Come funzionano investimenti e agevolazioni fiscali Industria 4.0 e Piano Transizione 4.0

Nell'ambito del Piano Transizione 4.0 è previsto il credito di imposta su ricerca e sviluppo, innovazione e design e non è più limitato, come nel caso del piano Industria 4.0.

Come funzionano investimenti e agevolazi

Quali sono le agevolazioni fiscali del agevolazioni fiscali?

Punti cardine del Piano Transizione 4.0, attivo fino al termine del 2022, sono il credito d'imposta del 10% per l'investimento in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, formazione, ricerca e sviluppo, green economy. Obiettivi dichiarati sono lo stimolo degli investimenti privati e l'assicurazione di stabilità e certezze alle imprese.

Resta in vigore fino a tutto il 2022 il piano Transizione 4.0 che aggiorna e supera il piano Industria 4.0. Punti cardine sono il credito d'imposta del 10% per l'investimento in beni strumentali, materiali e immateriali 4.0, formazione, ricerca e sviluppo, green economy.

Analizziamo nei dettagli quali sono le misure adottate e perché può essere davvero conveniente per le aziende:

  • Piano Transizione 4.0: investimenti e agevolazioni fiscali oltre Industria 4.0
  • Altre agevolazioni fiscali con il Piano Transizione 4.0

Piano Transizione 4.0: investimenti e agevolazioni fiscali oltre Industria 4.0

Obiettivi del piano Transizione 4.0 e stimolare gli investimenti privati e dare stabilità e certezze alle imprese con misure in vigore fino alla fine del 2022.

Le disposizioni più importanti riguardano la semplificazione dell'accesso al credito di imposta Formazione 4.0, l'ampliamento del credito di imposta ricerca&sviluppo è stato ampliato a nuove categorie di progetti, la trasformazione di iperammortamento e superammortamento degli investimenti in beni strumentali in un credito di imposta.

  • Beni strumentali materiali ordinari: credito di imposta al 6%, suddiviso in 5 anni (1,2% annuo), fino a 2 milioni di euro di investimento
  • Beni strumentali materiali 4.0: credito d'imposta fino a 2,5 milioni di euro ovvero al 40%, suddiviso in 5 anni (8% annuo); per la parte eccedente 2,5 milioni di euro fino a 10 milioni di euro ovvero il 20% suddiviso in 5 anni (4% annuo)
  • Beni strumentali immateriali 4.0: credito d'imposta al 15%, suddiviso in 3 anni (5% annuo), fino a 700.000 di euro di investimenti

Per quanto riguarda i beni strumentali materiali 4.0, la perizia tecnica giurata, obbligatoria nel piano Industria 4.0 per investimenti fino a 500.000 euro, viene sostituita da una perizia tecnica semplice, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti ai rispettivi albi professionali. Oppure da un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato.

La perizia è adesso obbligatoria per investimenti maggiori di 300.000 euro mentre al di sotto di questo limite basta una dichiarazione del legale rappresentante dell'impresa. La novità con il Piano Transizione 4.0 prevede che l'agevolazione non sia più vincolata al contestuale acquisto di beni materiali.

Altre due novità da segnalare sono l'obbligo di inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico. Dopodiché è previsto l'obbligo di inserire nella fattura e negli altri documenti di acquisto il riferimento alle disposizioni della legge.

Nell'ambito del Piano Transizione 4.0 è quindi previsto il credito di imposta su ricerca e sviluppo, innovazione e design e non è più limitato, come nel caso del piano Industria 4.0, alle spese incrementali, ma si applica a tutto l'investimento ammissibile. Il credito di imposta è compensabile in 3 quote annuali di pari importo. Più esattamente, l'agevolazione è così organizzata:

  • Ricerca e sviluppo: 12% fino a 3 milioni di euro
  • Innovazione e Design: 6 % fino a 1,5 milioni di euro
  • Progetti green e di trasformazione digitale: 10% fino a 1,5 milioni di euro

Altre agevolazioni fiscali con il Piano Transizione 4.0

Ecco infine il credito di imposta sulle spese di formazione per il personale nel contesto del Piano Transizione 4.0, purché riguardino informatica, tecniche e tecnologie di produzione, vendita e marketing. La facilitazione fiscale è la seguente:

  • piccole imprese: 50% per una spesa massima di 300.000 euro
  • medie imprese: 40% per una spesa massima di 250.000 euro
  • grandi imprese: 30% per una spesa massima di 250.000 euro

Con alcune novità da segnalare per il 2020, l'obbligo di inviare una comunicazione al Ministero dello Sviluppo economico. L'ammissione delle attività formative erogate dagli Istituti tecnici superiori.

La non indispensabilità del deposito del contratto collettivo aziendale o territoriale presso l'Ispettorato del lavoro. Infine, l'aumento al 60% dell'aliquota nel caso in cui i destinatari della formazione siano i lavoratori svantaggiati o molto svantaggiati.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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