Come si può aumentare percentuale di inabilità e il risarcimento o invalidità ottenibile

Il cambiamento della percentuale di inabilità incide sulla prestazione previdenziale e sulla stessa fruizione. Si può allora cambiare?

Come si può aumentare percentuale di ina

Percentuale di inabilità, si può aumentare per il risarcimento?

No, il giudice non può arrotondare per eccesso o per difetto la percentuale di inabilità. E la ragione va cercata proprio nelle conseguenze di un'azione di questo tipo: il cambiamento della prestazione previdenziale se non sulla stessa fruizione.

La regola di base stabilisce che il lavoratore assicurato inabile ovvero con capacità lavorativa ridotta per via un infortunio o di una malattia professionale ha diritto al risarcimento danni. L'elenco delle possibile agevolazioni comprende il danno morale ed esistenziale e il danno biologico.

Se c'è quindi una variabile che incide non solo nell'entità dell'importo ma anche sulla possibilità stessa del risarcimento è la percentuale di inabilità che viene riconosciuta. Approfondiamo proprio questo aspetto ovvero vediamo meglio:

  • Percentuale di inabilità, si può aumentare per il risarcimento o no

  • Perché è importante la percentuale ai fini delle facilitazioni

Percentuale di inabilità, si può aumentare per il risarcimento o no

A sciogliere il nodo sulla possibilità di aumentare la percentuale di inabilità e il risarcimento o invalidità che si può ottenere ci ha pensato la Corte di Cassazione. I giudici sono stati chiamati a esprimersi su un punto ben preciso: la commissione medica Inail di valutazione può variare per eccesso o per difetto la percentuale di inabilità e dunque il titolo della prestazione previdenziale erogata a seguito dell'infortunio o della malattia?

Stando alla pronuncia della Cassazione si tratta di una strada che non è percorribile. Più precisamente, il giudice non può arrotondare per eccesso o per difetto la percentuale di inabilità. E la ragione va cercata proprio nelle conseguenze di un'azione di questo tipo: il cambiamento della prestazione previdenziale e sulla stessa fruizione.

La rendita diretta per inabilità permanente per eventi antecedenti il 25 luglio 2000 è una prestazione economica che consiste in un indennizzo per la diminuita attitudine al lavoro valutata in base a specifiche tabelle. I requisiti da rispettare per avere diritto alla rendita sono la causa lavorativa dell'infortunio o della malattia professionale e il grado di inabilità permanente compreso tra l'11 e il 100%. Ci pensa l'Inail a provvedere all'erogazione della rendita a seguito di accertamento del grado di inabilità.

Il rateo mensile, non soggetto a tassazione Irpef, decorre dal giorno successivo alla guarigione clinica. Come spiegato dallo stesso istituto, dura per tutta la vita a condizione che, nell'arco di tempo in cui è possibile che si verifichi una revisione, il grado di inabilità riconosciuto non scenda al di sotto del limite dell'11% e che la rendita non venga capitalizzata al termine del periodo revisionale.

Da segnalare che il lavoratore agricolo titolare di rendita con un grado di inabilità permanente dal 16 al 20%, accertato alla scadenza dei termini per la revisione, può richiedere la liquidazione in capitale della rendita dovuta; con un grado di inabilità permanente pari o superiore al 50%, trascorsi almeno due anni dalla liquidazione della rendita, a specifiche condizioni e per investimenti miglioramenti della propria attività, può richiedere il riscatto della rendita stessa, per intero se i postumi siano da ritenersi non suscettibili di modificazioni e in misura non superiore alla metà nell'ipotesi opposta.

Perché è importante la percentuale ai fini delle facilitazioni

Per quanto riguarda le agevolazioni, nel caso di riconoscimento del 100% (invalido totale) scattano pensione di inabilità, eventuale indennità di accompagnamento, assegno sociale al compimento del 65esimo anno di età; di riconoscimento di almeno del 75% scatta il versamento dei contributi lavorativi pari a due mesi per ogni anno di lavoro prestato come dipendente; di riconoscimento di almeno del 74% (invalido parziale) scattano assegno mensile di assistenza, assegno sociale al compimento del 65esimo anno di età.

E poi: di riconoscimento di almeno del 67% scatta l'esenzione dal ticket sanitario; di riconoscimento di almeno del 51% scatta il congedo per cure; di riconoscimento di almeno del 46% scatta il diritto all'iscrizione nelle liste speciali dei Centri per l'impiego per l'assunzione agevolata al lavoro; di riconoscimento di almeno del 33% scatta il diritto a prestazioni protesiche e ortopediche da parte dell'Asl di residenza





Autore: Chiara Compagnucci
pubblicato il