Come pagare meno le cartelle dell'Agenzia Entrate ottenendo una sgravio parziale nel 2021 sulla multa

Dal punto di vista fiscale, i tempi di prescrizione di una cartella esattoriale dell'Agenzia delle entrate variano da 3 a 10 anni.

Come pagare meno le cartelle dell'Agenzi

Sgravio parziale cartelle dell'Agenzia entrate, come ottenerlo?

Sanzioni e interessi e sanzioni della cartella esattoriale si prescrivono sempre dopo 5 anni. Nel caso di una cartella con prescrizione a 10 anni, dal sesto anno il contribuente non deve più corrispondere interessi e sanzioni ovvero può chiedere lo sgravio parziale.

Sono molti i contribuenti per cui le cartelle esattoriali rappresentano un vero e proprio incubo, anche quelle riferite a multe non pagate nei termini previsti. Come vedremo in questo articolo, esiste la possibilità di pagare meno le cartelle dell'Agenzia delle entrate ottenendo una sgravio parziale nel 2021.

Naturalmente facciamo riferimento a un sistema ammesso dalle normative fiscali in vigore e che ruotano attorno alla prescrizione. Quest'ultimo è il provvedimento che estingue il diritto che si verifica quando il titolare non lo esercita entro il termine previsto dalla legge.

L'Agenzia delle entrate dispone di un termine predefinito per agire. In caso contrario scatta la prescrizione che annulla il valore della cartella e dunque il diritto al pignoramento. Approfondiamo meglio:

  • Sgravio parziale cartelle dell'Agenzia delle entrate, come ottenerlo
  • Cartelle dell'Agenzia delle entrate e termini di pagamento 2021

Sgravio parziale cartelle dell'Agenzia delle entrate, come ottenerlo

Quando si parla di cartelle esattoriale occorre innanzitutto precisare che non esiste una tempistica unica per la loro decadenza. A parte i pochi casi in cui la prescrizione scatta dopo 3 anni, nella maggior parte di casi occorrono almeno 5 o 10 anni. Ma c'è un particolare molto importante di cui tenere conto: sanzioni e interessi e sanzioni della cartella esattoriale si prescrivono sempre dopo 5 anni.

Tradotto in termini pratici, nel caso di una cartella con prescrizione a 10 anni, dal sesto anno il contribuente non deve più corrispondere interessi e sanzioni ovvero può chiedere lo sgravio parziale. Naturalmente resta sempre esigibile il debito per il capitale, la cui prescrizione è quella fissata dalla normativa vigente.

Non vanno poi dimenticate le particolarità in quanto per interrompere la prescrizione della cartella esattoriale, il creditore può agire con quelli che sono definiti atti tipici. Si tratta della cartella di pagamento, dell'intimazione di pagamento, del preavviso di ipoteca e qualsiasi atto di pignoramento.

Se il contribuente riceve la notifica di uno di questi atti, la prescrizione si azzera e ricomincia da capo. Come abbiamo accennato, non esiste un unico termine di prescrizione valido per tutte le cartelle di pagamento. Occorre quindi sapere leggere questo documento e il primo elemento che compare davanti agli occhi è l'intestazione. Al suo interno sono indicati il numero della cartella, l'ente creditore e la provincia di riferimento dell'ente di riscossione.

Il numero della cartella è formato da blocchi di cifre. Le prime tre rappresentano la provincia di riferimento dell'ente di riscossione. Le successive quattro rappresentano l'anno di formazione della cartella. Le altre cifre identificano la cartella esattoriale in modo univoco.

Quindi l'ultimo numero indica se la cartella riguarda un unico obbligato o più obbligati in solido. Sono quindi presenti le istruzioni su come procedere ovvero al pagamento, alla rateizzazione, alla sospensione, alla presentazione del ricorso.

Cartelle dell'Agenzia delle entrate e termini di pagamento 2021

Dal punto di vista fiscale, i tempi di prescrizione di una cartella esattoriale dell'Agenzia delle entrate variano da 3 a 10 anni. Più precisamente sono di 3 anni per il bollo auto, di 5 anni per Imu, Tasi, Tari, contributi Inps, contributi Inail, contravvenzioni stradali, sanzioni amministrative, di 10 anni per Irpef, Iva, Ires, Irap, imposta di bollo, imposta di registro, imposta catastale, contributi Camere di Commercio, Tosap, sentenze di condanna del giudice per impugnazioni contro cartelle di pagamento.

Ricordiamo quindi che secondo una ben nota sentenza della Corte di Cassazione anche se la cartella esattoriale non è stata impugnata nel termine ed è diventa definitiva non è automatico che la prescrizione sia la stessa di una sentenza passata in giudicato. Per i giudici la cartella non può essere assimilato a una sentenza e i termini di prescrizione restano quelli propri del singolo tributo o sanzione. La cartella non è infatti un atto giurisdizionale ma un atto della pubblica amministrazione.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il