Come rispondere ad una lettera di richiamo sul lavoro in base ai vari motivi per cui è stata è ricevuta

Anche se l'azienda ha un solo dipendente, il rapporto tra datore di lavoro e subordinato è vitale. Ci sono leggi che regolano questo rapporto, ma i problemi sono frequenti.

Come rispondere ad una lettera di richia

Lettera di richiamo sul lavoro, come rispondere e difendersi?

Il lavoratore conserva il diritto alla risposta e la possibilità è duplice. Innanzitutto argomentare il proprio punto di vista per difendersi, ma con il consiglio di mantenersi nei limiti della continenza verbale. Oppure ammettere le proprie colpe nel caso di violazione di regole aziendale interne o di norme generali.

Il mondo del lavoro non è sempre un contesto idilliaco e i contrasti tra datore e dipendente sono frequenti se non all'ordine del giorno. Il problema nasce nel momento in cui i problemi assumono un carattere formale ovvero l'apertura di un procedimento da parte dell'azienda.

In questi casi, prima dell'eventuale applicazione di una sanzione disciplinare più grave, il dipendente ha diritto di difendersi rispondendo alla lettera di richiamo. Nessuno vuole sbagliare, ma le persone commettono errori e questo fa parte della nostra vita.

Molti dipendenti non sono disposti ad accettare i propri errori per paura che possa avere un impatto sulla loro condizione lavorativa. Questo può portare a ulteriori problemi sul posto di lavoro. I dipendenti dovrebbero imparare che non ci si aspetta che abbiano sempre ragione. I datori di lavoro si aspettano che imparino anche se questo significa commettere qualche errore di tanto in tanto. Vediamo quindi:

  • Lettera di richiamo sul lavoro, come rispondere e difendersi
  • Motivi dei contrasti sul lavoro tra dipendente e datore

Lettera di richiamo sul lavoro, come rispondere e difendersi

Non sempre le relazioni tra datore e lavoratore sono così semplici e di conseguenza non è raro che l'azienda rediga e spedisca una lettera di richiamo al dipendente ovvero un ammonimento scritto per contestare un comportamento specifico.

Proprio quest'ultimo è un elemento fondamentale poiché il datore deve essere preciso e non generico nelle sue argomentazioni. Da parte sua, il lavoratore conserva il diritto alla risposta e la possibilità è duplice. Innanzitutto argomentare il proprio punto di vista per difendersi, ma con il consiglio di mantenersi nei limiti della continenza verbale. Oppure ammettere le proprie colpe nel caso di violazione di regole aziendale interne o di norme generali.

Quando un datore di lavoro osserva un comportamento passivo o aggressivo, la reazione più comune è di non dare a quel dipendente di nuovo lo stesso tipo di responsabilità in futuro. Ma non sempre il risultato ottenuto è all'altezza delle aspettative.

Spesso i problemi nascono dalla mancanza di comunicazione. Invece di confrontarsi direttamente con un'altra persona, spesso le parti in causa preferiscono inviare mail, pensando che tutto si risolva in questo modo. Il problema è che la comunicazione scritta non è il modo migliore per affrontare un problema.

Alla maggior parte dei dipendenti può mancare le capacità di scrittura necessaria per trasmettere correttamente il problema e il proprio pensiero. In molti casi, la comunicazione scritta può peggiorare le cose per i lavoratori perché non risolve il problema principale ma ne crea uno nuovo o alimenta quello esistente.

Sfortunatamente, ci sono molti dipendenti che mancano di competenza emotiva. Non è sufficiente che un dipendente abbia le capacità o le conoscenze per svolgere il lavoro. Dovrebbero anche avere una competenza emotiva sufficiente, in modo da poter gestire l'interazione con altri dipendenti.

È inevitabile che incontrino alcune frustrazioni sul posto di lavoro. Dovrebbero avere sufficiente competenza emotiva e maturità per gestirlo. Mostrare emozioni eccessive è un segno che un dipendente manca di competenza emotiva e questo può rendere le cose difficili per gli altri colleghi.

Motivi dei contrasti sul lavoro tra dipendente e datore

Andando alla ricerca dei motivi oggetto di contrasti, anche se l'azienda ha un solo dipendente, il rapporto tra il datore di lavoro e il subordinato è ancora vitale. Ci sono leggi che regolano questo rapporto, ma i problemi possono essere frequenti.

Una delle questioni di contrasto più frequente è relativa alla retribuzione. Un valutazione da fare è quella sull'opportunità di riconoscere frettolosamente il salario minimo perché arriverà prima o poi il momento in cui il lavoratore penserà di volere di più e lo recriminerà.

I datori di lavoro sono tenuti per legge a fornire un ambiente di lavoro sicuro ai propri dipendenti. Devono richiedere a tutti i dipendenti di seguire le procedure di sicurezza sul posto di lavoro.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il