Come funziona usufrutto seconda casa al figlio 2020

Cosa sapere per contratto di usufrutto della seconda casa al figlio 2020: come fare, limiti di durata, validità e termine

Come funziona usufrutto seconda casa al

Come funziona l’usufrutto della seconda casa al figlio 2020?

L’usufrutto della seconda casa al figlio 2020 viene regolato da uno specifico contratto di usufrutto del bene immobile che, come stabilito dal Codice Civile, deve essere scritto e stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata e riportare la durata dell’usufrutto. Con il contratto di usufrutto per la seconda casa, il figlio, usufruttuario ha diritto di usare l’immobile e trarne ogni utilità, ma i genitori, proprietari di casa, mantengono comunque sulla stessa casa la nuda proprietà.

Dare una casa in usufrutto al proprio figlio significa permettergli di usufruire, appunto, della casa ed è il Codice Civile che stabilisce significato e durata di questa istituto giuridico. Vediamo in questo pezzo come funziona l’usufrutto della seconda casa al figlio 2020.

  • Come funziona usufrutto seconda casa al figlio 2020
  • Usufrutto seconda casa al figlio 2020 e pagamento imposte

Come funziona usufrutto seconda casa al figlio 2020

Stando a quanto previsto dalle attuali norme in vigore, quando un genitore decide di dare la seconda casa di proprietà in usufrutto al figlio decide contestualmente di permettere al figlio di usufruire del bene ma non per sempre. Il diritto di usufrutto non, infatti, è illimitato, perché prevede sempre una specifica durata, e se legata alla durata della vita del genitore si parla di usufrutto vitalizio.

L’usufrutto della seconda casa al figlio 2020 viene regolato da uno specifico contratto di usufrutto del bene immobile o dal cosiddetto usufrutto legale che, secondo quanto riportato nel Codice Civile, prevede i genitori con la potestà abbiano in comune l’usufrutto dei beni del figlio fino alla sua maggiore età o fino al momento in cui lo stesso figlio non diventi economicamente indipendente.

Il contratto di usufrutto, come stabilito dal Codice Civile, deve essere scritto, è nullo l’accordo verbale, e deve essere stipulato per atto pubblico o scrittura privata autenticata. Precisiamo che l’usufrutto concesso ad una persona fisica non può essere superiore alla vita dell’usufruttuario e non può essere trasmesso agli eredi.

Con il contratto di usufrutto per la seconda casa, il figlio, usufruttuario ha diritto di usare l’immobile e trarne ogni utilità, nel rispetto delle limitazioni imposte dalla legge, ma i genitori, proprietari di casa, mantengono comunque sulla stessa casa la nuda proprietà.

Ciò significa che i genitori conservano la proprietà della seconda casa, trasferendone il possesso all’usufruttuario. Tuttavia i proprietari, cioè i genitori, possono disporre della casa come meglio credono e desiderano, anche venderla. Nel caso di vendita della seconda casa, il diritto all’usufrutto per il figlio non si estingue, dunque resta sempre in vigore fino alla scadenza concordata nel contratto e solo quando si estingue l’usufrutto il proprietario acquista tutti i diritti sulla casa.
Il diritto di usufrutto cessa poi per diversi motivi che possono essere:

  • conclusione naturale del contratto stipulato;
  • riunione di usufrutto e proprietà nella stessa persona;
  • prescrizione per effetto del non uso durato per venti anni;
  • abuso del diritto da parte dell’usufruttuario;
  • decesso morte o rinuncia dell’usufruttuario.

Usufrutto seconda casa al figlio 2020 e pagamento imposte

Una volta stipulato il contratto di usufrutto della seconda casa tocca al figlio assolvere ad una serie di doveri, a cominciare dalle dovute imposte sugli immobili. Nei casi di usufrutto, infatti, sono a carico dell’usufruttuario, e dunque del figlio, i pagamenti imposte, come Imu e Tasi, ma il figlio è anche tenuto, come previsto dalle norme, a:

  • pagare le spese ordinarie di mantenimento del bene;
  • cedere il bene, cioè la seconda casa, al termine dell’usufrutto;
  • usare l’abitazione con diligenza senza modificarne la destinazione, per cui se un immobile viene concesso in usufrutto per uso abitativo, l’usufruttuario non può trasformarlo in locale commerciale;
  • comunicare ai proprietari, in tal caso i genitori, eventuali pretese di terzi sull’abitazione.

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il
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