Come funziona un anno sabbatico secondo leggi e CCNL 2021

Normativa alla mano, per gravi e documentati motivi familiari, i dipendenti pubblici o privati possono richiedere un periodo di congedo, continuativo o frazionato.

Come funziona un anno sabbatico secondo

Anno sabbatico, come funziona?

Sono diverse le ragioni per cui il lavoratore può chiedere un anno sabbatico di completo distacco dal mondo del lavoro. Sono gravi ragioni personali o di un proprio convivente, motivi di formazione o di volontariato internazionale. In tutti i casi, la durata massima riconosciuta dalla legislazione italiana è di 11 mesi.

Mollare tutto e dedicare 11 mesi della propria vita a un altro progetto. Si tratta del cosiddetto anno sabbatico, vigente del sistema legislativo italiano e richiedibile una sola volta nell'arco della vita lavorativa. Caratteristica di fondo di questo istituto è la conservazione del posto di lavoro, ma con la sospensione dell'erogazione dello stipendio.

Allo stesso tempo, la decisione di prendere un anno sabbatico deve essere sostenuta da motivazioni ben precise. Per intenderci, non può essere richiesto con il semplice scopo di concedersi una vacanza ludica, ma deve poggiarsi sui quelle ragioni riconosciute della normativa in vigore. Vediamo quindi i dettagli di questa opzione e più esattamente:

  • Anno sabbatico, come funziona

  • Leggi e CCNL 2021 anno sabbatico

Anno sabbatico, come funziona

Sono diverse le ragioni per cui il lavoratore può chiedere un anno sabbatico di completo distacco dal mondo del lavoro. Sono gravi ragioni personali o di un proprio convivente, motivi di formazione o di volontariato internazionale. In tutti i casi, la durata massima riconosciuta dalla legislazione italiana è di 11 mesi.

Sebbene questa possibilità sia concessa ai lavoratori del comparto pubblico e quelli del settore privato, non tutti possono chiedere e ottenere l'anno sabbatico. Condizione essenziale e non eludibile è aver lavorato per almeno 5 anni nella stessa azienda o ente pubblico. Allo stesso tempo, il dipendente deve spiegare la proprie intenzione, facendo presente quali sono i vantaggi che potrebbero derivare da questa scelta.

Naturalmente l'opzione di scelta dell'anno sabbatico va ponderata con molta attenzione, se non altro perché il lavoratore conserva il posto, ma di fatto decide di privarsi della retribuzione spettante sulla base dell'attività svolta. Allo stesso tempo, il lavoratore non matura i contributi della pensione e né gli scatti di anzianità così come le ferie o i permessi.

Leggi e CCNL 2021 anno sabbatico

Normativa sull'anno sabbatico alla mano, per gravi e documentati motivi familiari, i dipendenti pubblici o privati possono richiedere un periodo di congedo, continuativo o frazionato non superiore a due anni. Durante questo periodo il dipendente conserva il posto di lavoro, non ha diritto alla retribuzione e non può svolgere alcun tipo di attività lavorativa.

Il congedo non è computato nell'anzianità di servizio né ai fini previdenziali. Il lavoratore può procedere al riscatto, ovvero al versamento dei relativi contributi, calcolati secondo i criteri della prosecuzione volontaria. I contratti collettivi nazionali di lavoro - precisa ancora la disposizione che ha introdotto l'anno sabbatico - disciplinano le modalità di partecipazione agli eventuali corsi di formazione del personale che riprende l'attività lavorativa dopo la sospensione.

E ancora: ferme restando le disposizioni relative al diritto allo studio, i dipendenti pubblici o privati che hanno almeno 5 anni di anzianità di servizio nella stessa azienda o amministrazione, possono richiedere una sospensione del rapporto di lavoro per congedi per la formazione per un periodo non superiore a 11 mesi, continuativo o frazionato, nell'arco dell'intera vita lavorativa.

Per congedo per la formazione si intende quello finalizzato al completamento della scuola dell'obbligo, al conseguimento del titolo di studio di secondo grado, del diploma universitario o di laurea, alla partecipazione ad attività formative diverse da quelle poste in essere o finanziate dal datore di lavoro. Durante il periodo di congedo per la formazione il dipendente conserva il posto di lavoro e non ha diritto alla retribuzione.

Questo periodo non è computabile nell'anzianità di servizio e non è cumulabile con le ferie, con la malattia e con altri congedi. Una grave e documentata infermità e intervenuta durante il periodo di congedo, di cui sia data comunicazione scritta al datore di lavoro, dà luogo ad interruzione del congedo medesimo. Il datore di lavoro può non accogliere la richiesta di congedo per la formazione ovvero può differirne l'accoglimento nel caso di comprovate esigenze organizzative.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il