Come funzionano i prestiti decreto liquidità coronavirus a imprese e professionisti

La prima importante distinzione da fare riguarda la differenza tra imprese. In base alla tipologia cambiano infatti garanzia statale, limiti, costi, procedure e rimborso.

Come funzionano i prestiti decreto liqui

La grande macchina dei prestiti alle imprese a corto di liquidità si è messa in moto. Obiettivo del governo con il decreto Liquidità è limitare l'impatto economico che sta derivando dalla chiusura forzata delle attività per via della diffusione del coronavirus.

L'esecutivo ha così deciso di immettere nuova liquidità e per farlo ha snellito la procedura di accesso alle agevolazioni economiche, abbattuto i tassi di interesse a pochi decimali sopra lo zero e fissato tempi lunghi per la restituzione.

Allo stesso ha fissato disposizioni ben precise in merito a garanzia statale, limiti, costi, procedure e rimborso. C'è quindi un punto che non passa inosservato ed è l'ampio coinvolgimento di piccole, medie e grandi imprese così come i professionisti.

Si tratta insomma di una vera e propria boccata di ossigeno con cui consentire alle imprese di tenere duro, ma soprattutto di ripartire non appena la fase emergenziale sarà davvero superata. Analizziamo allora tutti i dettagli del decreto Liquidità nella parte riguardante i prestiti a imprese e professionisti ed esattamente vediamo

  • Coronavirus, come funzionano i prestiti a imprese e professionisti
  • Imprese e professionisti, come richiedere il prestito per coronavirus

Coronavirus, come funzionano i prestiti a imprese e professionisti

La prima importante distinzione da fare riguarda la differenza tra imprese. In base alla tipologia cambiano infatti garanzia statale, limiti, costi, procedure e rimborso. I casi possibili sono sei ed esattamente

  • Imprese con meno di 5.000 dipendenti in Italia e fatturato fino a 1,5 miliardi di euro: garanzia statale al 90%, limiti clausole su dividendi, occupazione, made in Italy e rimborso in 6 anni
  • Imprese con oltre 5.000 dipendenti in Italia o con fatturato tra 1,5 e 5 miliardi di euro: garanzia statale al 80%, limiti clausole su dividendi, occupazione, made in Italy e rimborso in 6 anni
  • Imprese con fatturato superiore a 5 miliardi di euro: garanzia statale al 70%, limiti clausole su dividendi, occupazione, made in Italy e rimborso in 6 anni
  • Pmi e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni: garanzia statale al 100%, prestito fino a 25.000 euro e inizio rimborso non prima di 2 anni e durata di 6 anni
  • Imprese fino a 499 dipendenti con fatturato fino a 3,2 milioni di euro: garanzia statale al 90% + 10% Confidi, prestito fino al minore importo tra il 25% del fatturato e 800.000 euro e inizio rimborso non prima di 2 anni e durata di 6 anni
  • Imprese fino a 499 dipendenti: garanzia statale al 90% e importo massimo garantito annuo di 5 milioni di euro

Imprese e professionisti, come richiedere il prestito per coronavirus

Le fasce di prestito sono quindi di 25.000 euro per professionisti, negozianti, autonomi e piccoli imprenditori ovvero piccole imprese fino a 499 dipendenti; fino a al 100% 800.000 euro per i prestiti e fino a 5.000.000 euro per la richiesta di liquidità.

Le imprese più grandi devono presentare domanda alla banca che a sua volta la trasmette alla Sace che rilascia un codice unico identificativo del finanziamento.

Alle Pmi e persone fisiche esercenti attività di impresa, arti o professioni, come precisato nel decreto Liquidità, basta l'autocertificazione su danni da coronavirus e non è prevista la valutazione da parte del Fondo di garanzia. Infine, le imprese fino a 499 dipendenti, anche con fatturato fino a 3,2 milioni di euro, sono sottoposte alla valutazione del Fondo su profilo economico-finanziario, ma con esclusione della valutazione dell'andamento degli ultimi mesi.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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