Come si fa ad essere assunti in Comune. Tutti i modi possibili secondo leggi 2021

Quando si va a lavorare nel settore pubblico non è così semplice ottenere una promozione poiché occorre tempo, le posizioni sono fisse e non c'è molto turnover del personale.

Come si fa ad essere assunti in Comune.

Assunzione in Comune, come si fa?

Indipendentemente dalla posizione, per essere assunti in Comune occorre attendere che venga bandito un concorso, partecipare se si è in possesso dei requisti richiesti e infine vincerlo.

Per molti lavoratori l'assunzione in Comune è il sogno della vita. Si tratterebbe infatti della possibilità di prestare la propria attività in un contesto conosciuto e allo stesso tempo senza particolari rischi di licenziamento. Al netto di eventuali comportamenti che conducono inevitabilmente a una sanzione, il rischio di fallimento e di dismissione è quasi da escludere. Ma come si fa allora a essere assunti in Comune? Qual è la strada da percorrere per coronare questo sogno? Vediamo insieme:

  • Assunzione in Comune, come si fa

  • Cosa comporta lavorare nel settore pubblico

Assunzione in Comune, come si fa

Abbiamo già accennato che tra le ragioni che spingono a cercare l'assunzione in Comune c'è la sicurezza del lavoro. Si tratta di una delle grandi attrattive del lavoro nel settore pubblico e in particolare nei Comuni. A meno che non ci siano tagli, il lavoratore può durare a lungo nella sua posizione. Conserva il posto a tempo indeterminato fino a quando non vanno in pensione o decidono di dimettersi.

Ebbene, indipendentemente dalla posizione, per essere assunti in Comune occorre attendere che venga bandito un concorso, partecipare se si è in possesso dei requisti richiesti e infine vincerlo. Più precisamente, al termine delle prove, generalmente sia scritte e sia orali, magari preceduti da una prova preselettiva nel caso in cui i candidati siano numerosi, il Comune stual una graduatoria di merito che può tenere conto anche dei titoli ottenuti. Il concorso si conclude con il contratto di assunzione che può prevedere un periodo di prova.

Un caso a parte è quello delle categorie protette ovvero di colore che sono iscritti negli elenchi anagrafici che danno diritto alle persone con disabilità. Hanno infatti a disposizione una corsia preferenziale ma nei limiti fissati dalla legge. In pratica, l'amministrazione pubblica deve avere nel proprio organico una quota di lavoratori disabili pari al 7% se i dipendenti sono più di 50; due lavoratori se il numero di dipendenti è compreso tra 36 a 50; un lavoratore se il numero di dipendenti è compreso tra 15 a 35.

Si tratta di invalidi civili affetti da minorazioni fisiche, psichiche o sensoriali, portatori di handicap intellettivo, che comportino una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%; invalidi con capacità di lavoro ridotte a meno di un terzo; invalidi del lavoro con invalidità superiore al 33%; invalidi di guerra; invalidi civili di guerra e per servizio; persone non vedenti o sordomute.

E poi: vittime del dovere, anche se non in stato di disoccupazione, orfani e coniugi superstiti dei deceduti per causa di lavoro anche se non in stato di disoccupazione, di guerra, di servizio oppure in conseguenza dell'aggravarsi dell'invalidità riportata per tali cause, collaboratori di giustizia, familiari delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Infine, possono accedere i soggetti appartenenti alle categorie protette: familiari delle vittime del dovere, esclusivamente in via sostitutiva dell'avente diritto a titolo principale e anche se non in stato di disoccupazione e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, anche se non in stato di disoccupazione.

Cosa comporta lavorare nel settore pubblico

Quando si va a lavorare nel settore pubblico non è così semplice ottenere una promozione poiché occorre tempo, le posizioni sono fisse e non c'è molto turnover del personale. Molti lavoratori hanno già il loro posto assicurato per lungo tempo. Solo quando vanno in pensione, potrebbero esserci opportunità di crescita, ma sono limitate. Anche lo stipendio è soggetto a pochi cambiamenti. Questa parte è complessa, in quanto ha molte sfumature e dipende da vari fattori iniziale come l'istruzione, la posizione.

Si tratta di un reddito fisso variabile in base alla posizione, che avrà solo gli adeguamenti di contratto che si fanno per legge, ma poco di più. Tra l'altro non è poi così semplice passare dal settore pubblico a quello privato. Ci sono pregiudizi sui dipendenti che hanno lavorato nel settore pubblico, soprattutto nei comuni, in quanto ritenuti inefficienti. Per evitare questo pregiudizio, bisogna ricordare che le aziende private si concentrano sui risultati.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il