Come funziona aspettativa retribuita dal lavoro. Leggi e regole 2020 in vigore

Quanto dura il periodo di aspettativa retribuita a lavoro e come farne domanda: motivazioni valide per usufruirne

Come funziona aspettativa retribuita dal

Come funziona l’aspettativa retribuita a lavoro?

L’aspettativa retribuita a lavoro è un periodo di tempo durante il quale il lavoratore pur non andando a lavoro mantiene il suo posto di lavoro e percepisce la sua normale retribuzione, ha una durata variabile a seconda del motivo per cui viene richiesta e prevede che la domanda per beneficiarne sia presentata a datore di lavoro e Inps.

L'aspettativa retribuita a lavoro è un periodo di astensione dal lavoro che, come dice la stessa formula, viene comunque retribuita. Stando, infatti, a quanto previsto dalla legge, durante il periodo di aspettativa retribuita dal lavoro, il datore di lavoro deve comunque continuare a pagare al dipendete stipendio e contributi. Vediamo come funziona l'aspettativa retribuita a lavoro.

  • Come funziona aspettativa retribuita dal lavoro leggi 2020
  • Quando si può chiedere aspettativa retribuita a lavoro

Come funziona aspettativa retribuita dal lavoro leggi 2020

L’aspettativa retribuita a lavoro, come anticipato, rappresenta un periodo di tempo di durata variabile durante il quale il lavoratore pur non andando regolarmente a lavoro mantiene il suo posto di lavoro e percepisce la sua normale retribuzione.

Per l’aspettativa retribuita a lavoro, stando a quanto previsto dalle leggi 2020 in vigore, deve essere presentata domanda riportante apposita motivazione per cui viene richiesta, al datore di lavoro, che ha il diritto di decidere di accogliere o non accogliere la richiesta o, in alternativa, di differire l'accoglimento in caso di comprovate esigenze organizzative e che poi trasmette la richiesta all’Inps.

Quando si può chiedere aspettativa retribuita a lavoro

L’aspettativa retribuita dal lavoro non si può chiedere sempre ma vale solo in alcuni casi specifici e vale a dire per:

  • motivi medici e sanitari;
  • motivi personali;
  • nomina a cariche pubbliche elettive, tra cui rientrano quelle di sindaci, consiglieri comunali e provinciali, presidenti di province, presidenti di consigli comunali, metropolitani e provinciali, presidenti, consiglieri e assessori delle comunità montane, membri di giunte comunali, metropolitane e provinciali, e componenti degli organi delle unioni di comuni e dei consorzi tra enti locali e i componenti degli organi di decentramento.

L’aspettativa retribuita dal lavoro si può, in particolare, chiedere per:

  • prendersi cura di un familiare portatore di handicap, e in tal caso per ogni minore con handicap in situazione di gravità accertata, la madre o il padre hanno diritto ad una durata massima dell’aspettativa retribuita di due anni (continuativi o frazionati) nell’arco dell’intera vita lavorativa;
  • donne vittime di violenza, e inserite in percorsi di protezione, che hanno diritto ad un’aspettativa retribuita per un periodo massimo di tre mesi, con stipendio anticipato dall’azienda ma a carico dell’Inps e in tal caso bisogna avvertire il datore almeno 7 giorni prima dell’inizio dell’astensione e poi comunicare all’azienda data di inizio e fine dell’aspettativa, consegnare all’azienda documenti che attestino l’inserimento in percorsi di protezione e infine presentare domanda all’Inps;
  • attività di volontariato, e in tal caso il dipendente deve essere iscritto ad un’associazione inserita nei registri regionali e nell’elenco nazionale dell’Agenzia di protezione civile e la durata massima è di 180 giorni l’anno;
  • lavoratori invalidi civili con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 50% o mutilati, e in tal caso il periodo di aspettativa retribuita dal lavoro è di 30 giorni all’anno e bisogna presentare apposita richiesta all’azienda insieme alla dichiarazione del medico che attesti la necessità di cure;
  • dipendenti richiamati alle armi e al servizio militare, e in tal caso la domanda per avere l’aspettativa retribuita dal lavoro deve essere presentata dal lavoratore al datore di lavoro, che anticipa l’indennità in busta paga per conto dell’Inps o rivolgendosi direttamente all’Inps (online o contattando il numero verde dell’Istituto) o tramite Patronati;
  • partecipare a percorsi di formazione continuativa predisposta dall’azienda e per altre ragioni disciplinate dal Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro o dallo specifico contratto aziendale e in tal caso l’aspettativa retribuita deve essere richiesta al datore di lavoro e ha una durata, continuativa o frazionata, massimo di undici mesi nell’arco dell’intera vita lavorativa.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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