Quando e come si può fare sanatoria lavori in casa interni abusivi, tempi e costi

In alcuni si può fare una sanatoria dei lavori mai comunicati, in altre no con il rischio della demolizione oltre multe. Vediamo la procedura, i tepi e i costi secondo leggi 2022

Quando e come si può fare sanatoria lavo

Lavori in casa interni abusivi mai comunicati, come funziona la sanatoria?

I lavori in casa interni abusivi mai comunicati si regolarizzano con la presentazione della Cila in sanatoria. Con il protocollo della comunicazione tardiva all'ufficio tecnico del comune si sana la ristrutturazione interna dal punto di vista urbanistico.

Si tratta di quei piccoli lavori di ristrutturazione o di allargamento degli spazi effettuati all'interno della propria abitazione. Peccato solo che il via libera all'esecuzione di quegli interventi fosse condizionato dall'ottenimento dell'autorizzazione.

Succede quindi a che a distanza di anni, magari perché si ha l'intenzione di vendere l'abitazione oppure semplicemente perché si vuole regolarizzazione la propria posizione, scatti l'intenzione di richiedere la sanatoria di lavori in casa interni abusivi mai comunicati. Qual è allora la procedura da seguire.

C'è poi un'altra ragione che rende questa opzione ancora più urgente: il bonus al 110%, preso d'assalto dagli italiani, vale anche per gli edifici con abusi edilizi. Approfondiamo quindi:

  • Lavori in casa interni abusivi mai comunicati, come funziona la sanatoria

  • Norme 2022 per la regolarizzazione dei lavori abusivi eseguiti in casa

Lavori in casa interni abusivi mai comunicati, come funziona la sanatoria

Precisiamo subito che rientrano nei cosiddetti lavori in casa interni abusivi mai comunicati quelli realizzati in difformità parziale che riguardano appunto gli interni delle abitazioni private. Ed è anche preliminarmente utile ricordare che la prescrizione per il reato di abuso edilizio scatta dopo 4 anni dal completamento dell'opera. Nel caso di rinvio a giudizio gli anni diventano 5. Dopodiché il reato di abuso edilizio non può più essere punito a livello penale.

I lavori in casa interni abusivi mai comunicati si regolarizzano con la presentazione della Cila (Comunicazione di inizio lavori asseverata) in sanatoria. Con il protocollo della comunicazione tardiva all'ufficio tecnico del comune si sana la ristrutturazione interna dal punto di vista urbanistico.

Dal punto di vista economico, la spesa da affrontare è legata alla tipologia dell'abuso ma in linea di massima varia da 70 a 160 euro per metro quadrato. Occorre poi versare una sanzione pecuniaria pari al doppio del contributo che si sarebbe dovuto pagare al momento del lavoro edilizio. Se i lavori non quantificabili, l'importo minimo è di 516 euro. Sul fronte operativo, gli oneri concessori vanno pagati in anticipo al comune sulla base della procedura singolarmente approvata.

Come abbiamo accennato, interessante c'è anche un altro aspetto ovvero che il bonus al 110%, preso d'assalto dagli italiani, vale anche per gli edifici con abusi edilizi. Negli ultimi mesi, il governo ha semplificato la misura, a partire dalla revisione della comunicazione di inizio lavori asseverata, la cosiddetta Cila, che ha permesso l’avvio di molti cantieri.

Quest’ultima può essere usata per gli interventi di efficientamento energetico e per gli antisismici previsti dal Sismabonus, ma non per i lavori di demolizione e ricostruzione. La Cila non richiede l’attestazione dello stato legittimo previsto dal Testo Unico dell’edilizia. Consente di semplificare la burocrazia ed è utile nei condomini con molte abitazioni. Con questa procedura le irregolarità commesse da pochi non pregiudicano la possibilità di avviare il cantiere per la riqualificazione energetica.

Norme 2022 per la regolarizzazione dei lavori abusivi eseguiti in casa

Non possono essere sanate le opere abusive se sono state eseguite dal proprietario o avente causa condannato, con sentenza definitiva, se è stato possibile effettuare interventi per l'adeguamento antisismico, se non è stata data la disponibilità di concessione onerosa dell'area di proprietà dello Stato o degli enti pubblici territoriali.

Semaforo rosso pure se realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima dell'esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il