Come si pu˛ allungare al massimo il periodo di maternitÓ. Soluzioni e possibilitÓ 2021 con normativa in vigore

MaternitÓ obbligatoria e ulteriore periodo per lavoratrici considerate usuranti, congedo di maternitÓ facoltativo e aspettativa facoltativa: quali sono le possibilitÓ per allungare il periodo di maternitÓ a lavoro

Come si pu˛ allungare al massimo il peri

Quali sono le possibilitÓ 2021 per allungare al massimo il periodo di maternitÓ?

Il periodo di maternità obbligatoria della durata di cinque mesi può essere allungato fino a raggiungere un periodo di circa due anni se ai cinque mesi previsti di astensione obbligatoria dal lavoro si aggiungono ulteriori due mesi per lavoratrici considerate usuranti, congedo di maternità facoltativo e aspettativa facoltativa.
 

Avere un bambino è il sogno e il desiderio di tutte le donne che da sempre immaginano una famiglia a cui dedicarsi. E sono tante le donne che pur particolarmente impegnate a lavoro non vogliono rinunciare ad una famiglia e devono allora conciliare lavoro e cura dei figli, seppur tra mille difficoltà. 

Alle donne lavoratrici è riconosciuto il diritto di astenersi dal lavoro per il cosiddetto periodo di maternità che prevede una durata stabilita dalla legge ma che si può anche allungare. Vediamo quali sono le soluzioni 2021 in vigore per allungare al massimo la maternità.

  • Quanto dura il periodo di maternità
  • Come allungare periodo maternità secondo normativa 2021


Quanto dura il periodo di maternità

Le norme in vigore prevedono una durata specifica del periodo di maternità a lavoro: la maternità a lavoro rappresenta un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro della lavoratrice per dedicarsi alla cura del figlio appena nato della durata di cinque mesi. Precisiamo che durante il periodo della maternità la retribuzione a cui ha diritto la mamma lavoratrice è del 100% della normale retribuzione percepita.

Il congedo di maternità di cinque mesi può essere fruito nelle seguenti modalità:

  • quando il parto avviene dopo questa data, nel periodo che intercorre tra la data programmata per il parto quella effettiva;
  • due mesi prima del parto e nei tre mesi dopo il parto;
  • un mese prima del parto e quattro mesi dopo il parto;
  • tutti e cinque mesi dopo il parto, previa presentazione di un certificato medico del proprio ginecologo che attesti il buono stato di salute di mamma e nascituro tale da permetterle di lavorare fino al momento del parto.

La madre ha, inoltre, diritto di chiedere la sospensione del congedo di maternità fino alla data di dimissioni del bambino nel caso in cui questi sia ricoverato in una struttura pubblica o privata. Inoltre, stando a quanto previsto dalle norme in vigore, in caso di parto fortemente prematuro, cioè se avviene prima dei due mesi antecedenti la data presunta del parto, il congedo di maternità può essere concesso anche oltre i cinque mesi.

Il congedo di maternità vale per tutte le donne lavoratrici future mamme:

  • lavoratrici dipendenti del settore privato (operaie, apprendiste, impiegate, dirigenti) con contratto a tempo indeterminato e determinato;
  • lavoratrici iscritte alla Gestione Separata dell’Inps;
  • lavoratrici autonome;
  • in alcuni casi, anche le madri non lavoratrici cessate o sospese dall’attività lavorativa.

Come allungare periodo maternità secondo normativa 2021

Il periodo del congedo di maternità di cinque mesi può essere allungato per arrivare a coprire un periodo ben più ampio che può arrivare anche a due anni circa. La normativa 2021 in vigore permette, infatti, alle donne lavoratrici di usufruire del congedo di maternità di cinque mesi per nascita del figlio più un ulteriore periodo lì dove ne ricorrano le condizioni.

Possono, infatti, aggiungere ai cinque mesi di congedo di maternità già previsti per legge ulteriori due mesi, allungando così il periodo di maternità a sette mesi, previa apposita domanda corredata di specifica documentazione richiesta, le lavoratrici che impiegate in determinati settori e lavori considerati a rischio come:

  • lavoratrici dei settori ristorazione, commercio alimentare, agricoltura, che lavorano in microclima, per esempio in cucine troppo calde o celle frigorifere, o che lavorano a contatto con fattori biologici o agenti chimici;
  • lavoratrici impiegate nel settore sanità;
  • impiegate nella scuola, dove si potrebbe correre il rischio di contrarre infezioni e altri virus perché a contatto sempre con bambini e ragazzi;
  • lavoratrici del settore industriale, che possono essere esposte ad agenti chimici, o tenere posture scorrette che possono a lungo andare danneggiare mamma e nascituro, o lavorare usando scale e impalcature;
  • lavoratrici del settore di parrucchieria ed estetica;
  • coloro che si occupano di assistenza e cura di malati nei reparti di malattie nervose, mentali e nei sanatori, nonché con i bambini e con le persone affette da qualche disabilità (rientrano in tali fattispecie i lavori svolti nei reparti/servizi psichiatrici, nelle comunità/case protette);
  • lavoratrici notturne, cioè che svolgono un lavoro dalle 24 e fino alle 6 di mattina.

Le possibilità di allungare al massimo il periodo di maternità, come previsto dalla normativa 2021 in vigore, esistono, dunque, e sono un diritto della mamma lavoratrice che, sottolineiamo, durante tutto il periodo di maternità, anche oltre i cinque mesi generalmente previsti, la lavoratrice non può essere per legge licenziata, così come la lavoratrice neomamma, per tutto il periodo della gravidanza e fino al compimento del primo anno di vita del bambino.

Oltre al periodo di maternità obbligatoria di cinque mesi, più gli ulteriori due mesi per mamme impiegate in lavori ‘difficili’, la mamma lavoratrice dipendente ha la possibilità di usufruire del congedo di maternità facoltativo che le permette di assentarsi dal lavoro per un ulteriore periodo di sei mesi, prolungando così il periodo di assenza dal lavoro oltre ai cinque mesi tassativamente previsti dalla legge con il congedo obbligatorio ad oltre un anno. 

Oltre tale periodo di congedo di maternità facoltativa, è possibile allungare ancora il periodo di maternità a lavoro con l’aspettativa facoltativa per maternità, che non è retribuita e può essere richiesta fino al compimento del primo anno di vita del bambino. 
 

Autore: Marianna Quatraro
pubblicato il