Come fare domanda per essere lavoratore fragile nel 2021? Tutta la procedura, tempi e documenti

Il concetto di lavoratore fragile va individuato nelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti.

Come fare domanda per essere lavoratore

Lavoratore fragile, come fare domanda?

Il lavoratore richiede al datore di essere sottoposto a visita attraverso l'attivazione della sorveglianza sanitaria e per essere riconosciuto lavoratore fragile. Lo deve fare compilando un'apposita domanda.

Per il riconoscimento della condizione di lavoratore fragile occorre seguire un iter ben preciso. Come vedremo in questo articolo, a essere coinvolto non è solo il dipendente stesso, ma anche il datore e soprattutto il medico competente. A quest'ultimo spetta la responsabilità di fornire il giudizio definitivo. Esaminiamo quindi la procedura da seguire tra:

Procedura, tempi e documenti per domanda lavoratore fragile

  • Esito domanda riconoscimento lavoratore fragile

  • Essere lavoratore fragile nel 2021

Procedura, tempi e documenti per domanda lavoratore fragile

Dal punto di vista procedurale, il lavoratore richiede al datore di essere sottoposto a visita attraverso l'attivazione della sorveglianza sanitaria e per essere riconosciuto lavoratore fragile. Lo deve fare compilando un'apposita domanda. Quindi fornisce al medico competente la documentazione relativa alle patologie diagnosticate, a supporto della valutazione finale.

Il datore attiva quindi la sorveglianza sanitaria attraverso l'invio della richiesta al medico competente o a uno degli enti competenti alternativi. A quel punto, lo stesso datore concorda con il medico competente le procedure organizzative per la visita, mettendo a disposizione i locali se a giudizio del medico sia possibile garantire adeguate condizioni di areazione, igiene, non assembramento. In caso contrario, il medico indica al lavoratore una sede differente per la visita. Nel caso in cui la sorveglianza sia stata attivata in uno degli enti competenti alternativi è proprio l'ente coinvolto a comunicare luogo e data della visita.

Il passaggio successivo prevede che il datore fornisca al medico competente una dettagliata descrizione della mansione svolta dal lavoratore ovvero della postazione e dell'ambiente di lavoro dove presta l'attività, oltre che le informazioni relative alle misure di prevenzione e protezione adottate per mitigare il rischio all'interno dell'ambiente di lavoro. Sulla base dei risultati della visita, il medico competente è chiamato a esprimere il giudizio di idoneità sul lavoratore fragile fornendo indicazioni per l'adozione di soluzioni maggiormente cautelative per la salute del lavoratore o della lavoratrice.

Il giudizio di inidoneità temporanea è riservato ai soli casi che non permettono soluzioni alternative. Infine, sulla base delle indicazioni del medico competente, il datore assume le necessarie determinazioni per il lavoratore fragile.

Esito domanda riconoscimento lavoratore fragile

Non è automatico che alla domanda di riconoscimento di lavoratore fragile segua un esito positivo. Più precisamente, il medico competente può fornire un esito di idoneità ovvero non riscontra particolari rischi connessi allo stato di salute del lavoratore. Di conseguenza il dipendente può continuare a svolgere il proprio lavoro.

Con l'idoneità con prescrizioni spetta al datore di lavoro provvedere alla fornitura di dispositivi di protezione individuale particolari o all'adattamento degli ambienti di lavoro o dei tempi di esecuzione e ad adottare le indicazioni fornite dal medico competente. Nel caso di inidoneità temporanea del lavoratore fragile, il giudizio può essere di inidoneità relativa alla specifica mansione svolta e di inidoneità a qualsiasi attività lavorativa. Con l'inidoneità a qualsiasi attività lavorativa, il dipendente viene posto in malattia d’ufficio fino alla scadenza del periodo di inidoneità indicato.

Essere lavoratore fragile nel 2021

Dal punto di vista normativo è indispensabile fa presente che il concetto di fragilità va individuato nelle condizioni dello stato di salute del lavoratore rispetto alle patologie preesistenti che potrebbero determinare, in caso di infezione, un esito più grave o infausto e può evolversi sulla base di nuove conoscenze scientifiche sia di tipo epidemiologico sia di tipo clinico.

Secondo l'Istituto superiore di sanità, la maggiore fragilità nelle fasce di età più elevate va intesa sempre congiuntamente alla presenza di comorbilità che possono integrare una condizione di maggiore rischio.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il