forum ANIA-Consumatori ha predisposto alcuni suggerimenti utili sia per chi stipula polizze sia per le compagnie assicurative:

  • Designare i beneficiari in modo chiaro e nominativo, evitando formule generiche come "eredi legittimi" o "coniuge e figli"
  • Fornire alla compagnia tutte le informazioni necessarie per contattare i beneficiari (indirizzo, recapito telefonico, email)
  • Informare almeno una persona di fiducia dell'esistenza della polizza e della designazione come beneficiario
  • Considerare la possibilità di nominare un referente terzo che possa essere contattato dalla compagnia in caso di decesso dell'assicurato

Il Regolamento IVASS 41/2018 ha inoltre introdotto la possibilità per il contraente di designare un referente terzo, diverso dal beneficiario, che l'impresa potrà contattare in caso di decesso dell'assicurato.

Aspetti legali e diritti dei beneficiari

I diritti derivanti dalle polizze vita si prescrivono in 10 anni dalla data dell'evento (decesso dell'assicurato o scadenza del contratto). Questo termine si applica agli eventi accaduti dal 20 ottobre 2010 in poi.

È importante sapere che i beneficiari acquisiscono un diritto proprio ai vantaggi dell'assicurazione (art. 1920, comma 3, del Codice Civile). Ciò significa che il capitale assicurato non rientra nell'asse ereditario e viene liquidato direttamente ai beneficiari designati, anche se questi non sono eredi.

La recente evoluzione normativa sulla privacy

Un aspetto rilevante riguarda l'accesso ai dati dei beneficiari di polizze vita da parte degli eredi. Il Garante per la Protezione dei Dati Personali, con il provvedimento n. 520 del 26 ottobre 2023, ha chiarito che tra i dati ai quali è possibile accedere ai sensi del combinato disposto tra gli art. 15 del Regolamento UE 679/2016 e 2-terdecies del Codice Privacy, rientrano anche i dati personali dei beneficiari di polizze assicurative accese in vita da una persona deceduta.

Questa interpretazione rappresenta un'importante evoluzione rispetto al passato, quando prevaleva l'orientamento secondo cui l'impresa assicuratrice aveva l'obbligo di fornire all'erede tutte le informazioni relative alle polizze stipulate dal defunto, ma non i dati dei terzi beneficiari, salvo consenso di questi ultimi.

Secondo il Garante, il diritto alla protezione dei dati personali non è assoluto e deve essere bilanciato con altri diritti fondamentali, come il diritto costituzionale di agire in giudizio per tutelare i propri interessi legittimi, ad esempio per verificare l'eventuale lesione della quota di legittima.

Come richiedere la liquidazione della polizza

Una volta accertata l'esistenza di una polizza vita di cui si è beneficiari, è necessario avviare la procedura per la liquidazione. Per ottenere la prestazione, bisogna presentare alla compagnia assicurativa una richiesta formale accompagnata dalla documentazione richiesta, che generalmente include:

  • Certificato di morte dell'assicurato
  • Copia del documento d'identità del beneficiario
  • Coordinate bancarie per l'accredito della prestazione
  • Eventuale documentazione aggiuntiva richiesta dalla compagnia

Normalmente, la compagnia assicurativa liquida il capitale o la rendita entro 30 giorni dal ricevimento di tutta la documentazione richiesta. Se il pagamento non viene effettuato entro questo termine, l'impresa è tenuta a corrispondere anche gli interessi di mora.

In caso di difficoltà nel reperire la documentazione necessaria, alcune compagnie offrono un servizio di assistenza ai beneficiari, consentendo loro di conferire mandato alla compagnia stessa affinché si attivi per il recupero della documentazione, nel rispetto della normativa sulla riservatezza dei dati personali.

Polizze prescritte e Fondo Rapporti Dormienti

Se sono trascorsi più di 10 anni dall'evento che fa scattare il diritto alla prestazione (decesso dell'assicurato o scadenza della polizza), la polizza si considera prescritta e le somme vengono trasferite al Fondo Rapporti Dormienti gestito da CONSAP.

In alcuni casi specifici, è possibile richiedere il rimborso parziale (fino a un massimo del 50% del valore della polizza) delle polizze dormienti non riscosse anche dopo la prescrizione. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy periodicamente pubblica avvisi per richiedere tali rimborsi, definendo requisiti e tempistiche per la presentazione delle domande.

Per verificare se si ha diritto a questo tipo di rimborso, è possibile consultare il sito della CONSAP nella sezione dedicata al Fondo Rapporti Dormienti.