Come investire per ottenere un rendimento medio del 2% nel 2021 secondo analisti ed esperti

L'attenzione di analisti ed esperti non è solo sugli investimenti redditizi nel 2021, ma anche su quelli che adesso non lo sono più.

Come investire per ottenere un rendiment

Rendimento medio del 2%, come ottenerlo con un investimento?

Per andare alla ricerca di un rendimento medio del 2% bisogna andare al di là dei conti correnti, siano essi fisici o digitali. Una prima soluzione è quella delle obbligazioni societarie, magari quelli europee a tasso fisso con il rendimento maggiore. Il tutto con una premessa: remunerazioni e rischi viaggiano di pari passo.

Sebbene il conto corrente sia uno strumento funzionale per la gestione della liquidità, non è di certo in grado di offrire un rendimento medio del 2%. Nonostante sia uno strumento di servizio imprescindibile, ha dei costi fissi e la remunerazione è praticamente nulla. Non bisogna poi dimenticare il peso dell'inflazione ovvero l'aumento del livello medio dei prezzi che erode il denaro depositato. Il periodo attuale è di bassa inflazione e i risparmiatori non colgono in pieno l'importanza della variabile.

Negli ultimi 10 anni l'impatto dell'inflazione è stato di circa il 10%. E allora, considerati i mancati guadagni per non aver investito queste somme altrove visto che il conto non ha rendimenti, come investire per ottenere un rendimento medio del 2% nel 2021 secondo analisti ed esperti? Questo è un ragionamento che vale solo per le somme in eccesso rispetto alla liquidità di cui il risparmiatore può aver bisogno per sbrigare le faccende quotidiane ed è naturalmente un aspetto che interessa tutti gli investitore. Esaminiamo quindi:

  • Rendimento medio del 2%, come ottenerlo con un investimento
  • Parere analisti ed esperti sui investimenti nel 2021

Rendimento medio del 2%, come ottenerlo con un investimento

Ecco quindi che per andare alla ricerca di un rendimento medio del 2% bisogna andare al di là dei conti correnti, siano essi fisici o digitali. Una prima soluzione è quella delle obbligazioni societarie, magari quelli europee a tasso fisso con il rendimento maggiore.

Il tutto con una premessa: remunerazioni e rischi viaggiano di pari passo. Le incognite che presenta, soprattutto in questo periodo, rendono complicate le previsioni sull'andamento dei mercati. Tuttavia è buona norma muoversi con prudenza e orientarsi agli obiettivi di lungo termine. Lo stesso ragionamento può essere applicato agli investimenti in azioni, rispetto a cui settori come la tecnologia, la sanità e altri business poco soggetti all'andamento del ciclo economico e all'andamento della perdurante situazione di crisi, continua a essere una scelta suggerita dai gestori di capitale.

Da una incertezza all'altra, molti analisti ed esperti immaginano un lungo periodo di tassi di interesse reali negativi a livello internazionale. Significa che l'impatto sull'asset allocation sarà ridotto, considerando che i bond sono una componente essenziale dei portafogli.

La questione di quanto siano costosi i fondi è un altro fattore importante per gli investitori. I costi del fondo sono decisivi per determinare idel successo o del fallimento di un investimento. A parità di condizioni, i fondi economici sono migliori di quelli costosi.

Molti investitori non sono ben consapevoli dell'importanza dei costi né sono in grado di notare a colpo d'occhio tutte le componenti dei costi con la conseguenza di ridurre il rendimento reale. I tempi sono però cambiati poiché con la direttiva europea MiFid II, le società di fondi sono tenute a rivelare tutti gli aspetti relativi ai costi.

Parere analisti ed esperti sui investimenti redditizi nel 2021

L'attenzione di analisti ed esperti non è solo sugli investimenti redditizi nel 2021, ma anche su quelli che adesso non lo sono più. Pensiamo ai Buoni fruttiferi, il cui rendimento, è in linea con i tassi di interesse ai minimi storici. Se fino a qualche anno fa erano in grado di proporre alla lunga distanza un rendimento medio del 2%, in questo momento non è più così. Le formule sono diverse, soprattutto in riferimento alla durata.

Gli investitori possono sottoscrivere Buoni rinnovabili per periodi di 3 o 4 anni. La remunerazione è contenuta e raggiunge il 2,5% solo nel caso dei buoni dei minori, a seconda delle scadenze e dei vincoli. Ci sono anche premi per i piani di versamenti, come nel caso dei Bfp Piano risparmio semplice.

I Bfp non hanno costi di sottoscrizione e di rimborso, ma al rendimento bisogna sottrarre l'imposizione fiscale, agevolata rispetto ad altri strumenti finanziari privati, pari al 12,5% sugli interessi. Ma nel caso di ritiro del denaro in anticipo rispetto alla scadenza naturale del Buono, gli interessi sono calcolati in modo diverso a seconda dei prodotti.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il