Come funziona la sospensione del reddito di cittadinanza con contratto a tempo determinato nel 2021

Sospensione del reddito di cittadinanza e non decadenza se si accettano lavori a tempo determinato: regole e limiti previsti

Come funziona la sospensione del reddito

Come funziona la sospensione del reddito di cittadinanza con contratto a tempo determinato nel 2021?

Stando alle novità stabilite dal Decreto Sostegni, coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza possono continuare a mantenere il beneficio nel caso di accettazione di lavori con contratti a tempo determinati nel 2021. Il beneficio in questo caso viene sospeso, cioè il soggetto che inizia a lavorare, per tutta la durata del contratto di lavoro determinato, percepisce lo stipendio mensile previsto e nel frattempo viene sospesa l’erogazione dell’importo previsto di reddito di cittadinanza. La deroga vale solo per il 2021. 
 

La domanda per avare il reddito di cittadinanza può essere presentata da cittadini maggiorenni italiano o dell’Unione Europea, o familiari che siano titolare del diritto di soggiorno, o da cittadini di Paesi terzi in possesso di regolare permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, a condizione di soddisfare determinati e specifici requisiti, primo tra tutti quello di avere un Isee del valore massimo di 9.360 euro.

Non è necessario essere disoccupati per chiedere il reddito di cittadinanza ma sempre e soltanto se nonostante il lavoro si rimane nella soglia Isee fissata dalla legge. Vediamo come funziona la sospensione del reddito di cittadinanza con contratto a tempo determinato 2021.

  • Sospensione reddito di cittadinanza con contratto a tempo determinato come funziona
  • Reddito di cittadinanza e lavoro

Sospensione reddito di cittadinanza con contratto a tempo determinato come funziona

Il nuovo Decreto Sostegni ha cambiato le regole per i precettori del reddito di cittadinanza. Stando a quanto stabilito, per incentivare i soggetti ad accettare contratti di lavoro a tempo determinato, seppur per brevi periodi, il governo ha deciso per la sospensione del reddito di cittadinanza, piuttosto che la sua decadenza, per tutti coloro che percepiscono il sussidio e a cui vengono offerte proposte di lavoro a tempo determinato entro un termine di sei mesi.

Nel corso di questi anni in cui è stato introdotto il reddito di cittadinanza, sono tanti coloro che, percependo il reddito di cittadinanza, hanno spesso rinunciato ad accettare offerte di lavoro con contratti brevi per il timore di rimanere poi senza sussidio e senza lavoro ad esaurimento contratto. Ora le regole cambiano. 

Il Decreto Sostegni prevede, infatti, la possibilità per coloro che percepiscono il reddito di cittadinanza di continuare a mantenere il beneficio nel caso di accettazione di lavori con contratti a tempo determinati nel 2021. Il beneficio in questo caso viene sospeso, cioè il soggetto che inizia a lavorare, per tutta la durata del contratto di lavoro determinato, percepisce lo stipendio mensile previsto e nel frattempo viene sospesa l’erogazione dell’importo previsto di reddito di cittadinanza.

La sospensione del reddito di cittadinanza sussiste anche quando il rapporto di lavoro a tempo determinato implica un aumento del valore del reddito familiare, fino a 10mila euro annui. La deroga al reddito di cittadinanza per chi accetta contratti di lavoro a tempo determinato vale solo ed esclusivamente per questo anno 2021.

La sospensione del reddito di cittadinanza al posto della sua decadenza come nuova possibilità prevista dal recente Decreto Sostegni prevede, dunque, due limiti:

  • uno reddituale, perchè la sospensione vale solo se i contratti a termine implicano un aumento del reddito familiare entro i 10 mila euro annui;
  • uno temporale, perchè la sospensione vale solo nel caso di contratti a termine fino ad un massimo di sei mesi.

Al termine del contratto di lavoro, il soggetto prima precettore di reddito di cittadinanza torna automaticamente a percepirlo. 

Reddito di cittadinanza e lavoro

Nonostante sussista la possibilità di sospendere il reddito di cittadinanza nel caso di lavoro con contratto a tempo determinato, il lavoro, come già anticipato, non è incompatibile con il sussidio. Secondo quanto stabilito dalle leggi in vigore, il reddito di cittadinanza è compatibile con il lavoro a patto che si rispettino i requisiti reddituali, patrimoniali e di Isee. E se anche tutti i componenti del nucleo familiare lavorano, entro determinati limiti, il reddito di cittadinanza spetta comunque ma in forma ridotta. 

Il reddito di cittadinanza è compatibile sia con lo svolgimento del lavoro autonomo e sia con il lavoro dipendente. Se, per esempio, una persona che vive da sola e che svolge lavoro autonomo ha un reddito di appena 2500 euro l’anno, può richiedere il reddito di cittadinanza che, sulla base di stime, sarebbe di circa 290 euro al mese.

Precisiamo che i lavoratori autonomi devono comunicare i redditi dell’anno solare derivanti dallo svolgimento della propria attività lavorativa tramite il modello SR181 se non risultano dal modello Isee. 


 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il