Come pagare tra 5% e 15% di tasse in Italia grazie a regimi fiscali validi nel 2022-2023

C'è una doppia possibilità di accedere ad almeno due regime fiscali agevolati. Ecco quali sono e le differenze.

Come pagare tra 5% e 15% di tasse in Ita

Quando si parla di regime forfettario, a cui possono aderire sia i singoli professionisti e sia le aziende individuali, si fa riferimento alla possibilità di fruire di condizioni fiscali di favore. A patto di accettare una serie di limitazioni, come il tetto di ricavi da non superare e l'impossibilità di detrarre i costi sostenuti per la propria attività.

La base imponibile per calcolare le imposte che si applicano nel regime forfettario delle partita Iva sia al 5 che al 15% dipende dal fatturato ovvero dai ricavi e dai compensi complessivi incassati nei 12 mesi da gennaio a dicembre. Sul fatturato si applica un coefficiente di redditività differente in base al tipo di attività svolta che è a sua volta legato al Codice Ateco. Approfondiamo meglio:

  • Come pagare il 5% di tasse con il regime forfettario 2022

  • Come pagare il 15% di tasse con il regime forfettario 2022

Come pagare il 5% di tasse con il regime forfettario 2022

Il regime forfettario al 5% può essere applicato alle partite Iva per un massimo di 5 anni al momento dell'inizio dell'attività. Al termine di questo periodo, il contribuente può decidere se rientrare nel regime ordinario o in quello forfettario. Va da sé che è indispensabile che l'attività autonoma o professionale sia di nuova istituzione o appena avviata.

Si parla di continuità quando il contribuente sceglie di esercitare la medesima attività, svolta precedentemente come lavoratore dipendente rivolgendosi allo stesso mercato di riferimento. Possono accedere al regime delle partite Iva al 5% i lavoratori che hanno ottenuto nell'anno di imposta precedente ricavi non superiore alla soglia di 65.000 euro all'anno.

E che allo stesso tempo non hanno oltrepassato il limite di 30.000 euro di reddito derivante da lavoro dipendente e né quello di 20.000 euro di spesa per dipendenti. Il contribuente non deve aver svolto nei tre anni precedenti attività artistica, imprenditoriale e professionale.

Dopodiché, l'attività esercitata non deve essere la mera prosecuzione di un'altra attività svolta in precedenza sotto forma di lavoro dipendente o autonomo. Il vincolo che la nuova attività non sia mera prosecuzione di una precedente attività d'impresa, di lavoro dipendente o di lavoro autonomo per fruire dell'aliquota agevolata al 5% persegue una finalità antielusiva.

La prosecuzione dell'attività deve essere valutata sotto il profilo sostanziale e non formale. Ed è quindi indispensabile valutare se la nuova attività si rivolge alla medesima clientela e necessita delle stesse competenze lavorative.

Come pagare il 15% di tasse con il regime forfettario 2022

Condizione fondamentale per aderire al regime forfettario delle partite Iva è aver conseguito ricavi o percepito compensi fino a 65.000 euro all'anno. Si tratta del principale requisito, ma non è l'unico previsto dalla normativa vigente, per fruire di un'aliquota sostitutiva al 15%. La conseguenza nel caso di mancato rispetto del limite di 65.000 euro di ricavi o compensi si viene esclusi dal regime forfettario delle partite Iva.

Questo regime è escluso alle persone fisiche la cui attività è stata esercitata prevalentemente nei confronti di datori di lavoro con i quali sono in corso rapporti di lavoro o erano intercorsi nei due precedenti periodi d'imposta, ovvero nei confronti di soggetti direttamente o indirettamente riconducibili a loro. Per prevalenza si intende che il fatturato sia maggiore del 50%.

Semaforo rosso pure per i contribuenti esercenti attività d'impresa, arti o professioni che nello stesso anno partecipano in contemporanea all'esercizio dell'attività, a società di persone, associazioni e società a responsabilità limitata.

Da un limite all'altro, il regime forfettario delle partite Iva è precluso a coloro che hanno percepito redditi di lavoro dipendente o assimilati maggiori di 30.000 euro. Dopodiché, disposizioni aggiornate alla mano, non bisogna aver pagato o sostenuto spese per una cifra maggiore di 20.000 euro lordi per lavoro accessorio, dipendenti e collaboratori.





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il