Come funziona l'aspettativa retribuita per statali in base al contratto nazionale 2021 pubblica amministrazione

L'aspettativa retribuita per statali più nota è quella per lutto o malattia di un familiare. Più nello specifico, il dipendente pubblico fruisce di tre giorni lavorativi.

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Nel Ccnl statali come funziona l'aspettativa retribuita?

Durante il periodo di assenza per le motivazioni concesse dalla legge, il lavoratore statale conserva il posto e anche lo stipendio.

L'aspettativa è uno dei diritti riconosciuti al dipendenti pubblici in base al Ccnl di categoria. In buona sostanza si tratta della possibilità di assentarsi dal lavoro per un periodo più o meno lungo. Durante questo tempo, il lavoratore statale conserva il posto e, sulla base delle caratteristiche dell'aspettativa, anche lo stipendio (aspettativa retribuita) o meno.

L'aspetto importante da sottolineare subito è che alla base della richiesta di aspettativa dal lavoro ci deve essere una motivazione. Una di quelle previste dal contratto nazionale di categoria. La durata complessiva del periodo di aspettativa non può essere superiore a dodici mesi in un triennio e deve essere fruita in non più di due periodi. Approfondiamo meglio i dettagli di questo istituto lavorativo e quindi:

  • Ccnl statali e funzionamento dell'aspettativa retribuita

  • Altre modalità di aspettativa per i dipendenti pubblici

Ccnl statali e funzionamento dell'aspettativa retribuita

L'aspettativa retribuita per gli statali più nota è quella per lutto o malattia di un familiare. Più nello specifico, il dipendente pubblico fruisce di tre giorni lavorativi di permesso retribuito all'anno in caso di decesso o di documentata grave malattia del coniuge o di un parente entro il secondo grado. Norme alla mano, in caso di decesso, i giorni di aspettativa per lutto devono essere utilizzati dal dipendente entro 7 giorni. Infine, la soglia dei 3 giorni vale come limite massimo da fruire nel corso dello stesso anno. Non conta se il lavoratore statale abbia subito più lutti nello stesso anno.

L'altra importante motivazione per chiedere l'aspettativa dal lavoro è quella per gravi motivi familiari. In questo caso si può chiederla per gravi e documentati motivi familiari e per alcune malattie ben precise. Nel dettaglio si tratta di un periodo di assenza dal lavoro, sia esso continuativo o frazionato, fino a due anni. A differenza di quella precedente, l'aspettativa non è retribuita, ma il lavoratore statale conserva il posto. Da segnalare l'applicazione del divieto di svolgimento di altre attività.

Sul versante regolamentare, in caso di di aspettativa, l'ente pubblico può disporre la successiva revoca se sussistono motivate esigenze di servizio. Ma anche differire nel tempo l'accoglimento sempre che sia comunque utile per il dipendente. Allo stesso tempo può concederla per un periodo minore rispetto a quello indicato dal lavoratore. Ma solo la durata ridotta sia idonea a soddisfare l'interesse. Se lo statale ritiene che le opzioni proposte non soddisfino le esigenze potrà può anche rifiutare.

Da parte sua, il responsabile della concessione o meno dell'aspettativa deve tentare ogni possibile soluzione per contemperare le proprie esigenze organizzative con quelle dei dipendenti. Ma anche evitare ogni forma di disparità di trattamento tra i dipendenti, da ritenersi illegittime in presenza di stessi presupposti.

Altre modalità di aspettativa per i dipendenti pubblici

Da una modalità di aspettativa per i dipendenti pubblici all'altra ecco quella nel caso di familiari residenti all'estero. Il datore di lavoro può revocarla in ogni momento per imprevedibili ragioni di servizio, purché trasmetta al lavoratore un preavviso di almeno 15 giorni. Ecco quindi l'aspettativa fino a 12 mesi per avviare un'attività imprenditoriale. L'aspettativa fino a 11 mesi per motivi di studio è invece un diritto per il solo dipendente pubblico con almeno 5 anni di servizio. Aspettativa concessa pure ai lavoratori eletti membri del parlamento (nazionale o europeo) o di assemblee regionali o che comunque chiamati a svolgere altre funzioni pubbliche elettive.

Segnaliamo infine altre due opzioni. Quella di fino a un massimo di 10 giorni di seguito e 30 giorni all'anno per le attività formative, di pianificazione e di simulazione delle emergenze. E fino a 30 giorni di seguito per un totale di 90 giorni all'anno per attività di soccorso e assistenza in catastrofi e calamità. La soglia raddoppia se viene dichiarato uno stato di emergenza nazionale.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il