Come si possono ricevere in regalo ferie dai propri colleghi secondo leggi e CCNL 2021

Le ferie sono strettamente legate alle ore di lavoro effettuate nel corso dell'anno. In pratica, aumentano con il crescere della quantità di ore effettivamente lavorate.

Come si possono ricevere in regalo ferie

Ferie dai propri colleghi, come riceverle?

Lo strumento per regalare giorno supplementari di assenza dal lavoro a un collega è quello delle ferie solidali.

Le ferie pagate sono determinate dai contratti collettivi e in genere prevedono almeno 4 settimane nel corso di un anno. A patto naturalmente di aver lavorato per l'intero anno solare e con un contratto "pieno" ovvero full time. Si tratta di una prerogativa di tutti i dipendenti, assunti con contratto a tempo determinato o indeterminato.

In qualche modo, oltre a rappresentare un diritto, sono anche un dovere, in quanto le ferie vanno fruite e non c'è la possibilità di convertile in denaro. Tranne in casi molto particolari come l'interruzione del lavoro per dimissioni. C'è però un aspetto che vogliamo adesso approfondire in quanto si tratta di una novità nel panorama normativo sul lavoro. Un lavoratore può ricevere in regalo ferie dai colleghi? La risposta è affermativa, ma vediamo come:

  • Ferie dai propri colleghi, come riceverle
  • Leggi e Ccnl sulle ferie dal lavoro

Ferie dai propri colleghi, come riceverle

Tutti i lavoratori hanno diritto alle ferie annuali retribuite. Per i lavoratori domestici le norme vigenti prevedono un congedo minimo di 8 giorni. Per tutti gli altri lavoratori è determinato dai contratti collettivi che generalmente prevedono ferie annuali retribuite di almeno 4 settimane all'anno, di cui 2 settimane vanno fruite in maniera preferibilmente continuativa e le altre 2 nei successivi 18 mesi. Alcuni accordi prevedono anche permessi aggiuntivi per motivi di anzianità.

Durante il congedo, i dipendenti ricevono il loro stipendio abituale, escluse le indennità legate al lavoro. Il periodo durante il quale viene preso il congedo è in linea di principio scelto dal lavoratore. Tuttavia, il datore di lavoro può fissare date diverse, se quelle scelte dal dipendente sono incompatibili con le necessità dell'azienda. Oppure, molto semplicemente, se nello stesso periodo anche altri lavoratori del medesimo reparto produttivo hanno chiesto le ferie.

Lo strumento per regalare giorno supplementari di assenza dal lavoro a un collega è quello delle ferie solidali. In pratica, il lavoratore può cedere a titolo gratuito i riposi e le ferie maturati ai lavoratori dipendenti dallo stesso datore di lavoro affinché possano assistere i figli minori che per le particolari condizioni di salute necessitano di cure costanti.

In pratica, il "regalo" è ammesso per il periodo di ferie annuali retribuite eccedente le 4 settimane prescritte e pattuito in maniera aggiuntiva a livello di contrattazione collettiva o di contrattazione individuale con il datore di lavoro. O per le ore eccedenti il necessario riposo giornaliero, posto che il lavoratore ha diritto a 11 ore di riposo consecutivo ogni 24 ore. Infine le eventuali ore eccedenti le 24 ore consecutive, di regola in coincidenza con la domenica, da cumulare con le ore di riposo giornaliero garantite ad ogni lavoratore ogni 7 giorni.

Leggi e Ccnl sulle ferie dal lavoro

Le ferie sono strettamente legate alle ore di lavoro effettuate nel corso dell'anno. In pratica, aumentano con il crescere della quantità di ore effettivamente lavorate. In pratica, il dipendente con un contratto full time di 40 ore matura settimanali esattamente il doppio delle ferie di un collega con un contratto part time di 20 ore alla settimana. La durata legale dell'orario di lavoro è fissata in 40 ore settimanali. Tuttavia esiste

anche il lavoro straordinario, da pagare almeno il 10% in più rispetto allo stipendio iniziale, ma nella maggior parte dei casi l'importo è fissato dai contratti collettivi. Se il lavoratore dovesse lavorare in un giorno festivo, deve essere pagato il doppio in quel giorno e ricevere un bonus della sua normale retribuzione. L'istituto delle ferie non va confuso con altre opzioni di assenza del lavoro. Pensiamo ad esempio al congedo di maternità negli ultimi due mesi di gravidanza e nei primi tre mesi dopo il parto.

In questo caso l'80% dello stipendio della madre è pagato dall'Inps e il 20% dal datore di lavoro. Una volta terminato il congedo di maternità, le madri hanno diritto ad ulteriori sei mesi di congedo, che consentono loro di mantenere il posto di lavoro e il 30% della retribuzione, pagati dall'Istituto di previdenza. Le donne non possono essere licenziate senza un valido motivo fino a quando il bambino non compie un anno.

Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il