Come non perdere agevolazioni fiscali per errori o documenti mancanti. Circolare Agenzia Entrate

Dal punto di vista pratico, la sanzione di 250 va pagata esclusivamente con il modello F24 Elide utilizzando i codici tributo 8114 o 8115.

Come non perdere agevolazioni fiscali pe

Tutto sommato la cifra richiesta per regolarizzare la posizione è contenuta rispetto alla possibilità di perdere le agevolazioni fiscali per errori o documenti mancanti.

Condizioni fondamentali sono tre: il contribuente versi l'importo pari alla misura minima della sanzione stabilita, esegua l'adempimento richiesto entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile, abbia i requisiti richiesti dalle norme di riferimento.

Per prima dichiarazione dei redditi si fa riferimento a quella in cui termine di presentazione scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione.

Se l'adempimento omesso - precisano le norme in vigore - rilevino ai fini dell'Iva, il termine cui occorre fare riferimento è quello di presentazione della prima dichiarazione Iva che scade successivamente al termine previsto per effettuare la comunicazione. Si tratta della cosiddetta remissione in bonis di cui adesso vediamo

  • Agevolazioni fiscali per errori o documenti mancanti, come non perderle
  • Come pagare la sanzione secondo la circolare dell'Agenzia delle entrate

Agevolazioni fiscali per errori o documenti mancanti, come non perderle

I casi in cui è possibile sanare la propria posizione ovvero non perdere le agevolazioni fiscali per errori o documenti mancanti sono differenti.

Si va dalla comunicazione per il consolidato fiscale a quella per il regime di tassazione per trasparenza nell'ambito delle società di capitali, dall'invio del modello Eas (Enti Associativi) da parte degli enti associativi che intendono beneficiare del regime fiscale agevolato alle comunicazioni all'Enea (l'Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile.

Semaforo rosso nel caso di semplice ripensamento ovvero di una scelta a posteriori basata su ragioni di opportunità oppure di tardivo assolvimento dell'obbligo di comunicazione ovvero dell'adempimento di natura formale.

Come si legge nella circolare dell'Agenzia delle entrate, la fruizione di benefici di natura fiscale o l'accesso a regimi fiscali opzionali, subordinati all'obbligo di preventiva comunicazione ovvero ad altro adempimento di natura formale non tempestivamente eseguiti, non è preclusa, a meno che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altre attività amministrative di accertamento delle quali l'autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza.

Come pagare la sanzione secondo la circolare dell'Agenzia delle entrate

Dal punto di vista pratico, la sanzione di 250 va pagata esclusivamente con il modello F24 Elide utilizzando i codici tributo 8114 ("Sanzione di cui all’articolo 11, comma 1, decreto legislativo numero 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 1, del decreto legge. numero 16/2012 - Remissione in bonis") o 8115 ("Sanzione di cui all’art. 11, comma 1, decreto legislativo numero 471/1997, dovuta ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del decreto legge numero 16/2012 - Remissione in bonis 5 per mille").

L'Agenzia delle entrate specifica che nella sezione Contribuente occorre inserire il codice fiscale e i dati anagrafici di chi effettua il versamento mentre in quella Erario e altro la lettera R al campo Tipo, nessun valore nel riquadro Elementi identificativi, il codice tributo nel riquadro Codice, l’anno per cui si effettua il versamento al campo Anno di riferimento.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il
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