Come funziona il diritto di ripensamento per un contratto di affitto casa per inquilino

Casi e condizioni in cui è possibile esercitare il diritto di ripensamento per contratto di affitto per inquilino e cosa fare: chiarimenti

Come funziona il diritto di ripensamento

Quando si può esercitare il diritto di ripensamento per un contratto di affitto di casa per inquilino?

Stando a quanto previsto dalle norme attualmente in vigore, un inquilino può esercitare il diritto di ripensamento per un contratto di affitto di casa quando sopraggiungono gravi motivi determinati esclusivamente da fatti estranei alla sua volontà e assolutamente imprevedibili. Dunque, i motivi, gravi, che permettono ad un inquilino di esercitare il diritto di ripensamento da un contratto di affitto devono essere ‘involontari, imprevedibili e sopravvenuti’. 
 

Come funziona il diritto di ripensamento per un contratto di affitto casa per inquilino?  Il diritto ripensamento prevede la possibilità per l’inquilino di decidere unilateralmente di sciogliere il vincolo contrattuale con il proprietario di casa e si può esercitare in tutti i casi in cui un inquilino si trova nelle condizioni di dover interrompere il contratto di locazione prima della scadenza contrattualmente prevista. 

Si tratta, però, di un diritto che pur potendo essere esercitato dall'inquilino non è sempre valido e devono sussistere specifiche condizioni affinchè l'inquilino possa goderne. Vediamo quali sono. Vediamo allora quali sono le norme in vigore relative al diritto di ripensamento per l’affitto di casa per l’inquilino.

  • Diritto di ripensamento contratto di affitto casa per inquilino quando è possibile
  • Diritto di ripensamento inquilino contratto di affitto casa e adempimenti fiscali previsti

Diritto di ripensamento contratto di affitto casa per inquilino quando è possibile

Stando a quanto previsto dalle leggi in vigore, nel momento in cui si stipula un contratto di affitto, proprietario di casa e inquilino, a seconda della tipologia di contratto che si sceglie, definiscono la durata del periodo della locazione. E tale durata può essere anticipata previa comunicazione di una parte all'altra della volontà di voler concludere prima il contratto di locazione rispettando tempistiche stabilite, che sono generalmente di sei mesi.

L'inquilino con contratto di affitto di una casa può esercitare il diritto di ripensamento quando sussistono gravi motivi. La legge non prevede una definizione specifica di gravi motivi in riferimento al ripensamento su un contratto di affitto ma ci si rifà ad una sentenza della Corte di Cassazione secondo cui i gravi motivi che, indipendentemente da quanto previsto nel contratto, permettono il ripensamento dell’inquilino dal contratto di affitto, sono quelli determinati esclusivamente da fatti estranei alla sua volontà e assolutamente imprevedibili.

Dunque, i motivi, gravi, che permettono ad un inquilino di esercitare il diritto di ripensamento da un contratto di affitto devono essere ‘involontari, imprevedibili e sopravvenuti’. 

Diritto di ripensamento inquilino contratto di affitto casa e adempimenti fiscali previsti

Esercitando il diritto di ripensamento dal contratto di affitto, l'inquilino è tenuto a rispettare specifici adempimenti fiscali che prevedono innanzitutto il pagamento di una imposta di registro per la risoluzione anticipata del contratto di locazione pari a 67 euro.

L’imposta deve essere versata all’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla risoluzione del contratto o in via telematica con il software RLI o RLI-web tramite richiesta di addebito su conto corrente, o con modello F24 Elementi identificativi, utilizzando il codice tributo 1503.
 





Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il